Google punta su Android Pay per il mobile payment

Appare sempre più chiara la volontà di Google di sfidare Apple e Samsung sul terreno del Mobile Payment, come dimostra l'acquisizione di Softcard e la presentazione di Android Pay al recente keynote tenuto da Big G nel corso del MWC tenutosi recentemente a Barcellona.

La guerra del Mobile Payment ormai in atto tra Apple, Samsung e Google, riserva ogni giorno nuove sorprese che la dicono lunga sull'importanza che agli occhi delle tre aziende  viene rivestito dal settore dei pagamenti digitali. Le ultime notizia sul fronte di Google, hanno in pratica confermato un report elaborato da Ars Technica, in base al quale Google stava continuando il lavoro sui pagamenti da dispositivi mobili nell'ambito del quale rilascerà un nuovo set di API per gli sviluppatori al fine di integrare nelle proprie app il servizio che è destinato a prendere il nome di Android Pay. Le indiscrezioni trapelate parlavano di una presentazione che dovrebbe avvenire al Google I/O in programma nel mese di maggio, e il nuovo prodotto non sarebbe in realtà destinato a sostituire  Google Wallet, bensì ad integrarne alcune funzioni una volta che questi entri in attività.
Il report di Ars Technica è stato poi confermato da Big G nel corso del suo keynote al MWC tenuto a Barcellona, per bocca di Sundar Pichai, il vicepresidente dell'azienda di Mountain View.

Google punta forte su Android Pay

(Google punta forte su Android Pay nel Mobile Payment)

Come del resto già era trapelato dai rumors, non si tratterà né di una feature, né di un'app a sé stante, bensì di un framework, un insieme di API il quale permetterà agli sviluppatori di integrare la soluzione di pagamento mobile all'interno di ogni app Android. Il set comprenderà tutte le feature di sicurezza che ormai sono diventate uno standard nel settore dei pagamenti mobili. Per quanto concerne i numeri delle carte di credito, essi saranno randomizzati e criptati in token univoci per ogni transazione, circostanza che dovrebbe garantire un adeguato livello di protezione in caso di furto o smarrimento dello smartphone. I dati, inoltre, saranno immagazzinati in locale, in modo tale da consentire l'effettuazione dei pagamenti anche in assenza di connettività.
Come largamente previsto, il servizio non sostituirà Google Wallet, in quanto si tratta di due sistemi che agiscono a livelli differenti. Android Pay sfrutterà il protocollo NFC, ma almeno nelle prime fasi non saranno disponibili misure di sicurezza biometriche, ovvero quelle che prevedono una password tramite la scansione dell'impronta digitale, come avviene per Samsung Pay.
Insomma, sembra proprio che l'onda lunga innescata dall'acquisizione di Softcard, sia il segno di una rinnovata volontà di Google di competere contro Apple e Samsung senza risparmiare colpi, con una serie di conseguenze che comunque, dovrebbero andare anche a vantaggio dei consumatori, soprattutto se si arrivasse ad uno standard condiviso per tutti i soggetti interessati.

Dott. Dario Marchetti
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