Il Decreto Salva Debiti per le Pubbliche Amministrazioni: le PA pagano finalmente le imprese

I punti fondamentali concernenti il cosiddetto Decreto Salva Debiti per le Pubbliche Amministrazioni, manovra governativa che permette il pagamento dei debiti maturati dalla PA nei confronti di imprese, professionisti e banche.

E' stato convertito in legge il cosidetto Decreto Salva Debiti, il decreto finalizzato al pagamento delle imprese per la riscossione di crediti accumulati nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.

Il provvedimento dell'8 aprile 2013, n 35, G.U. 07.06.2013, coordinato con la legge di conversione 6 giugno 2013, n. 64 in materia di "Disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonche' in materia di versamento di tributi degli enti locali. Disposizioni per il rinnovo del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria" consente il pagamento di 40 miliardi di arretrati alle aziende in dodici mesi a partire dalla meta' del 2013.

Una manovra necessaria, attuatasi alla luce delle ricorrenti insolvenze delle Pubbliche Amministrazioni, difetto che ha contribuito ad acuire la crisi vissuta da un buon numero di piccole e medie imprese.

I punti fondamentali 

Il Decreto Salva Debiti permetterà agli Enti Locali in difetto e sprovvisti di liquidità di poter avviare i pagamenti arretrati nei confronti delle imprese per un piano complessivo di 40 miliardi di euro, piano articolato su base biennale così da provvedere all'estinzione di 20 miliardi di debiti nella seconda metà del 2013 e 20 miliardi nel2014.

 La compensazione dei crediti certificati sarà valida con debiti iscritti al ruolo fino al 31 dicembre 2012.

Cosa è previsto per gli Enti Locali

Per quanto riguarda gli Enti Locali, i pagamenti sono esclusi, per un importo totale pari a 5 miliardi, dal vincolo del patto di stabilità interno mentre sono previste sanzioni per i responsabili che in corso d'anno non comunicheranno l'effettuazione dei pagamenti per almeno il 90% al Tesoro. 

Per gli Enti Locali in difetto di liquidità, potranno scattare prestiti di durata trentennale a valere su un Fondo di 2 miliardi per il 2013 e il 2014. In caso di mancato pagamento della quota di ammortamento, per i Comuni verranno effettuati tagli sulla quota Imu mentre per le Province sull'imposta Rc auto.

Tutti gli Enti locali coinvolti, non potranno impegnarsi in spese con importo maggiore di quello annuale minimo relativo agli impegni dell'ultimo triennio ne indebitarsi per investimenti, ultimo punto possibile esclusivamente in caso di conseguimento degli obiettivi indicati dal patto di stabilità interno, previa presentazione di documentazione attinente e certificante.

Cosa è previsto per Regioni e Province Autonome

Per le Regioni e le Provincie Autonome, è stato creato un Fondo di liquidità pari a 3 miliardi per il 2013 e a 5 miliardi per il 2014.

E' prevista anche in questo caso la possibilità di ricorrere a prestiti trentennali. Per quanto riguarda la Regione Sicilia e la Regione Piemonte, queste dovranno adottare un piano di rientro per il trasporto pubblico locale, attingendo a risorse dal Fondo per lo sviluppo e coesione.

Lo Stato potrà anticipare liquidità alle Regioni nell'ambito di debiti nei confronti della sanità per 5 miliardi nel 2013 e 9 miliardi nel 2014. Le Regioni avranno l'obbligo di erogare almeno il 90% delle somme incassate a scopo di finanziamento sanitario al Servizio sanitario regionale.

I beneficiari

I Ministeri sono tenuti a predisporre specifici elenchi dei creditori e a pubblicarli tramite i propri siti telematici.

Priorità di pagamento verrà concessa a imprese e professionisti rispetto alle banche e ai crediti maggiormente di vecchia data quindi in ordine cronologico.

(Fonte: ilsole24ore)

Dott.ssa Elisabetta Berra
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