Il sistema SEPA per i bonifici e gli addebiti diretti
Dal primo di febbraio entrerà in vigore anche in Italia il nuovo sistema SEPA (Single Euro Payments Area), che di fatto unifica l'area europea per quanto riguarda i pagamenti con carte di credito, carte di debito, addebiti diretti sul conto corrente e bonifici.
Per questi ultimi in particolare non ci sarà più la differenza tra bonifici nazionali ed europei, ma un'unica modalità di gestione. La conseguenza principale di questo passaggio è che dal mese di febbraio tutti i pagamenti nazionali o internazionali saranno uguali e per questo motivo anche i costi ed i tempi di effettuazione saranno unificati.
In realtà la data del primo febbraio non è valida per tutti i tipi di pagamento: per quanto riguarda il nostro paese la Banca d'Italia ha concesso uno slittamento al 2016 per gli addebiti a importo fisso e gli addebiti finanziari diretti.
L'area SEPA è molto estesa ed a oggi comprende 33 stati europei (in ordine alfabetico): Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Principato di Monaco, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera e Ungheria. Come si evince dall'elenco, non si tratta solo di stati che hanno aderito alla moneta unica, ma anche paesi che continuano a mantenere la moneta nazionale, primo tra tutti il Regno Unito.
L'utente finale non è tenuto a fare nulla e tutti i cambiamenti saranno gestiti dalle banche, che dovrebbero tra l'altro aver provveduto ad inviare una comunicazione in merito nei mesi scorsi. In realtà ci saranno alcune modifiche per quanto riguarda i metodi di pagamento. Vediamole.
I cambiamenti introdotti con la Single Euro Payments Area
All'entrata in vigore della SEPA, il conto corrente avrà ancora l'IBAN, il codice alfanumerico identificativo che già possiede e quindi non cambierà nulla di concreto. Modifiche si avranno invece per i bonifici bancari che dovranno sempre indicare l'IBAN del destinatario per quanto riguarda il nostro paese, mentre per l'estero sarà richiesto anche il codice BIC (che viene fornito dal destinatario dell'accredito insieme al codice IBAN). Dal primo febbraio 2016 decadrà anche questo obbligo e i bonifici nazionali ed europei saranno parificati in tutto e per tutto. Per i bonifici diventa obbligatorio indicare il nome del destinatario e non ci saranno più differenze nei tempi di invio tra bonifici nazionali ed internazionali. I bonifici europei sono comunque già da tempo disponibili anche per il nostro paese, per cui moltissime persone di fatto utilizzano già la normativa SEPA per i pagamenti anche nazionali.
Scompare invece il RID, l'addebito diretto sul conto corrente, rimpiazzato dall'equivalente SSD. Le modalità di riscossione saranno le stesse con l'addebito automatico sul conto corrente, ma cambia significativamente la gestione dell'addebito che non sarà più richiesto alla propria banca come avviene ora, ma direttamente a colui che riceverà la somma, il quale provvederà a chiedere alla Banca il pagamento di quanto stabilito. Questo punto è molto sensibile in quanto la richiesta degli addebiti sul conto corrente passa dalla banca all'azienda, che di conseguenza si dovrà attrezzare adeguatamente. Non è escluso che questa nuova modalità possa causare difficoltà soprattutto alle aziende di piccole dimensioni o meno avvezze ai cambiamenti. Per venire incontro alle esigenze delle aziende, le banche italiane hanno quindi pensato di creare l'SSD con AOS, che sostanzialmente riporta la gestione dell'addebito alle banche, dietro al pagamento di una tariffa specifica.
Si teme che l'adozione del secondo sistema (SSD AOS) possa causare un aumento del costo delle prestazioni, in quanto le aziende potrebbero sentirsi autorizzate a scaricare il costo della gestione della transazione sull'acquirente. Si tratta tuttavia solo di un'ipotesi, che potrà essere convalidata o smentita solo con l'effettiva applicazione del sistema SEPA e con la rilevazione delle sue eventuali criticità.
Le carte di debito (i cosiddetti bancomat) vedranno la disponibilità sulla carta sia del circuito nazionale, come già avviene ora, sia di quello internazionale, che di fatto esisteranno in parallelo su una stessa carta. Nulla cambia invece per le carte di credito che già attualmente utilizzano i circuiti internazionali per il pagamento.
Riassumiamo nella tabella che segue i principali cambiamenti, suddivisi per tipologia di pagamento:
| tipologia di pagamento | cosa cambia |
| bonifico nazionale | obbligatori il codice IBAN e il nominativo del destinatario |
| bonifico estero | codice IBAN, codice BIC e nominativo del destinatario |
| conto corrente | nulla |
| addebiti diretti | nulla per il cliente; cambia la modalità di gestione banca-beneficiario dell'addebito |
A questo punto è lecito chiedersi se l'introduzione della SEPA sia un vantaggio o uno svantaggio per i cittadini. Il sistema in sè rappresenta certamente un vantaggio come tutte le semplificazioni, in quanto dovrebbero scomparire le tariffe (a volte elevate, se confrontate con quelle dei bonifici ordinari) applicate dalle banche ad esempio sui bonifici esteri. Al momento dell'entrata in vigore del sistema però potrebbero esserci problemi causati dal mancato adeguamento alle normative da parte di alcune imprese o addirittura si può ipotizzare che alcune aziende decidano di scaricare sull'utente finale il costo del passaggio, sicuramente non indifferente soprattutto per le imprese di medie o piccole dimensioni.
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