Dal 2017 sarà obbligatorio il pagamento elettronico alle amministrazioni pubbliche
L'approvazione e l'inserimento in Agenda digitale dell'obbligo dei pagamenti elettronici verso le pubbliche amministrazioni, pone nuovi problemi per le imprese italiane, ancora attardate sulla strada del necessario progresso tecnologico e alle prese dal canto loro coi ritardi delle amministrazioni. Al momento, infatti, sarebbero appena poche decine su circa 20 mila le amministrazioni che hanno proceduto all'upgrade al fine di poter dare vita ai pagamenti elettronici, che, con quanto disposto dall'esecutivo diventeranno obbligatori per tutti i cittadini e le imprese che godono di servizi erogati dallo Stato, dalle Regioni e dagli Enti locali, tramite l'utilizzazione di carte di credito, di debito, prepagate oppure per mezzo dei metodi di pagamento online.
La ratio che ha ispirato il provvedimento governativo è quello da un lato di risparmiare preziose risorse pubbliche che potrebbero essere liberate e fatte convergere su altri obiettivi, e dall'altro di favorire la diffusione dei pagamenti elettronici, visti come il metodo migliore di combattere l'evasione fiscale, una piaga ormai non più tollerabile in un paese che vede i suoi conti pubblici in costante deterioramento. Una piaga che continua ad essere favorita proprio dai ritardi di molti attori, a partire proprio dalle amministrazioni, che pure dovrebbero dare il buon esempio in tal senso.

(Dal 2017 i pagamenti verso la PA saranno obbligatoriamente elettronici)
La misura in questione è stata inserita all'interno dell'Agenda digitale la quale è stata recentemente approvata dal Consiglio dei Ministri, e in base alle stime preliminari potrebbe comportare un risparmio annuo per le casse delle pubbliche amministrazioni ammontante a circa un miliardo di euro. Un risparmio corposo e tale da liberare risorse che potrebbero a loro volta essere utilizzate per scopi sociali o per la riduzione di un debito che continua a pesare come un macigno sul sistema paese.
Proprio il documento pubblicato sul sito ufficiale del governo afferma come l'intenzione di fondo sia quella di portare rapidamente alla pratica eliminazione dell'uso del contante. A tal fine sono previste sanzioni per le amministrazioni che dovessero risultare inadempienti, le quali scatterebbero a partire dalla fine del 2016. Mentre è più sfumato il secondo obiettivo, quello legato alla diffusione dei pagamenti elettronici nel nostro paese, ancora troppo legato all'uso del contante, come dimostra del resto la vicenda relativa ai POS (Point of Sale), ancora latitanti in molti esercizi commerciali dislocati lungo la penisola, tanto da aver spinto alcuni senatori alla presentazione di un disegno di legge tendente a facilitarne la diffusione, con un sistema misto di incentivi e penalizzazioni.
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