In crescita nel 2014 il credito alle imprese
Il tema del credito all'economia reale è ancora di attualità in Italia. Da un lato, infatti, nonostante l'allentamento dei criteri necessari ad ottenere finanziamenti da parte di imprese e famiglie, continua a permanere una stretta creditizia che ha contribuito non poco ad affossare i consumi, dall'altro sono in molti a sperare nel Quantitative Easing prospettato da Mario Draghi, che potrebbe dare al sistema creditizio tricolore le risorse per tornare a fungere da stimolo all'economia. Sperando naturalmente che non vada a finire come nel caso delle aste di liquidità Tltro, i cui soldi sono stati usati dalle banche italiane per acquistare titoli di stato, invece di essere girati a famiglie e imprese.
Per quanto concerne le piccole e medie imprese italiane, sempre alla ricerca di finanziamenti in grado di consolidare la loro posizione finanziaria, va comunque ricordato come il credit crunch si sia attenuato nel corso del 2014. In base alle ultime statistiche disponibili, infatti, i prestiti alle imprese avrebbero fatto segnare un +0,5% nel corso del quarto trimestre dell'anno appena trascorso e un +7,4% nell'intero anno. Il dato, che è superiore anche alle rilevazioni degli anni precedenti al 2013, dimostra come le imprese del nostro paese non abbiano mai smesso di rivolgersi agli istituti di credito al fine di reperire le risorse necessarie allo svolgimento della propria attività. Con esiti alterni, a dire la verità, se si pensa che in base ad un report della CGIA, ben un quinto delle Pmi italiane sarebbe stato espulso dal mercato nel corso degli ultimi anni a causa della mancanza di credito.
(Sarebbero in aumento i prestiti alle imprese secondo Eurisc)
Il dato in questione è stato fornito da un rapporto elaborato da EURISC, dal quale si può immediatamente notare un andamento quasi speculare nel corso del 2014 avuto dalle imprese individuali e dalle società di capitale. Le prime si sono infatti attestate su un +6,6% rispetto al dato fatto registrare dodici mesi prima, mentre le seconde hanno messo a segno un rialzo del 7,9%. Si rivela molto più frastagliata, invece, la dinamica delle ditte individuali le quali sono solite reagire in modo più tempestivo alle turbolenze del mercato: ad un primo trimestre dell'anno in forte crescita, hanno infatti fatto seguire nei trimestri successivi un progressivo raffreddamento della domanda che è poi addirittura arrivata al segno meno, con la caduta del 6,3% fatto registrare nel periodo compreso tra ottobre a dicembre del 2014. Una discesa che è stata del resto costante come quella della richiesta da parte delle società di capitale, la quale è passata dal +10,9% del primo trimestre al 5,4% dell'ultimo.
Altro dato che andrebbe messo nel giusto rilievo, è quello riguardante il contrasto tra l'aumento del 7,4% del numero delle domande di prestiti presentate dalle imprese, e il pronunciato ridimensionamento dell'importo medio dei finanziamenti richiesti, il quale è sceso nell'aggregato di imprese individuali e società dai 70.633 euro del 2013 ai 69.480 euro del 2014, con un dato percentuale in calo dell'1,6%. Per quanto riguarda invece le classi di importo, è cresciuta ancora la fascia di richieste inferiori ai 5.000 euro, + 0,7%, dato derivante dal fatto che sono soprattutto le imprese di piccola dimensione a cercare credito.
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