Nuove regole per le banche: tassi di interesse sempre più bassi

Tutto ciò che bisogna sapere in merito alle nuove direttive sui prestiti: i tassi di interesse devono essere più bassi. I dati dell'ABI e le regole della BCE consentono di fare chiarezza al riguardo. Il paradosso delle banche: da una parte la convenienza dei clienti, dall'altra la sofferenza degli istituti finanziari.

I dati parlano chiaro, molte più banche concedono prestiti, merito forse della crisi economica, ma soprattutto dei nuovi tassi di interessi che le banche concedono.
Molti più clienti si affidano a finanziamenti bancari per riuscire nei propri intenti, personali e aziendali. Se un tempo la sottoscrizione di un prestito faceva tremare, al sol pensiero di costi aggiuntivi e tassi di interesse, oggigiorno, la situazione è mutata e le proposte finanziarie si fanno sempre più allettanti per i clienti.
Non vige più solamente la distinzione tra tassi di interessi fissi e tassi di interesse variabili, ma nuove frontiere si aprono per i prodotti finanziari. Infatti, sulle banche, stimolate dalla situazione economica attuale, ma anche dai dettami della BCE (si vedrà in seguito), ricade l'obbligo di elaborare strumenti di credito, in grado di stare al passo con i tempi, con i profili dei clienti contemporanei, di offrire vie di uscita più consone alla crisi latente.
Secondo l'ASCA (asca.it), i tassi di interesse sui mutui sono in netta discesa, raggiungendo livelli minimi dalla metà del 2011.
I dati dell'ABI aiuteranno a presentare il panorama finanziario italiano e ugualmente le parole della BCE chiariranno la situazione paradossale creatasi per le banche italiane.

IL NUMERO DEI PRESTITI È IN NETTO AUMENTO: I DATI ABI IN MERITO AI FINANZIAMENTI PER L'ACQUISTO DI ABITAZIONI E AI PRESTITI ALLE IMPRESE

La panoramica relativa ai primi sette mesi del 2014 è abbastanza chiara: in merito ai finanziamenti sottoscritti per l'acquisto di una casa, le banche mostrano un netto miglioramento. Secondo uno studio realizzato da ABI (abi.it), su un campione di ottantaquattro istituti finanziari, ovvero l'80% del totale presenta sul territorio italiano, emerge che tra gennaio e luglio 2014 i prestiti concessi per la costruzione di un'abitazione è stato pari a 14.600.000.000€, in netto aumento rispetto agli 11.400.000.000€ realizzati nello stesso periodo del 2013.
Secondo tali dati, l'incremento di prestiti, su base annua, è pari al 29,2%, mentre il tasso di crescita arriva al 6%.
Il tasso sui prestiti alle famiglie per l'acquisizione di abitazioni si è assestato al 3,19% durante il mese di agosto, attestandosi come valore più baso dallo stesso mese del 2011.
In merito ai prestiti alle imprese, il nuovo tasso medio annuo, ad agosto, ha mostrato un netto calo attestandosi al 2,89%: valore più basso, non solo dal mede di luglio del 2011, ma anche da luglio 2014, attestato al 3,09%.
Il tasso medio sul totale dei prestiti è stato pari al 3,77%, anch'esso in flessione rispetto alla percentuale di luglio di 3,81%.

IN FRENATA ANCHE IL TREND DI CADUTA DEI PRESTITI: UN'OCCHIATA AI DATI ABI DEL 2014, 2013 E DAL 2007 PRIMA DELL'INIZIO DELLA CRISI

Le prospettive auree per il mondo dei prestiti non possono tardare e manifestarsi. Con tali condizioni e tali tassi di interesse vantaggiosi per i nuovi sottoscrittori, è chiaro che anche il futuro delle richieste di finanziamento non manifesterà segni di cedimento.
Infatti, a seguito di tale situazione mutata, anche il trend di caduta dei prestiti sta pian piano prendendo un versante differente, imboccando sempre di più una strada favorevole per il settore finanziario.
L'ABI afferma che il mese di agosto 2014 è stato uno dei più favorevoli per la crescita della domanda di prestiti, attestando i migliori risultati dal luglio del 2012.
Il complesso dei prestiti registra un netto miglioramento su base annua, con una percentuale di crescita del -2,3% ad agosto, rispetto al -2,5% del mese precedente e al -4,5% del novembre 2013.
I finanziamenti richiesti da famiglie e imprese occupano il -1,1% , in crescita rispetto al -1,3% del mese di luglio e al -4,5% del novembre 2013. Tali percentuali, trasformati in numeri, si concretizzano in 1.818.000.000€ elargiti all'economia e 1.418.000.000€, alle famiglie e alle imprese (i dati attestati dalla fine del 2007, prima dell'inizio della crisi erano, rispettivamente, 1.673.000.000€ e 1.279.000.000€).

