Altroconsumo: come difendersi dagli agenti di recupero crediti
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In tempi di crisi anche le società di recupero crediti si sono trovate in difficoltà, non riuscendo a riscuotere i crediti raschiando le tasche dei cittadini sempre più indebitati, svuotate al fisco e obbligazioni varie.
Lo stalking creditizio
Tantissime in questi anni le segnalazione giunte ad Altroconsumo sullo "stalking creditizio", ovveri sugli atteggiamenti persecutori via via adottati dagli agenti di recupero: mille chiamate, sms, lettere su lettere, minacce di espropriazioni o pignoramenti immobiliari senza aver in mano nessun provvedimento giudiziario, telefonate persino al datore di lavoro, al coniuge. Comportamenti vessatori che ledono la riservatezza dei cittadini.
Per questo il Garante della Privacy, in seguito alle numerose segnalazioni dei cittadini, ha emanato un provvedimento che vieta i comportamenti lesivi della privacy quali: telefonate preregistrate e telefonate a familiari, vicini di casa, datore di lavoro per metterli a conoscenza del debito e affissione di avvisi di mora sulla porta del debitore o sollecitazioni di pagamento che possono essere viste da tutti.
L'Antitrust sospende le attività scorrette delle società "stalker"
L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, in seguito alle numerose segnalazioni di comportamenti scorretti, ha disposto la sospensione delle attività scorrette da parte della GE.RI. Gestione Rischi S.r.l. e della Elliot S.r.l. Pare che all'inizio dell'anno, la GE.RI. avrebbe sollecitato via posta, email, telefonate e sms il pagamento di presunti crediti, non dettagliati o infondati e prescritti. Il recupero di alcuni crediti sarebbe stato commissionato dalla Elliot S.r.l., la società che ha acquistato la titolarità dei crediti vantati da altri professionisti. L'Antitrust ha vietato la continuazione da parte della GE.RI. di ogni attività diretta al recupero crediti con modalità scorrette e aggressive, imponendo una sanzione di 205.000 euro.
I consigli di Altroconsumo
Segnala le società che pongono in atto condotte scorrette all'Antitrust. Puoi anche rivolgerti all'autorità giudiziaria contro il creditore e la società di recupero crediti a cui ti sei affidato, per chiedere il danno non patrimoniale per la violazione della tua riservatezza. Tale danno è stato riconosciuto da una significativa sentenza del Tribunale di Chieti (n. 883 del 2012) a un cittadino che ha subìto la violazione della sua riservatezza per le telefonate e i messaggi sul suo debito che venivano fatti su numeri di telefono diversi dal suo.
I suggerimenti dei legali
Gli avvocati ricordano che la legge impone alle societa' di recupero crediti di rendere sempre visibile il numero e dunque se si viene contattati dalla società di recupero crediti da un numero anonimo, è un proprio diritto conoscere il numero da cui proviene la telefonata, così come è un diritto chiedere il nome dell'operatore, nel caso si debba sporgere denuncia in caso di abusi ed illeciti.
Non accettare telefonate in luoghi inadeguati come, per esempio, il posto di lavoro o l'abitazione di parenti. Se bussa alla porta un soggetto che si spaccia per esattore della società di recupero crediti, mai aprire la porta e mai spiegare le motivazioni del vostro silenzio. Non e' un pubblico ufficiale.
Se la società di recupero è riuscita ad ottenere un proprio indirizzo o un numero telefonico che non è stato mai fornito al soggetto creditore (la banca, la finanziaria, Sky....), si ha il diritto a sapere come tali dati sono stati ottenuti e chi è il titolare del trattamento che li ha ceduti alla società.
Se nonostante il debito sia stato saldato, si continua ad essere ricercati dalla società di recupero crediti, si deve chiedere di diritto la cancellazione dei propri dati dalle banche dati.
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