Nei primi nove mesi dell'anno i mutui sono cresciuti del 30% secondo Abi
Tema sempre attuale quello del credito nel nostro paese. La stretta creditizia adottata dal sistema bancario verso famiglie e imprese, è infatti oggetto di roventi polemiche e di ripetute denunce da parte delle associazioni dei consumatori e di quelle che raggruppano le aziende. Sembra che qualcuno inizi però a muoversi, almeno stando alle ultime notizie provenienti dal mondo bancario. A questo proposito va segnalato che in base a quanto affermato dall'Associazione Bancaria Italiana nel corso dei primi nove mesi del 2014 sarebbero aumentati di quasi il 30% i nuovi mutui erogati in favore delle famiglie, un dato che starebbe ad indicare una netta ripresa del mercato, con un incremento relativo soprattutto ai mutui a tasso variabile.

(Secondo Abi nei primi nove mesi dell'anno crescono del 30% i mutui in Italia)
Il dato relativo al periodo tra gennaio e settembre del 2014, cui ha concorso un campione formato da 84 istituti bancari, ovvero i quattro quinti di quelli che formano la totalità del sistema bancario del nostro paese, consolida quanto già era emerso nei primi otto mesi. Se allora, infatti, l'incremento era stato pari al 28,6%, per complessivi 15,543 miliardi, stavolta viene addirittura sfiorato il tetto del 30%, con una salita del 29,4% resa possibile dai 17, 705 miliardi di euro erogati. Un dato nettamente superiore peraltro anche ai primi nove mesi del 2012, quando furono 15,508 i miliardi di euro concessi. Al risultato concorrono soprattutto i mutui a tasso variabile che nel periodo preso in considerazione rappresentano addirittura il 79,4% delle nuove erogazioni complessive, con una ulteriore crescita rispetto al 77,1% collezionato nel corso dei primi nove mesi del 2013 e del 69,4% segnato nell'analogo periodo del 2012.

(Il mercato dei mutui è ancora lontano dai livelli del 2007)
Quanto affermato dall'Associazione Bancaria Italiana è del resto confermato dall'Indagine sul credito bancario nell'area dell'euro condotta da Bankitalia, nella quale gli istituti bancari intervistati affermano come la domanda di mutui per l'acquisto delle abitazioni sia in crescita. Mancano invece i dati riguardanti l'importo dei mutui erogati e quello delle domande effettivamente accolte, che potrebbero contribuire a dare un quadro più esaustivo rispetto a quello roseo presentato da Abi. Va infatti ricordato che in base agli studi condotti da autorevoli centri studi, nei primi quattro mesi del 2014 l'importo medio dei finanziamenti concessi aveva subito una flessione del 10%, attestandosi su un valore medio di 106mila euro. Va inoltre ricordato come nel 2007, ovvero pochi mesi prima che la bolla dei mutui subprime innescasse la drammatica crisi economica che ancora riverbera i suoi drammatici effetti su buona parte dell'Occidente, le cifre concesse dalle banche al fine di finanziare i mutui per l'acquisto di una abitazione si attestassero alla cifra di 62,7 miliardi di euro. Un dato che spinge le associazioni dei consumatori a chiedere a governo e banche interventi concreti per dare ossigeno in grado di aiutare le famiglie che intendono impegnarsi nell'acquisto di una abitazione. Ritenendo implicitamente del tutto insufficienti gli sforzi fatti sinora, nonostante gli annunci di Abi.
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