PAROLA ALLA CASSAZIONE: CANCELLATI I FINANZIAMENTI, I MUTUI E I LEASING CON TASSI DI INTERESSI ALTI

La Cassazione è stata ben chiara al riguardo: i cittadini dovranno essere aiutati e favorito nell'accesso al credito, mediante la messa in atto di due principi ad essi favorevoli.
Il primo consiste nel impedire che le banche si arroghino il diritto di imporre tassi di interesse molto alti, da usurai, i quali possono annullare completamente la volontà dei clienti di inoltrare richieste di finanziamento, in quanto impossibilitati a rimborsare l'istituto, anche in tempi lunghi.
Il secondo principio, invece, si fonda su un conteggio più responsabile, da parte della banca, in merito al tasso di interesso, il quale deve basarsi sulla somma delle cifre addebitate dalla banca, non solo gli interessi pattuiti al momento della stipula del contratto di finanziamento.
In materia di tassi di usura, si recita ciò che prevede la legge anti usura 108 del 1996 al riguardo, ovvero che "si ha usura quando il corrispettivo di una prestazione in denaro consistente nella richiesta di interessi, spese e commissioni costituisce un costo totale finanziario estremamente esoso in relazione alla categoria della prestazione".
In base a quanto detto, la Cassazione ha previsto determinati penali che scatterebbero nel caso in cui gli interessi di mora sforassero la soglia dei tassi ufficiali, fissati dalla legge in merito; in questi casi, i mutui, anche sottoscritti sarebbero da considerare nulli; in maniera particolare, "i consumatori che stanno subendo una procedura espropriativa da parte di una banca possono chiedere l'annullamento del mutuo e questo varrà  per bloccare la procedura esecutiva in corso".
La Cassazione precisa inoltre, che "il consumatore non dovrà pagare neppure un euro di interessi e tutti quelli già pagati dovranno essere restituiti dalla banca".
Al fine di evitare confusioni e preoccupazioni inutili si invitano i debitori a rivolgersi personalmente alla proprie banche che sicuramente forniranno una documentazione dettagliata in merito; ma qualora il cliente riscontrasse qualche anomalia, è opportuno che egli si rivolga a persone specializzate nel campo (Confconsumatori, ad esempio), le quali possono fornire il supporto adeguato nei calcoli e, eventualmente, segnalare il problema.

UNA VERA CONTRADDIZIONE ALL'INTERNO DEL MERCATO CREDITIZIO: LA SOFFERENZA DELLE BANCHE

Se è vero che un timido disgelo sta verificandosi all'interno del mondo creditizio, tale fenomeno non può essere considerato di entità notevole. Considerando la diminuzione dello SPREAD del nostro Paese e le continue elargizioni di liquidità da parte della BCE, la sofferenza delle banche frena molto la crescita dell'Italia e ciò è palese soprattutto nel ritardo della riattivazione dei mutui.
La sofferenza delle banche italiane rivela la vera preoccupazione dell'intero mondo creditizio: sebbene nuovi e convenienti tassi di interesse si prospettano all'orizzonte, auspicando un futuro roseo per le nuove sottoscrizioni di mutui, una atavica piaga infligge ancora ritardi per la ripresa economica del nostro paese.
Il vero problema, combattuto aspramente dalle banche, è rappresentato da coloro i quali un mutuo l'hanno ottenuto, magari tempo fa, ma adesso non riescono a pagarlo a causa della crisi economica del Paese, unita alla perdita dei posto di lavoro. Tutto ciò crea un circolo vizioso, una cane che si morde la coda: come può l'Italia alzarsi dalla crisi economica latente che la tiene imprigionata all'interno di una ragnatela, se le principali fonti di credito si trovano in difficoltà?
Al fine di fornire un'informazione adeguata e puntuale in merito all'argomentazione, ci si riferisce nuovamente ai dati resi pubblici dall'ABI, in merito alla situazione delle banche.
Proprio tali dati rivelano una palese contraddizione. Infatti, sebbene per la clientela, per l'economia italiana, i tassi di interesse in calo rappresenterebbero un chiaro segnale per contribuire alla ripresa del mercato, dall'altra parte, vi è una realtà, quella delle banche, che mostrano una sofferenza pari a 172.300.000.000€ contro i 1.790.300.000€ di giugno.
La raccolta complessiva delle banche, ovvero i depositi della clientela o le obbligazioni, durante il mese di agosto, è stata in netto calo, raggiungendo, ad agosto 1.707.000.000€, cioè 18.000.000.000€ in meno rispetto all'anno precedente.

PREVISIONI FUTURE  E CONCLUSIONI

Sempre secondo quanto è stato dichiarato dal bollettino mensile dell'ABI, in merito ai tassi di interesse sui mutui, i livelli, su tutto il territorio italiano sono destinati ad assestarsi su percentuali molto inferiori a quelli già menzionati.
Tali buone notizie vengono accolte positivamente da tutti coloro i quali sono in procinto di stipulare un contratto di finanziamento.
L'unica speranza è quella di poter condurre il nostro Bel Paese verso una condizione economica che consenta, non solo di migliorare il paradosso all'interno del mondo creditizio, ma soprattutto rialzare le sorti di un'economia che costringe tutti, famiglie e imprese, ad una resa lenta ma inevitabile.
Risparmi, lavoro, impegno e collaborazione da parte di tutti potrebbero essere gli unici rimedi per dare una mano al made in Italy e condurlo tra i mercati concorrenziali, splendente e orgoglioso, come un tempo.

FOCUS: LE DECISIONE DELLA BCE IN MERITO AI TASSI DI INTERESSE

La BCE decide di lasciare I tassi di interessi bassi e ribadisce che rimarranno tali per un lungo periodo di tempo. Il video seguente consente di sottolineare maggiormente quello che è stato l'argomento dell'articolo, mediante le parole e le osservazioni di persone competenti.
Maggiore trasparenza, volta allo sviluppo delle economie europee: le parole del presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, tra convenienza dei clienti e sofferenza delle banche.

Dott.ssa Sara Tomasello
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