Mutui, in Italia sono i più cari d'Europa, denuncia l'Adusbef

Spendiamo fino a 33 mila euro in più rispetto agli altri abitanti della Eurozona. Servirebbe un intervento forte e deciso dell'Unione Europea che argini gli eccessi.

Più di mille euro l'anno è la spesa in eccesso che ogni cittadino italiano che abbia un mutuo sostiene rispetto a qualunque altro abitante dell'Unione Europea. Questo perché i nostri finanziamenti sulla casa costano di più rispetto a Francia, Germania, Spagna e a tutti gli altri Paesi dell'Eurozona: abbiamo i mutui più cari d'Europa, e aumentano in continuazione.

La conferma arriva dall'ultima ricerca sul tema realizzata da Adusbef e Federconsumatori, che calcolano quali siano i differenziali di costo dovuti agli sbalzi degli spread bancari. 

Il monitoraggio è stato fatto su un mutuo molto diffuso, quello da 100.000 euro a rimborso trentennale che è il taglio più richiesto dalla famiglie italiane. Ebbene, se a luglio 2013 il differenziale tra Italia e resto d''Europa era di circa 30 mila euro, oggi la cifra cresce, e gli italiani per colpa dello spread si ritrovano a pagare ben 33.840 euro in più rispetto alle altra famiglie dell'Eurozona.

E' una cifra molto alta e che fa impressione anche se la si spalma nell'arco dei 30 anni in cui si rimborsa il mutuo analizzato. Facciamo due semplicissimi calcoli e scopriamo, infatti, che la spesa in più ammonta a mille euro l'anno, quasi 90 euro al mese. L'aumento pare inarrestabile, e velocissimo. Solo tra aprile e luglio di quest'anno la differenza sui mutui è passata da 112 punti base di aprile a 147 di luglio. Lo stesso, per la cronaca, accade sui prestiti: su questo tipo di finanziamento il differenziale è passato da 182 punti base di aprile ai 213 di luglio.

Come tutelarsi

Conviene cercare di restituire il mutuo il più in fretta possibile: se su un mutuo a 30 anni il differenziale è di oltre 30 mila euro, per un mutuo con lo stesso taglio (100 mila euro) ma a 20 anni, la cifra per gli italiani scende quasi della metà e arriva a "solo" a 18.480 euro in più.

Perché in Italia il mutuo costa di più

Adusbef e Federconsumatori puntano il dito contro le banche. Gli istituiti di credito, secondo le associazioni di difesa dei consumatori, coglierebbero l'occasione di avere in questo momento un livello decisamente basso di Euribor ed Eurirs (gli indici su cui vengono calcolati gli interessi, rispettivamente di mutui a tasso variabile e di mutui a tasso fisso) per aumentare lo spread sui mutui e intascare più denaro. Una operazione mirata al profitto e legittima, certo, ma che taglia le gambe alla ripresa economica generale.

Le banche, dal canto loro, si difendono chiamando in causa il Governo. Come afferma il presidente dell'Abi (Associazione bancaria italiana), Antonio Patuelli c'è "distorsione nella normativa italiana che penalizza l''erogazione del credito. Infatti, il regime fiscale delle perdite sui crediti è un''anomalia da correggere in via definitiva".

Chi potrebbe intervenire

Invocare la parità di trattamento tra cittadini di tutta Europa è la strada giusta per cercare un intervento esterno che faccia abbassare i nostri mutui. Perché c'è una grossa disparità nella trasparenza e nellatutela di chi vuole comprare casa in Italia piuttosto che altrove. E' l'Unione Europea che potrebbe intervenire, e infatti il Parlamento ha allo studio nuove normative.

Una di queste, in particolare, riguarda quel che accade quando un cittadino non riesce più a pagare le rate del mutuo e la sua abitazione viene messa all'asta. Se la riforma entrerà in vigore, la casa sequestrata dovrebbe essere messa in vendita a prezzo pieno, senza svalutazioni.

Inoltre occorrerà garantire agli sfrattati il diritto ad una abitazione nuova prima che lo sfratto diventi esecutivo. Tra le altre novità allo studio, oltre a maggiori tutele per chi estingue il mutuo prima del termine e non deve pagare penali di alcun tipo, è anche in preparazione una modulistica standard da consegnare ai clienti che contraggono mutui e prestiti. Un contratto uguale in tutta Europa dove tutte le clausole vengono illustrate con la massima trasparenza. E non si dovranno firmare immediatamente i contratti di mutuo o di prestito: si avranno fino a sette giorni di tempo per farlo.

Antonella Cardone
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