Come scoprire se la banca o la finanziaria applica tassi di usura
Non di rado si sente affermare dai sottoscrittori di prestiti e mutui che i tassi di interesse applicati da banche e finanziarie sono al limite dell'usura. Purtroppo talvolta questa affermazione non deriva da una percezione errata, ma corrisponde al vero. Vediamo ora insieme come scoprire se quelli che vengono applicati a prestiti, mutui o altri finanziamenti sono realmente tassi usurai.
Innanzitutto una precisazione: affinché un tasso possa definirsi da usura è necessario che superi i limiti stabiliti dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, che trimestralmente provvede ad aggiornare e a comunicare i TEMG (tassi di interesse effettivi medio globale) con il quale è possibile calcolare i tassi soglia cioè il limite massimo applicabile per gli interessi di ogni tipo di finanziamento, compresi i prestiti, mutui, credito al consumo e cessioni del quinto dello stipendio.
Una precisazione: i valori comunicati dal ministero valgono per i soli finanziamenti stipulati nel trimestre e non per i prestiti sottoscritti in precedenza; sarà quindi necessario verificare l'eventuale usura prendendo come riferimento i valori comunicati dal Ministero nel periodo di sottoscrizione.
Per quanto riguarda il primo trimestre del 2014 i dati comunicati dal Ministero sono quelli riassunti nella tabella che segue:
| tipo di prestito | tasso massimo applicabile |
| mutuo a tasso variabile | 8,76% |
| mutuo a tasso fisso | 10,38% |
| prestito finalizzato fino a 5.000 euro | 19,32% |
| prestito finalizzato superiore ai 5.000 euro | 16,43% |
| cessione del quinto fino a 5.000 euro | 18,83% |
| cessione del quinto superiore ai 5.000 euro | 18,28% |
| credito personale | 18,98% |
| credito in conto corrente fino a 5.000 euro | 18,27% |
| credito conto corrente superiore ai 5.000 euro | 16,57% |
Per capire se il tasso applicato è da usura bisogna individuare il proprio caso nella tabella e confrontarlo con il TAN (tasso annuo nominale) presente nel contratto sottoscritto, a cui vanno sommati gli interessi di mora. Se il valore supera quello in tabella, il contratto non è corretto e si tratta di usura a tutti gli effetti.
Facciamo un esempio:
avete sottoscritto a gennaio 2014 un prestito personale di 10.000 euro. Il tasso massimo applicabile è quindi del 16,43%. Dal contratto emerge che il TAN è pari al 14,50% mentre il tasso di mora è dell'1%. Il tasso massimo in caso di mora è quindi del 15,50%, inferiore al livello di usura. Il contratto è quindi corretto.
Attenzione: per i mutui a tasso fisso il valore va aumentato del 50% mentre per il tasso variabile si deve aumentare il tasso del 25% + 4 punti. Facciamo un esempio: il tasso variabile del vostro mutuo è pari al 2%. Dovrete quindi aggiungere il 25% + 4 cioè 4,5%. Il risultato da 6,5, inferiore al massimo consentito; non si tratta di usura nemmeno in questo caso.
Esiste una soglia anche per altri tipi di crediti, come ad esempio per gli scoperti senza affidamento. Vediamo nella tabella i tassi massimi applicabili:
| tipo di credito | tasso massimo applicabile |
| scoperto senza affidamento fino a 1.500 euro | 24,19% |
| scoperto senza affidamento oltre 1.500 euro | 23,11% |
Nel caso il tasso applicato superasse il limite consentito, è possibile richiedere all'istituto erogante la restituzione degli interessi applicati illecitamente. Vediamo ora come fare.
Cosa fare nel caso di applicazione di interessi superiori al consentito
Nel caso siano stati applicati interessi più alti rispetto a quanto previsto dal Ministero è possibile inviare una lettera (si consiglia la raccomandata con ricevuta di ritorno) in cui si chiede la restituzione di quanto già versato. La lettera deve contenere le indicazioni che seguono.
Innanzitutto vanno indicati nell'intestazione il mittente (con indirizzo di residenza e recapiti telefonici ed e-mail) e il destinatario (il generico indirizzo della filiale della banca o della finanziaria, includendo anche l'ufficio reclami per conoscenza).
Si deve scrivere poi nell'oggetto della lettera il contratto del mutuo/prestito a cui si fa riferimento e successivamente i dati anagrafici dell'intestatario (o degli intestatari se sono più di uno).
Il testo deve indicare il riferimento alla sentenza n.350/13 del 9-1-2013 della Corte di Cassazione in merito al calcolo degli interessi di mora al fine di individuare la corretta applicazione degli interessi bancari e la richiesta di restituzione degli stessi.
Essendo comunque un argomento molto delicato e complesso, vi consigliamo, in caso di dubbio sull'applicazione di interesse usuraio, di rivolgervi ad un legale o ad un'associazione di consumatori, in grado di fornirvi eventuali informazioni ed assistervi nelle richieste di rimborso.
Un consiglio: prestate attenzione prima della sottoscrizione
Un ulteriore consiglio che ci sentiamo di rivolgervi è di prestare la massima attenzione prima della sottoscrizione di qualsiasi tipo di linea di credito. Informatevi sui tassi massimi applicabili nel periodo e verificate che quelli che vengono proposti nel contratto siano inferiori. Nel caso fossero superiori fatelo sempre presente a chi vi sottopone il contratto e valutate comunque il numero maggiore di offerte, dove possibile ovviamente.
Anche la scelta della tipologia di prestito o mutuo è molto importante: come si può leggere nella tabella ad inizio articolo, i tassi variano notevolmente a seconda del prestito scelto, quindi considerate la tipologia con il tasso di interesse più basso. Facciamo un esempio: per l'acquisto di un'autovettura nuova (superiore quindi ai 5.000 euro) il credito finalizzato ,con interesse massimo del 16,43%, potrebbe essere più conveniente rispetto ad un credito generico a cui si può applicare un tasso massimo del 18,98%. Utilizzando per il calcolo il massimo applicabile, la differenza tra i due prestiti potrebbe arrivare al 2,55%, una cifra notevole!
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