Boom dei mutui immobiliari ad ottobre
Continua a crescere anche nel mese di ottobre 2014 il numero complessivo di domande di mutuo presentate dalle famiglie italiane agli istituti di credito, facendo addirittura registrare l'incremento più forte dalla fine del 2009 ad oggi. Il dato che ne consegue è abbastanza indicativo, con un incremento del 22,1% rispetto allo stesso mese del 2013. A rivelare il dato in questione è stato l'ultimo aggiornamento del Barometro Crif, il quale ha anche riportato quello relativo all'importo medio dei mutui richiesti il quale è stato pari a 124.174 euro, con un calo del -2,6% rispetto a quello fatto registrare nel pari periodo dello scorso anno, quando l'importo medio si era attestato a quota 127.523 euro.
La flessione è stato molto più ampia nei confronti del 2008, anno in cui la bolla dei mutui subprime ha innescato la crisi economica ancora in atto, raggiungendo nei confronti di allora il -10,3%. Una contrazione, quella dell'importo medio dei mutui richiesti, che secondo gli addetti ai lavori sarebbe riconducibile ad una serie di fattori ormai consolidati, a partire dalla cautela che continua a distinguere i comportamenti delle famiglie. Comportamenti che si sono peraltro andati a saldare ad una continua discesa dei livelli di fiducia, sempre più lontani da quelli degli anni pre-crisi e ad un perdurante calo del prezzo degli immobili, oggetto di compravendita sul mercato. Una discesa che pur manifestandosi con una certa lentezza rispetto alle aspettative degli operatori, consiglia le famiglie ad aspettare ancora, in modo da poter approfittare di eventuali occasioni che potrebbero manifestarsi nei prossimi mesi.

(Boom dei mutui immobiliari in Italia nel mese di ottobre)
Se si vanno ad analizzare le fasce di importo relative ai primi dieci mesi dell'anno, si può notare come i mutui della fascia inferiore ai 75.000 euro e di quella di importo compreso tra i 75.000 e i 100.000 euro siano gli unici a aver fatto registrare un aumento, salendo rispettivamente di 1,5 punti e 0,3 punti percentuali.
Per quanto riguarda invece la durata, è la classe compresa tra i dieci e i quindici anni a far registrare l'incremento maggiore, con un balzo di 0,6 punti percentuali rispetto al pari periodo dell'anno precedente. Si contrae invece la quota spettante ai mutui tra i venticinque e i trent'anni, che perde più di un punto percentuale, pur rimanendo la più frequentata dall'alto del suo 27,2% del totale.
Infine, prendendo in considerazione l'età dei richiedenti, continua ad essere maggioritaria la fascia compresa tra i 35 e i 44 anni, attestandosi ad una quota del 34,7% del totale, seguita da quella tra i 25 e i 34 anni, la quale colleziona il 27,6%.
Secondo Simone Capecchi, Direttore Sales Marketing di Crif, la fase di caduta del mercato immobiliare starebbe perdendo forza e proprio i dati in questione indurrebbero ad un cauto ottimismo. Va però considerata anche la particolare situazione dell'offerta di credito degli istituti, ancora condizionata dall'esigenza di monitorare con estrema attenzione la qualità dei crediti erogati. Al proposito, gli operatori del settore saranno costretti a tutelare la propria competitività tramite l'adozione di adeguate strategie di gestione del rischio, mixate ad un ulteriore miglioramento dell'efficienza operativa e ad uno sfruttamento sempre più marcato delle opportunità collegate al crescente utilizzo della tecnologia nell'ambito dei servizi finanziari e dei sistemi di pagamento. Il tutto, finalizzato ad un affiancamento del settore creditizio alle legittime aspettative di un grande numero di famiglie che continuano a trovare grandi ostacoli nell'erogazione di quelle risorse finanziarie reputate indispensabili alla definitiva risalita di un mercato immobiliare il quale rimane comunque lontano anni luce dai livelli precedenti allo scoppio della bolla dei mutui subprime.
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