L'assegno elettronico: tutto quello che occorre sapere
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Continuano a susseguirsi le novità in tema di pagamenti, sull'onda del progresso tecnologico in atto. Con le ultime disposizioni provenienti dal Ministero dell'Economia, potremmo presto dire addio all'assegno su carta, in favore del formato elettronico. Sulla Gazzetta Ufficiale n. 54 del 6 marzo è stato pubblicato il decreto ministeriale contrassegnato dal numero 205 del 3 ottobre 2014, il quale riporta il regolamento relativo alla presentazione degli assegni bancari e circolari per il pagamento in forma elettronica. Per far diventare operativo il procedimento disegnato dal provvedimento, non resta ora che attendere il regolamento della Banca d'Italia il quale detterà le regole tecniche in grado di attuare il decreto ministeriale.
Il regolamento
In pratica, si ha la presentazione in forma elettronica quando il trattario o l'emittente ricevono una immagine dell'assegno emesso dal negoziatore, accompagnata dalle informazioni che sono previste dal regolamento stilato. Lo stesso decreto ministeriale, specifica poi che il negoziatore deve a sua volta presentare l'assegno al pagamento al trattario o all'emittente entro un termine che non superi il giorno lavorativo successivo a quello in cui il titolo è stato girato per l'incasso.

(Dal sei marzo è in vigore il pagamento tramite assegno elettronico)
Anche il protesto deve avvenire in forma telematica
Va peraltro ricordato che ove si venga a verificare il caso del mancato pagamento dell'assegno il quale sia stato presentato in forma elettronica, anche il protesto deve a sua volta essere richiesto esclusivamente in via telematica. A stabilirne le modalità, sarà ancora una volta la Banca d'Italia, chiamata a sancire la nuova disciplina.
Gli obblighi delle banche
Naturalmente, anche gli istituti bancari dovranno a loro volta attrezzarsi nel modo migliore al fine di garantire la massima sicurezza e la correttezza per quanto concerne la presentazione in forma elettronica dell'assegno al pagamento, predisponendo gli opportuni presidi in grado di agevolare il processo.
Inoltre dovranno essere ridefiniti i moduli cartacei, in modo da conferire adeguati livelli di sicurezza e correttezza per la trasmissione dell'immagine dell'assegno, sempre con la Banca d'Italia incaricata di definirne i criteri.
Si può incaricare un terzo soggetto
Il negoziatore, può a sua volta decidere di conferire l'incarico a terzi soggetti di effettuare effettuare la trasformazione in forma elettronica degli assegni cartacei, sotto la propria esclusiva responsabilità. Sarà però lui a garantirne non soltanto la competenza e la capacità, ma anche il possesso delle autorizzazioni che sono previste dal punto di vista legislativo per l'esercizio in maniera professionale e affidabile di tale attività.
Non è la fine del formato cartaceo
Va specificato che, contrariamente a quanto riportato da alcuni incauti servizi, il nuovo regolamento non sancisce certo la fine dell'assegno in formato cartaceo. In effetti, il decreto ministeriale stabilisce sostanzialmente che da questo momento l'assegno può essere presentato sia in formato cartaceo che elettronico. Nella seconda eventualità, al fine di poter ricevere il pagamento sarà sufficiente presentare l'immagine del titolo, unitamente ad altri dati dell'operazione, separatamente o, magari, in un unico file.
Si tratta quindi di una decisione saggia, che prende atto dello sviluppo tecnologico e della sempre maggiore padronanza di strumenti elettronici da parte di parte di un numero crescente di persone, che pone le basi per ridurre la necessità di ricorrere all'assegno tradizionale.
Il caso inglese
Al proposito va ricordato che il Regno Unito, dal suo canto, ha già fissato al 31 ottobre del 2018 l'ultimo giorno in cui sarà possibile utilizzare assegni cartacei. Dopo quella data essi andranno in soffitta, anche se la decisione definitiva dovrà essere presa nel 2016 dal Payments Council.
L'annuncio è stato dato addirittura nel 2009, scatenando la recriminazione della parte più anziana della popolazione, quella che ha naturalmente maggiori problemi nel maneggiare gli strumenti elettronici. Proprio queste recriminazioni spiegano come la via soft adottata dall'Italia sia la più giusta in assoluto.
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