Ora l'UE impone alle banche un tetto sui costi delle carte di credito

L'Unione Europea ha approvato una proposta del deputato spagnolo Pablo Zalba che fissa un tetto massimo che le banche non possono sforare in relazione ai costi delle carte di credito, una proposta che comporterà risparmi ingenti, ma che non piace all'Associazione Bancaria Italiana.

Arriva finalmente il tetto massimo che non potrà essere sforato dalle banche, relativo alle commissioni che le stesse possono applicare sulle transazioni effettuate tramite le carte di credito. E' stata l'Unione Europea a decidere in tal senso, dando così il suo via libera definitivo alla nuova normativa destinata a regolare la materia. Una notizia che sembra destinata a dare qualche garanzia in più ai consumatori e a metterli al riparo dalla pericolosa tendenza invalsa tra i commercianti a scaricare proprio sulla propria clientela i costi relativi alle transazioni.

Gli obiettivi della nuova normativa

L'ok finale è arrivato con la definitiva approvazione da parte del Consiglio Ue dopo il via libera rilasciato in precedenza dall'Europarlamento. L'obiettivo dichiarato di questo provvedimento è quello di arrivare in breve ad una decisa riduzione dei prezzi dei beni e dei servizi e, in conseguenza di ciò, di facilitare gli investimenti di lungo periodo nell'Eurozona. In base alla nuova normativa, da questo momento i livelli massimi per le commissioni interbancarie dovranno essere pari allo 0,3% della transazione per tutti i tipi di operazioni effettuate tramite le carte di credito e dello 0,2% per le carte di debito, come ad esempio i bancomat.

L'UE ha fissato il tetto per i costi delle carte di credito

(L'Unione Europea ha fissato il tetto per i costi delle carte di credito)

Una eccezione è però fatta per gli Stati, i quali, sempre in base alla normativa approvata, si prevede che per le operazioni con carte di debito nazionali possano permettere una commissione che non ecceda i 5 centesimi di euro in che andrebbe a mixarsi con il tetto dello 0,2%, sempre purché la somma delle commissioni non vada ad eccedere lo 0,2% del valore annuale delle transazioni con quelle carte in ogni schema di carta di pagamento.

I vantaggi per commercianti e consumatori

Se gli effetti innescati dalla nuova disciplina sulle transazioni tramite carte di credito è naturalmente ancora tutta da verificare, gli economisti del vecchio continente stimano a   circa sei miliardi il risparmio annuo che la nuova normativa potrebbe portare a vantaggio dei commercianti. Mentre sarebbero quantificabili in 730 milioni di euro i vantaggi per i consumatori della norma ideata dal deputato spagnolo Pablo Zalba. La norma dovrebbe entrare pienamente in vigore entro sei mesi dall'approvazione definitiva, quindi a partire dalla prossima estate.

L'opposizione di Abi

Il tetto unico alle commissioni interbancarie non riscuote però il plauso dell'Associazione Bancaria Italiana (Abi), che già nel recente passato si era espressa contro la normativa, ritenendo che i massimali Ue potrebbero alla fine avere l'effetto di portare a un aumento del costo delle carte di pagamento, penalizzando di conseguenza i possessori. Ulteriore conseguenza di tutto ciò, sempre secondo Abi, la disincentivazione in futuro dell'utilizzo del denaro elettronico in un Paese come l'Italia dove i contanti continuano ad essere utilizzati in maniera massiccia. Una eccezione che non dovrebbe lasciare insensibile il governo italiano, impegnato  ormai da tempo nel cercare di scoraggiare l'utilizzo di contante, in modo da tracciare al massimo tutti i pagamenti effettuati e colpire così l'evasione fiscale.

Dott. Dario Marchetti
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