Gran Bretagna: è corsa ai mutui. Boom del mercato immobiliare
Uno degli aspetti che vedono il determinarsi di una crisi economica è determinato da un rallentamento della liquidità da parte dei singoli cittadini e delle aziende che, tutto ad un colpo, fanno fatica ad ottenere la liquidità che serve loro per sostenere le piccole spese di tutti i giorni, ma anche per affrontare in modo più consapevole degli investimenti che portano ad un conseguente sviluppo di tutti gli altri settori economici. Se, ad esempio, un'azienda decidesse di ampliare il proprio stabile, questo porterebbe ad un indotto non indifferente (pensate ad esempio all'architetto che deve progettare la struttura, l'operaio che la costruisce, l'impiegato che ci lavorerà dentro, etc etc).
Nel momento in cui le banche o le società finanziarie concedono con diffidenza i prestiti, è inevitabile che ci sia un rallentamento negli investimenti provocato da una mancanza di liquidità. E se non c'è denaro che circola, come è possibile spenderlo? L'economia viene rallentata, i posti di lavoro diminuiscono e sono sempre meno le persone che possono permettersi di sostenere qualsiasi tipo di spesa.
Eppure le cose sembrano arrivate ad un punto di svolta. In Inghilterra, ad esempio, si è verificato nelle ultime settimane un cambiamento sostanziale, soprattutto per quel che riguarda l'enorme positività da parte dei cittadini in una prossima ed immediata ripresa. Al punto che il mercato immobiliare ha registrato un picco di richieste mai visto negli ultimi mesi e gli economisti più esperti sono già in allarme.
I sacrifici sostenuti durante la crisi economica più profonda sembrano essere stati dimenticati e le pratiche ad alto richio che venivano effettuate fino al 2007 con una frequenza piuttosto assidua. Se ci riferiamo nello specifico al settore dei mutui bancari, ad esempio, sono sempre più le persone che decidono di richiedere un prestito per il 95% del valore dell'immobile. Cose di cui non si sentiva parlare da anni. Non dimentichiamo, infatti, che nella penisola inglese sono ben 33 gli istituti di credito e le building society che permettono agli acquirenti di versare come deposito di un finanziamento solamente del 5% del suo valore totale.
Ma qual'è il timore provocato da tutto questo ottimismo immobiliare? Alcuni esperti economisti sostengono che questa situazione di ottimismo immobiliare generalizzato sia solo una bolla di sapone, destinata a scoppiare nel brevissimo periodo. E se questo dovesse accadere, i prezzi degli immobili saranno destinati a scendere alla velocità della luce con la conseguenza diretta che i tassi di interesse schizzeranno alle stelle. In questo modo molti cittadini (o aziende) si troveranno in serie difficoltà a trovare il denaro sufficiente per ripagare le rate del mutuo con relativa ondata di sfratti e pignoramenti.
E, come ha affermato di recente Matthew Pointon del magazine Capital Economics "Questo genere di mutuo porta a un'incidenza elevata di arretrati e pignoramenti. Le persone in difficoltà non pagano le rate del mutuo." E se questo poi dovesse portare ad una seconda crisi economica, esattamente uguale a quella che stiamo vivendo tutti noi in questi ultimi anni? E se dovesse succedere un nuovo crollo, quante possibilità ci saranno poi di riuscire a riprendersi completamente?
La scelta da parte del Governo di rilanciare il mercato immobiliare, tuttavia, è più che lodevole. La Gran Bretagna, infatti, ha deciso di lanciare il programma "Help To Buy", che prevede un contributo statale del 20% che viene concesso sotto forma di un mutuo a cui non vengono applicati interessi nel momento in cui si procede all'acquisto di un'abitazione il cui valore non supera le 600 sterline. La clausola rimane una: l'intestatario della casa deve avere la disponibilità economica necessaria per versare un acconto del 5% sul valore totale dell'investimento.
E questa iniziativa sembra aver riscosso un enorme successo da parte dei cittadini inglesi: sono migliaia le persone che si sono lasciate trasportare dall'entusiamo, decidendo così di intraprendere nuovamente investimenti nel settore immobiliare. In moltissimi, infatti, hanno approfittato della situazione per procedere con l'acquisto della prima casa.
La Banca d'Inghilterra, nel corso delle ultime ore, ha dichiarato che si è verificato un aumento sostanziale della disponibilità dei mutui, mentre l'importo dei costi è sceso in modo ponderale, contribuendo in questo modo all'aumento del valore degli immobili. Il governatore Mark Carney, tuttavia, ci ha tenuto a precisare di come i rischi relativi alla presenza di una bolla immobiliare siano decisamente minimi. Si tratta quindi di un segnale di forte ripresa economica? Questo lo potremo scoprire solo tra qualche anno, quando sarà possibile valutare con maggiore obiettività i risultati di questa manovra finanziaria.
Non dimentichiamo, infatti, che solo un minima percentuale dei mutui concessi al 95% sono attualmente coperti da garanzia governativa: sono solo due gli istituti di credito che hanno aderito al programma, ossia la Royal Bank of Scotland e Lloyds Banking Group. E le altre? Cercano di adeguarsi, anche se sprovviste di paracadute. La scorsa settimana è stato il turno della Nationwide, mentre in questi giorni si aggiungerà al gruppo la Yorkshire Building Society.
Nel frattempo le malelingue hanno già gettato benzina sul fuoco, dichiarando che questa misura prevista per il rilancio del settore immobiliare non è altro che una mossa pre elettorale molto astuta, volta a fare in modo di ingraziarsi il pubblico inglese.
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