Secondo Visco il credito alle imprese si riprenderà solo nel 2015
Si è rivelata molto interessante l'audizione del governatore di Banca d'Italia, Ignazio Visco, alla Camera dei Deputati. Nel corso della stessa, Visco ha infatti commentato la situazione economica italiana e globale con particolare riferimento sul credito all'economia, ricordando come la ripresa dei prestiti bancari non potrà che essere graduale, con quella alle imprese operativa non prima della metà del nuovo anno, preceduta solo di qualche mese da quella dei finanziamenti alle famiglie. Questo nonostante le due aste di liquidità Tltro effettuate dalla Banca Centrale Europea, con esiti non proprio esaltanti.
Il numero uno di Palazzo Koch si è anche espresso in merito all'Unione bancaria, riconoscendo come quest'ultima comporti dei benefici di ampia portata, tra i quali va ricordata in particolare l'accelerazione del processo d'integrazione finanziaria tra i paesi membri, oltre ad avere il risultato di tagliare ogni legame tra banche e emittenti sovrani. Visco ha poi affermato che la dinamica dei prezzi al consumo resta pericolosamente debole, contribuendo in tal modo a rimandare la ripresa dell'economia e del credito, riecheggiando in tal modo quanto affermato a più riprese agli allarmi sollevati in ripetute occasioni anche dalla Bce di Mario Draghi. Secondo il governatore di Bankitalia non siamo in deflazione, ma i rischi sono elevati e il ventilato quantitative easing potrebbe essere la giusta soluzione per evitare guai peggiori, soprattutto ora che il crollo dei prezzi energetici aumenta i rischi per la stabilità dei prezzi nell'Eurozona.

(Il credito alle imprese si riprenderà solo nel 2015, secondo Ignazio Visco)
Per quanto riguarda il sistema bancario italiano, uscito in maniera non brillantissima dagli stress test condotti recentemente dalla Bce, Visco ha garantito che Bankitalia si attiverà per un'efficace e tempestiva adozione delle misure previste nei piani varati da Mps e Carige al fine di far fronte agli ammanchi di capitale emersi dagli stress test della Bce. Sui quali, peraltro, la banca centrale italiana ha voluto sollevare una eccezione su una modalità dell'esame, quella che ha visto l'istituto di Francoforte adottare una armonizzazione della valutazione dei titoli di Stato risultata poi penalizzante per il nostro sistema bancario, invece di optare per discrezionalità nazionali tra le quali figura, ad esempio, la possibilità di graduare nel tempo la deduzione degli avviamenti del capitale di migliore qualità per le banche. Questo modo di procedere ha quindi spinto Via Nazionale a stigmatizzare in via ufficiosa un approccio palesemente asimmetrico delle discrezionalità nazionali.
Una audizione quindi molto interessante la quale sembra sgombrare decisamente il campo dai toni trionfalistici emersi da alcuni recenti bollettini dell'Associazione Bancaria Italiana e che conferma il difficile momento economico del paese, ancora alle prese con la gelata dei consumi e con una stretta creditizia che se da un lato garantisce le banche, diminuendo il rischio, dall'altra fa mancare risorse necessarie a imprese e famiglie, acuendone ulteriormente le difficoltà.
Altri articoli che potrebbero interessarti
| Richiedi subito un PRESTITO personalizzato | ||
|---|---|---|
![]() | Sei un lavoratore Dipendente o un Pensionato? | RICHIEDI PREVENTIVO |
