Job Act: Legge che delega Renzi ad apportare riforme nel mondo del lavoro, attraverso decreti attuativi. Le riforme con esso previste riguardano importanti temi, come il lavoro, le pensioni, gli ammortizzatori sociali, il welfare, nonché novità per i contratti di lavoro.
Accesso al credito con il contratto a tutele crescenti: le Banche adottano gli stessi criteri di valutazione
Non è sicuramente impresa semplice ottenere un finanziamento qualora non si abbia un reddito dimostrabile (busta paga, pensione, unico); banche e finanziarie, infatti, valutano una richiesta di prestito o di mutuo principalmente sulla base dei redditi percepiti dal cliente, in quanto diminuiscono per esse i rischi di concessione dell'importo richiesto ed aumentano le probabilità che la pratica vada a buon fine.
Grazie al cambiamento avvenuto nel mondo del lavoro, in seguito all'entrata in vigore del Job Act, fortemente sostenuto da Renzi, il vecchio contratto di lavoro è stato sostituito con quello definito a tutele crescenti (per i nuovi assunti), che alcuni istituti di credito sono favorevoli a considerare positivamente nella concessione di eventuali finanziamenti.
Job Act
(finanziamenti per i neoassunti)
Cosa è il contratto a tutele crescenti
Il 2015, dunque, segna importanti cambiamenti per quanto riguarda il lavoro, introducendo all'interno della Riforma del Lavoro il cosiddetto contratto a tutele crescenti, ovvero, una nuova forma di contratto a tempo indeterminato.
Il contratto a tutele crescenti, entrato in vigore lo scorso 7 marzo, riguarda soltanto le nuove assunzioni e garantisce a tutti i lavoratori le ferie, le malattie e l'accesso all'indennità di disoccupazione; inoltre, manda in pensione i contratti atipici, offrendo la possibilità ai giovani di essere assunti esclusivamente a tempo indeterminato a tutele crescenti o a tempo determinato.
A chi si applica il contratto a tutele crescenti
Il decreto riguardante la nuova forma contrattuale viene applicato esclusivamente:
- ai lavoratori assunti a tempo indeterminato dalla sua entrata in vigore (07/03/2015)
- ai lavoratori che alla data del 7 marzo hanno subito la trasformazione del proprio contratto di lavoro da determinato ad indeterminato
- agli apprendisti qualificati a partire dalla data in cui è entrato in vigore il contratto a tutele crescenti.
Accesso al credito con il contratto a tutele crescenti
Alcuni istituti di credito sono disposti a valutare positivamente i contratti a tutele crescenti per quel che concerne la richiesta di prestiti o mutui da parte, soprattutto, dei giovani lavoratori, ovvero, quelli che verranno assunti con questi nuovi contratti di lavoro.
Nel valutare un'operazione di finanziamento, dunque, essi adotteranno i medesimi criteri di valutazione utilizzati per vecchi contratti di lavoro a tempo indeterminato e questo vuol dire offrire unopportunità in più ai neoassunti per l'accesso al credito.
Unicredit, ad esempio, è una delle banche che di fatto ha equiparato i nuovi contratti a tutele crescenti con quelli già esistenti; questa banca, dunque, è disposta ad utilizzare i medesimi criteri di valutazione per tale forma contrattuale, senza variare il tipo di offerta commerciale.
La strada intrapresa dallo storico istituto di credito vuol rimanere in linea con la sua politica, ovvero, offrire un supporto economico alle famiglie italiane, attraverso l'erogazione di prestiti e mutui, che li aiutino a far fronte a quelle che sono le singole priorità finanziarie.
Tanti, comunque, restano ancora i dubbi sul futuro del contratto a tutele crescenti e bisognerà attendere che esso funzioni come è stato auspicato per essere certi che verrà effettivamente considerato alla stregua dei vecchi contratti di lavoro anche quale garanzia per l'accesso al credito.
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