Smile to Pay, per pagare con un selfie
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La battaglia scoppiata intorno ai pagamenti digitali si arricchisce di nuovi episodi, giorno dopo giorno. Dopo le mosse di Apple, tutti i giganti che hanno deciso di scontrarsi sul Mobile payment hanno a loro volta disposto i loro pezzi sulla scacchiera. Samsung ha acquistato LoopPay, Google ha iniziato a lavorare per rifinire il suo Wallett, mentre Microsoft ha immesso Tap to Pay nel suo Windows 10. Se queste sono le mosse dei grandi gruppi, vanno però registrati altri movimenti di non poco conto, come ad esempio l'arrivo di una app Made in Italy, Satispay, dedicata ai piccoli pagamenti.
L'identificazione biometrica
Una delle nuove frontiere che sta per essere percorsa dai pagamenti digitali è quella riguardante i sistemi di identificazione biometrici. Si tratta in pratica di quei sistemi che consentono di identificare le persone attraverso le loro caratteristiche biologiche o comportamentali, mettendole a confronto con un'immagine presente nel sistema, per mezzo di algoritmi.

(Smile to Pay è il nuovo sistema per i pagamenti digitali di Alibaba)
Una tecnologia che viene mostrata sempre più spesso nelle fiction provenienti da oltreoceano e che è al centro di una numerosa serie di ricerche e studi, che hanno il compito di renderla disponibile al più presto nella nostra vita quotidiana.
Una strada che permetterebbe di bypassare i problemi posti dalla sempre più frequente attività della cyberpirateria, che anche nel nostro paese si sta rivelando sempre più aggressiva, minando la fiducia dei consumatori nell'e-commerce e nelle attività di home banking, che pure sono sempre più utilizzate.
I sistemi biometrici per il riconoscimento facciale
In questo particolare settore, avanzano a rapidi passi i sistemi di identificazione biometrica avanzata basati sul riconoscimento facciale, al momento ancora in fase sperimentale ma che presto potrebbero essere disponibili su diversi smartphone. Si tratta di una possibilità sempre più concreta e sulla quale sembrano sempre più decise a puntare le grandi aziende in modo da mettere in assoluta sicurezza una lunga serie di procedure, a partire proprio dai pagamenti digitali.
La decisione in questione dipende proprio dal fatto che è decisamente più complicato riuscire ad emulare le impronte digitali o le caratteristiche fisiognomiche di una persona che non riuscire a superare l'ostacolo costituito da una password o da un codice PIN o da una password, a prescindere dall'affinamento dei sistemi di sicurezza, che sono attualmente molto più efficaci rispetto ad un passato anche recente.
Smile to Pay, la proposta di Alibaba
Se in effetti sono già disponibili carte di credito che utilizzano il sistema di identificazione basato sulle impronte digitali, oltre a dispositivi come smartphone, tablet, computer, che usano il riconoscimento facciale come base per fare il login, la notizia che arriva dal CeBIT, uno tra i principali eventi dedicati all'universo della tecnologia applicata ai campi della comunicazione e dell'informazione, sembra prefigurare una vera rivoluzione nel settore del Mobile payment.

(Smile to Pay si basa sul riconoscimento facciale)
Il fondatore dell'ormai celebre Alibaba, colosso cinese dell'e-commerce, Jack Ma, ha infatti provveduto a presentare nel corso della kermesse il progetto "Smile to pay", il quale consente di pagare utilizzando come sistema di identificazione il riconoscimento del volto per mezzo della fotocamera presente sullo smartphone. In pratica, quando si è deciso di procedere al pagamento, non resta da fare altro che avvicinare e orientare la fotocamera in direzione del proprio volto, con autorizzazione della transazione in caso di convalida del riconoscimento.
Come funziona Smile to Pay
Il procedimento è quindi abbastanza simile a quello di Apple Pay che ricorre all'impronta digitale, con una idea di base ben precisa, quella di avere un sistema non solo molto sicuro, ma anche caratterizzato da semplicità e velocità d'uso. L'idea di fondo è in pratica quella di trasformare gli acquisti tramite smartphone in una operazione facile, come quando si fa un selfie: una volta avvicinato il telefonino al volto, si preme il pulsante "compra" e il gioco è fatto. Una procedura molto più semplice di quella che prevede invece la digitazione di una password che potrebbe essere dimenticata e che provoca non poche preoccupazioni a livello di sicurezza.
Il progetto, gestito da Ant Financial, altra società che gravita nell'orbita di Alibaba, è ancora in fase beta, ma non ha mancato di suscitare molto interesse. Non resta quindi che vedere se riuscirà ad affermarsi diventando una alternativa di rilievo agli altri sistemi di pagamento già attivi sul mercato.
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