Cosa sono i prestiti per condomini e a cosa servono

La prossima Legge di Stabilità potrebbe portare all'adozione dei prestiti per condomini, una formula che però già esiste nel mercato creditizio. Andiamo quindi a vedere in cosa consiste e le differenza con la proposta già messa in campo ormai da tempo dal settore bancario.

Il mercato creditizio è alla continua ricerca di nuovi prodotti da proporre alla propria clientela, in particolare quella che si trova in condizioni difficili. Proprio a questo riguardo va sottolineato l'arrivo di un una nuova soluzione che potrebbe dare una risposta in tal senso, ovvero i prestiti per i condomini. Si tratta di finanziamenti  finalizzati a sostenere le spese di ristrutturazione dei condomini. Uno strumento che potrebbe in effetti rivelarsi una buona leva per agevolare lavori che spesso fanno paura proprio per gli alti costi che comportano, tali da mettere a repentaglio la tenuta dei bilanci familiari, soprattutto in un periodo di crisi come l'attuale.

Il Governo ci sta pensando

Secondo le notizie riportate dai principali quotidiani italiani, non sarebbe però il settore bancario a proporre questa formula, bensì il Governo guidato da Matteo Renzi, che starebbe seriamente valutando la possibilità di inserire i prestiti per i condomini tra le priorità della nuova Legge Finanziaria, in modo da un lato di dare una possibilità in tal senso anche alle famiglie che non possono vantare una situazione reddituale florida e dall'altro un rilancio di consumi ancora in preda ad una vera e propria gelata.

Obiettivo prioritario: le periferie

Naturalmente, essendo il provvedimento ancora allo studio, non si hanno ancora notizie certe sulle modalità e sulle tempistiche che dovrebbero distinguere questa nuova soluzione di finanziamento. Almeno in base alle prime voci trapelate, va però messo in rilievo come tra gli obiettivi del Governo dovrebbe rientrare il bisogno di intervenire in modo rapido e deciso sulle periferie delle città. In pratica proprio i luoghi degradati, in cui si registra la maggiore presenza di famiglie in condizioni economiche disagiate, gli stessi che hanno dato segnali ripetuti di scontento, anche nel corso delle ultime elezioni comunali.

Le ipotesi sul campo

Secondo le indiscrezioni che sono sinora trapelate, i nuovi prestiti per i condomini potrebbero essere previsti per diverse tipologie di lavori e interventi di ristrutturazione dei condomini. Ad erogare i fondi sarebbe un fondo pubblico istituito ad hoc, cui l'amministratore del condominio rivolgerebbe la domanda e il quale si farebbe carico del costo di tutti i lavori, sollevando in tal modo i singoli inquilini dal versamento della loro quota. Il rimborso della cifra erogata avverrebbe sotto forma di maggiorazioni ai costi per le bollette elettriche. Va però rilevato come trattandosi di lavori di riqualificazione energetica e di conseguenza mirati a incrementare l'efficienza in tal senso degli edifici e a ridurre gli sprechi, anche ai costi delle bollette verrebbero applicati sconti più o meno rilevanti.

I prestiti condominiali potrebbero essere la novità della prossima Legge di Stabilità

(I prestiti condominiali potrebbero essere la novità della prossima Legge di Stabilità)

Il piano è ancora al vaglio dell'Enea, che dovrà valutare come realizzarlo nel concreto, ma va messo in rilievo come già attualmente siano in vigore le detrazioni fiscali tra il 50 e il 65% spettanti a chi operi lavori di ristrutturazione, con un tetto di spesa fissato a 96mila euro. Nel caso del nuovo provvedimento, le detrazioni dovrebbero attestarsi su livelli decisamente maggiori, proprio in quanto riservate alle famiglie con reddito estremamente basso, ovvero quelle che in molti casi non sono neanche in grado di sostenere le spese di prima necessità.

I prestiti per condomini esistono già

Altra circostanza da ricordare è che i prestiti per condomini esistono già. Basti ricordare ad esempio la convenzione stipulata da Teicos con la società Harley & Dikkinson e la Banca Popolare di Milano, una interessante opportunità di finanziamento per gli interventi di ristrutturazione sugli immobili condominiali che prevede la rateazione dell'importo dei lavori sino a sessanta mesi senza interessi. La quota interessi delle singole rate viene infatti pagata da Teicos. Gli importi erogabili vanno da un minimo di 10mila ad un massimo di due milioni di euro. Per il condominio si tratta quindi di un finanziamento a costo zero, tale da comportare solo le spese di istruttoria (da un minimo di 100 ad un massimo di 250 euro) e il versamento dell'imposta sostitutiva.

I mutui condominiali

Va poi rilevata la presenza dei mutui condominiali, leggermente diversi dalle ipotesi di cui abbiamo già parlato. Si tratta di un finanziamento che può essere concesso sia sotto forma di mutuo chirografario che ipotecario. Solitamente il mutuo condominiale viene erogato sotto forma di mutuo a tasso fisso, in modo da poter garantire la certezza del piano di rientro, e quindi al rimborso delle rate mensili dovranno partecipare tutti i condomini. Il mutuo condominiale rientra nella tipologia dei mutui di ristrutturazione, e viene richiesto al fine di dare vita ai lavori sulle parti comuni del condominio, prevedendo la partecipazione di ciascun inquilino in base ai propri millesimi. 

Le caratteristiche

In questi casi i mutui prevedono un minimo abbastanza consistente, almeno 50mila euro, ma non un massimo, in quanto vanno a coprire cifre abbastanza consistenti, a volte anche milioni di euro. Per poter richiedere un mutuo condominiale è necessario avere a disposizione un preventivo e un accordo con una ditta di ristrutturazione, oltre al voto favorevole dell'assemblea dei condomini che deve essere a maggioranza o all'unanimità, a seconda di quanto richiesto dalla banca.

I prestiti condominiali già esistono nel settore bancario

(I prestiti condominiali già esistono nel settore bancario)

Sarà l'amministratore ad occuparsi della negoziazione delle condizioni del contratto di mutuo, anche se poi ognuna delle parti che lo compongono dovrà essere sottoposta alla necessaria approvazione dei condomini. La durata del piano di rimborso eccede sempre i 5 anni, arrivando ad un massimo di 120 rate. Ove si tratti di un mutuo ipotecario dovrà essere accesa l'ipoteca sulle parti comuni da ristrutturare, mentre nel caso del mutuo chirografario la banca potrà a sua volta chiedere un pegno a garanzia oppure una fidejussione, che è poi la soluzione utilizzata con maggior frequenza.

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Dott. Dario Marchetti

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