Costo del denaro tagliato: gli interessi dei mutui diminuiranno?
La Banca Centrale Europea ha tagliato il prezzo del denaro in tutti i paesi europei. Ma cosa significa nella pratica questo cambiamento? In termini spiccioli, questo vuol dire che il tasso di riferimento interbancario, ossia la percentuale di interessi che viene versato dagli istituti di credito al momento dell'acquisto di denaro, è diminuito passando dallo 0,50% allo 0,25%. La domanda che ora tutti ci stiamo ponendo è: se la banca spende meno soldi al momento dell'acquisto di liquidità, vuol dire che anche la rata del nostro mituo avrà un'inflessione al ribasso? L'obiettivo di questa manovra messa in pratica dalla Bce è quella di rafforzare l'economia del nostro continente agevolando la concessione dei mutui ai privati cittadini e alle aziende che richiedono un finanziamento per effettuare degli investimenti (una procedura necessaria per far sì che il ristagno economico si trasformi in una situazione di ripresa.
La cosa più logica è quella di pensare che la rata del credito che abbiamo richiesto alla nostra banca possa diminuire o, quanto meno, non aumentare. Eppure il procedimento non è così semplice come sembra.
Innanzitutto, bisogna considerare che i mutui a tasso variabile sono legati direttamente dell'Euribor e, pertanto, il tasso di interesse applicato alla nostra rata dipende da quello. Non significa, quindi, che l'indice specifico sia legato direttamente alle flessioni dei tassi forniti dalla Banca Centrale Europea. La Federconsumatori e l'Adusbef ha comunicato che i cittadini potranno vedere i benefici di questa manovra solo nel momento in cui le banche conformeranno il costo del denaro ai cambiamenti comunicati dalla Bce.
Per quel che riguarda i mutui a tasso fisso, invece, la situazione più cambiare radicalmente: la conseguenza di questa manovra potrebbe provocare un cambiamento dello spread bancario che, ossia quella percentuale di guardagno che percepiscono gli istituti di credito al momento della concessione di un mutuo.
Perchè la Banca Centrale Europea ha deciso di abbassare il costo del denaro? La decisione è stata presa come misura volta a limitare i danni relativi ad all'inflazione che, attualmente, rimane a livelli molto bassi. Negli ultimi tempi, infatti, la percentuale è stata registrata attorno allo 0,7%, valori estremamente minimi che non permettono un aumento dei ricavi nelle aziende: questa situazione determina, pertanto, una fase di stallo nell'economia e nel lavoro, che fanno fatica a ripartire.
Quali sono le condizioni migliori per presentare la richiesta di un mutuo? Innanzitutto sarebbe il caso di fare domanda per ottenere un prestito nel momento in cui è presente una maggiore quantità di denaro in circolazione: con un'alta presenza di liquidità, è più probabile che il costo della moneta sia più basso. Federconsumatori, tuttavia, suggerisce che stipulare ora un mutuo con tasso fisso potrebbe farci risparmiare fino a 372 euro l'anno.
Qual'è la situazione dei cambi con le altre valute? I cambi con altre monete non sono stati intaccati ma, a seguito della decisione della Banca Centrale Europea di dimezzare il costo del denaro, il cambio con il dollaro è sceso a 1,33: questo significa che ogni euro viene valutato 1 dollaro e 33 centesimi. Questo camciamento mette comunque in evidenza la potenza dell'euro nei confronti della moneta americana che, tuttavia, ha recuperato un po' più di potere rispetto alla settimana scorsa. Le esportazioni, quindi, rimangono ancora a nostro vantaggio.
Dove è più conveniente andare in ferie? Per rispondere a questa domanda, bisogna far fede a quello che è stato riportato nel precedente paragrafo. Dal momento che l'euro si conferma essere ancora molto più forte rispetto al dollaro americano, è inevitabile che al momento della scelta delle proprie vacanze, la destinazione più vantaggiosa rimangono gli Stati Uniti, sia al momento dell'acquisto dei biglietti di viaggio, sia per sostenere le spese in loco durante le ferie.
Annamaria Furlan, il segretario della Cisl ha commentato tale manovra dicendo: "La decisione della Banca centrale Europea di tagliare il costo del denaro dallo 0,5% allo 0,25% e' senz'altro positiva, purchè si traduca in un fattivo sostegno a famiglie ed imprese. Dobbiamo tenere presente che siamo nel mezzo di una crisi finanziaria profonda che ha tante ragioni, ma alla base c'è una grande difficoltà per le imprese di ottenere credito."
Giulio Romani, segretario nazionale della Fiba Cisl ha poi aggiunto: "Esiste una relazione diretta tra i tassi di interesse e lo sviluppo più bassi sono i tassi e maggiore è la crescita, perchè tassi bassi aumentano gli investimenti, impattando sui redditi e quindi sul consumo. Ma oramai i tassi di interesse sono talmente bassi che forse questa leva di sviluppo non è più sufficiente, anzi, può addirittura condurre alla deflazione. Una misura di questo genere è positiva solo all'interno di uno scenario cui sia favorita l'erogazione del credito a piccole e medie imprese".
Tutte le premesse prospettateci da questa ultima manovra economica sembrano essere più che positive, ora non ci rimane altro che attendere e aspettare di vedere come si comporteranno le banche, ossia se decideranno di conformare i tassi di interesse dei mutui in base alla normativa della Banca Centrale Europea, se preferiranno abbassare i tassi oppure se preferiranno far passare la notizia in sordina e proseguire con un eventuale aumento delle percentuali di interesse da applicare alle rate del mutuo dei cittadini.
E, come si suol dire, chi vivrà, vedrà.
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