Il bilancio di Moody's sui prestiti e le liquidità bancarie
A poche settimane dalla chiusura del 2014, si chiudono i bilanci sui principali risultati registrati nell'anno e si aprono le previsioni sul 2015 sulla situazione bancaria. Moody's in particolare ha raccolto i dati più significativi del settore per definire la situazione sui prestiti e le liquidità bancarie sulla zona euro e non.
Un primo quadro sulla situazione bancaria presente e futura della Moody's
Il 2014 è stato un anno particolarmente difficile per il settore bancario, sul fronte dei prestiti ad esempio, sono state riconosciute molte somme erogate nel giro di pochi anni, mentre sul fronte delle liquidità potrebbero esserci dei notevoli cambiamenti a seguito di nuove regole che escludono la possibilità di utilizzo di fondi pubblici per il relativo salvataggio delle banche e di conseguenza un solo ricorso di fondi privati. In pratica le prospettive future sul sistema bancario, partendo dagli ultimi risultati del 2014 preannunciano una situazione negativa anche per il prossimo 2015 per una serie di fattori inclusi nella valutazione.
Sistema bancario vulnerabile, ma sono presenti anche dei primi risultati positivi
Innanzitutto è presente nelle banche europee una crescente difficoltà nell' accettare un nuovo regime di "ball in", che in pratica prevede un maggiore coinvolgimento degli azionisti e degli obbligazionisti in caso di crisi finanziarie, senza cioè far riferimento ad una possibilità di fondi pubblici per il salvataggio della stessa banca. A ciò si aggiunge una debole redditività, in quanto sarebbero presenti secondo Moody's ancora delle deboli condizioni sul fronte macro economico, che rendono il sistema bancario ancora vulnerabile, nonostante si siano registrati anche delle stabilità finanziarie da parte delle stesse banche europee. Sul fronte invece dei prestiti e delle liquidità, potrebbero inoltre pesare da un lato le nuove normative europee che hanno portato le banche europee a dover inevitabilmente rafforzare i propri livelli di capitale e il rapporto tra le attività e le passività, riducendo al contrario i rischi sui prodotti di investimento. Da un altro lato la già citata esclusione di fondi pubblici per un eventuale salvataggio delle banche, che potrebbe costringere le banche a dover aumentare i relativi costi di provvista.
Migliore la situazione delle banche del Regno Unito, Svezia, Norvegia ed est Europa
Si attendono quindi delle nuove iniziative da parte delle banche europee per future riduzioni dei costi e per cambiamenti nei modelli di business, come sottolineato anche dal direttore generale Carola Schuler, con benefici sugli utili, per una riduzione sugli oneri di accantonamento nel prossimo anno, a fronte però di costi ancora troppo elevati sui contenziosi. Oltre la zona euro, infine, la Moody's riconosce una buona ripresa economica delle banche del Regno Unito (grazie a nuove politiche prudenziali) per le banche della Svezia e della Norvegia ( per il supporto economico offerto da bassi tassi di interesse e crescita economica) e per le banche dell'est europa.
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