Il fallimento di Heta Asset Resolution mette in crisi tutta la Carinzia
Il sistema finanziario europeo si trova alle prese con una grave minaccia. Nei giorni in cui tutti si concentravano sulla trattativa tra Grecia e Unione Europea, è infatti emerso un buco da 7,6 miliardi di euro nella pancia della bad bank di Hypo Alpe Adria, la Heta Asset Resolution. Il fallimento della banca rischia infatti di avere conseguenze devastanti, poiché il governo austriaco ha già deciso di non accollarsi il debito, scaricando tutto su regione, la Carinzia, che sinora era considerata un'isola felice nel cuore dell'Europa. Proprio la regione, infatti, aveva garantito il debito di Heta per 10,2 miliardi di euro nel 2014, ma le entrate previste per il 2015 ammontano appena 2,36 miliardi. Il resto dovrebbe andare a carico della comunità statale, ma il ministro delle Finanze, Hans Joerg Schelling, ha già rifiutato di provvedere all'ammanco. La prima vittima della questione è stato il rating della Carinzia, declassato di quattro livelli in un colpo solo da Moody's, che lo ha portato da da A2 a Baa3, cambiando inoltre l'outlook da stabile a negativo. Proprio l'agenzia, infatti, avverte come il buco potrebbe essere anche maggiore del previsto.

(Il fallimento di Heta Asset Resolution rischia di travolgere la Carinzia)
In pratica, i bond emessi da Heta sono rimasti senza garanzia. La questione si sta ora propagando come un virus a tutto il sistema finanziario austriaco, in quanto tra i creditori di Heta, c'è anche l'istituto Pfandbriefbank Oesterrich AG, che emette bond per conto delle banche provinciali austriache. Oltre a questo istituto, nel mirino di Moody's sono finite anche due banche delle province austriache del Tirolo e del Vorarlberg, mentre anche le banche tedesche contano le perdite.
Quanto sta succedendo in Austria, dovrebbe essere osservato con un occhio di riguardo anche in Italia, se solo si pensa che tra i progetti del governo Renzi, c'è anche quello di una bad bank nella quale far confluire le perdite del sistema bancario tricolore derivanti dai cosiddetti crediti "malati", sotto l'egida statale. Un progetto che avrebbe già ottenuto il placet della Commissione Europea, in particolare dal commissario agli Affari economici Pierre Moscovici, dalla collega Margrethe Vestager, responsabile della Concorrenza, e dal vicepresidente della Commissione con delega all'euro Valdis Dombrovskis, che però è decisamente avversato dalle associazioni dei consumatori. Chissà che quanto successo in Carinzia non porti ad un ravvedimento, in un paese che continua a riservare un occhio di riguardo al sistema bancario.
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