La stretta creditizia affonda il mercato immobiliare

La stretta creditizia in atto ormai da tempo nel nostro paese sta contribuendo in maniera molto rilevante ad affondare il mercato immobiliare, come dimostra anche un report elaborato da Bankitalia in concorso con l'Agenzia delle Entrate e Tecnoborsa, relativo al terzo trimestre 2014.

I destini del mercato immobiliare continuano ad essere strettamente avvinghiati a quelli del sistema creditizio. Come conferma l'evidente difficoltà innestata nella compravendita di case dalla stretta creditizia che continua a caratterizzare il nostro paese, ove per le famiglie è sempre più complicato trovare appoggio in un sistema che sembra troppo chiuso in sé stesso per poter assolvere a quella funzione di supporto all'economia reale che invece dovrebbe essere la sua caratteristica principale.

La conferma di questo assunto arriva dal Sondaggio congiunturale sul mercato delle abitazioni in Italia, studio condotto da Bankitalia in concorso con Agenzia delle Entrate e Tecnoborsa. L'indagine in questione mette in fatti in rilievo come i prezzi delle case siano rimasti sostanzialmente stabili durante il terzo trimestre dell'anno, in corrispondenza di un calo del numero di compravendite e dell'aumentata difficoltà ad ottenere mutui da parte delle famiglie.

I dati appena diffusi fanno inoltre emergere come nel periodo preso in considerazione, il saldo tra le quote di operatori che segnalano un aumento dei prezzi e quelle che riportano una diminuzione dei prezzi di vendita, rimanga sostanzialmente stabile, passando dal -66,4 per cento della rilevazione fatta a luglio al -65,3 dell'ultima.

Il settore immobiliare risente della stretta creditizia in atto

(Il settore immobiliare risente della stretta creditizia in atto nel nostro paese)

In questo contesto, va però rilevato come siano calate le vendite da parte degli agenti nel corso dell'ultimo periodo analizzato, con la quota degli stessi che hanno venduto almeno un'abitazione nel terzo trimestre del 2014 scesa dal 68,1 per cento al 64,4. Per quanto riguarda invece le trattative e i tempi di vendita, il margine medio di sconto sui prezzi rispetto alle richieste avanzate inizialmente dal venditore è rimasto sostanzialmente stabile. Un dato che ha favorito il compratore, il quale proprio grazie alla crisi in atto riesce a spuntare uno sconto fino al 16% sul prezzo inizialmente richiesto, un dato che è del resto in linea con quanto si registra normalmente quando la congiuntura non è favorevole. Il tempo medio intercorrente tra l'affidamento del mandato e la vendita dell'immobile si è anch'esso mantenuto pressoché invariato, attestandosi a 9,5 mesi.

In risalita invece la percentuale di agenzie che riconducono proprio alle difficoltà di reperimento di un mutuo la decadenza dell'incarico, dato che passa dal 34,2 per cento di luglio al 37,3 dell'ultima rilevazione. Analogamente è diminuita la quota di acquisti finanziati con un mutuo ipotecario, passando dal 62,9 per cento al 59,9, così come è diminuito il rapporto tra il prestito e il valore dell'immobile, passato dal 62,1 per cento al 59,3% dal 62,1. Questi ultimi due dati erano in graduale aumento da circa un anno, tanto da fornire un segnale abbastanza negativo sulle tendenze in atto.

L'indagine di Bankitalia, Agenzia delle Entrate e Tecnoborsa conferma quindi il difficile momento del mercato immobiliare del nostro paese, mettendolo in stretta relazione con la stretta creditizia in atto, circostanza che non induce a previsioni ottimistiche sul prossimo futuro, proprio in considerazione dei segnali provenienti dal mercato dei prodotti finanziari.

Dott. Dario Marchetti
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