L'Europa chiede alle banche di fornire una password una tantum per acquisti online
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La sicurezza degli acquisti su Internet continua ad essere un tasto dolente. Il nostro paese ne sa qualcosa, considerato che a lungo il commercio elettronico è stato frenato dalla zavorra rappresentata da profili di sicurezza ritenuti non adeguati dagli utenti. Ancora oggi, molti nostri connazionali pur riconoscendo la convenienza degli acquisti online, preferiscono continuare sulla via del commercio tradizionale, in quanto con tutta evidenza non si fidano ad operare usando dati sensibili che potrebbero essere sottratti dai pirati informatici, sempre più attivi.
La richiesta dell'Eba
Ora è l'Eba a muoversi, per cercare di offrire una soluzione ad un problema sempre più avvertito. L'autorità bancaria europea, infatti, ha annunciato di aver chiesto alle banche di fornire ai propri clienti, una password da poter usare una tantum, in modo da rafforzare i profili di sicurezza delle transazioni che hanno luogo sul web. La notizia è stata data dall'agenzia Reuters e il tutto dovrebbe partire dal prossimo primo giorno di agosto.

(L'Eba chiede alle banche di concedere password una tantum alla propria clientela per le transazioni online)
L'obiettivo dell'Eba è appunto quello di far sentire più sicuri i consumatori nei propri acquisti online. Una sicurezza oggi minata dalle troppo numerose truffe che hanno reso sempre più insicura la rete.
Di cosa si tratta
Le password una tantum, ovvero quelle che possono essere utilizzate una sola volta, possono essere rappresentate da un numero generato dalle Vpn, ovvero i dispositivi che vengono forniti dalle banche ai clienti, oppure da una sequenza inviata tramite sms. In alcuni casi, invece, si possono usare i sistemi biometrici, ovvero quelli che consentono al consumatore di confermare la transazione in atto per mezzo dell'impronta digitale.
Una misura temporanea
Va comunque precisato che quella raccomandata dall'Eba sarebbe soltanto una misura temporanea, che rimarrà in vigore sino a quando l'istituto non adotterà norme vincolanti, previste entro l'inizio del 2019, al fine di tutelare i clienti che ricorrono per le proprie spese al mobile payment, ovvero quei pagamenti digitali effettuati tramite cellulari. Un sistema di pagamento sempre più in voga che è teatro negli ultimi mesi di una vera e propria battaglia campale tra giganti come Apple, Samsung, Google e Microsoft.
C'è chi dice no
Intanto, però, c'è già chi provvede a tirarsi fuori, come hanno fatto le authority di Gran Bretagna, Estonia e Slovacchia, le quali hanno già provveduto a rendere nota la propria volontà di non applicare queste regole. Una decisione derivante in particolare dal fatto che dovrebbe essere una apposita legge a definire le regole per le banche e le società specializzate nei pagamenti.
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