Prestiti per aziende che investono nelle carceri: l'iniziativa del Comune di Milano
Dal Comune di Milano il via a un provvedimento atto a mettere a disposizione prestiti fino a 600.000 euro a favore di piccole e micro imprese lombarde che decidano di investire su dipendenti come i detenuti delle carceri di Bollate, San Vittore, Opera e Cesare Beccaria, contribuendo inoltre al reinserimento sociale dei detenuti stessi.
Scopo dell'iniziativa è favorire la nascita di nuove aziende attraendo al contempo investimenti produttivi promuovendo la gestione e il commercio di imprese sorte proprio all'interno degli istituti penitenziari, ai fini della creazione di una rete diretta atta al collegamento con la realtà produttiva della città di Milano, utilizzando inoltre il lavoro come strumento di reinserimento sociale di persone in condizione svantaggiata.
Un'iniziativa non nuova ma anzi frutto di una precedente mossa costantemente portata avanti dall'Assessorato Politiche per il lavoro, Università e ricerca milanese, testimoniata dall'apertura del primo negozio "made in carcere" in Viale dei Mille a Milano, uno spazio di 150 mq dove le aziende possono esporre e vendere i propri differenti prodotti e servizi, spazianti tra coltivazioni floro-vivaistiche, lavori di pelletteria, falegnameria e sartoriali e prodotti di arredo e design.
I numeri dell'iniziativa
Come detto, sono state messe a dispozione delle imprese lombarde risorse complessive, rientranti nei fondi ministeriali vincolati e da riassegnare entro la fine del 2013, pari a 600.000 euro ripartite in:
- 333.000 euro destinati al finanziamento con rimborso d'investimento del 25% e altrettanto 25% a fondo perduto, fino ad un tetto massimo di 45.000 euro;
- 266.000 euro destinati a un fondo di garanzia per il rilascio di finanziamenti bancari a sostegno del restante 50% dell'investimento.
I destinatari
Destinatari dell'iniziativa e che potranno richiedere l'accesso ai finanziamenti sono:
- imprese definite con il termine "ristrette" e precedentemente costituite all'interno delle carceri milanesi
- micro e piccole imprese lombarde regolarmente iscritte al Registro delle Imprese
Carceri e lavoro
Il terzo settore può giocare un ruolo fondamentale nella realizzazione di politiche attive per l'integrazione sociale delle persone svantaggiate, così come un contesto produttivo rafforzato da vincoli solidali può facilitare l'accesso all'impiego di coloro che ne siano stati esclusi.
Agevolazioni ed incentivi alle imprese, misure per il sostegno e l'avvio del lavoro autonomo, misure per lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali su percorsi in grado di accompagnare il soggetto svantaggiato nell'integrazione lavorativa e sociale, sono mosse fondamentali come fondamentale è l'attività lavorativa in quanto mezzo di risocializzazione, oltre che essere certamente una fonte di sostegno economico lecito.
Lavorare rappresenta un forte punto di partenza per la riqualificazione di un detenuto ed un incentivo per lo stesso a non commettere nuovi reati.
La cultura del lavoro è certamente una leva fondamentale alla riabilitazione di persone detenute e va sostenuta con iniziative diversificate di tipo
- informativo e divulgativo;
- coinvolgenti una riprogettazione del soggetto in un'ottica di legalità;
- coinvolgenti nel processo operatori come imprese che possono accompagnare la persona nelle varie tappe della riabilitazione sociale oltre che trarne a loro volta vantaggi produttivi.
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