TFR in busta paga: 300mila imprese coinvolte

Il 20% circa dei dipendenti è intenzionato a chiedere al datore di lavoro il proprio TFR maturando nel 2015. Si tratta per lo più di giovani single che vivono ancora nella famiglia di origine.

Un lavoratore su 5 e ben 300 mila le imprese interessate. Parliamo di coloro che richiederanno il Tfr in busta paga. Secondo i dati pubblicati da un'indagine della Confcommercio – Format Research il 20% dei lavoratori è intenzionato a chiedere al datore di lavoro il trattamento di fine rapporto che maturerà nel 2015. In particolare la richiesta in anticipo – secondo la ricerca – coinvolgerà lavoratori di sesso maschile, di età compresa tra i 25 e i 34 anni, impiegati come operai o con mansioni di carattere esecutivo nelle regioni a Nord. Si tratta per lo più di giovani single che vivono ancora nella famiglia di origine. Circa il 60% della manovalanza interessata da tale richiesta utilizzerà l'anticipo per i consumi, o comunque per effettuare quelle spese delle quali hanno necessità. Il 40% circa ha affermato che lo ritirerà per risparmiarlo, magari mettendolo in banca.

Secondo i dati della Confcommercio il provvedimento presenterà come sfondo circa 300.000 imprese e fino a 49 addetti. Tra i settori più interessati, spuntano quelli dell'industria manifatturiera e delle costruzioni: almeno il 34,3% pari a 170 imprese subirà la richiesta di anticipo del Tfr in busta paga da parte dei propri dipendenti. A seguire le imprese del terziario (commercio, turismo e servizi) dove saranno circa 110 mila le imprese coinvolte. "Tra le imprese con un numero di addetti compreso tra 2 e 5, il 15,6% (circa 186 mila imprese) subirà la richiesta di anticipo del TFR in busta paga da parte dei propri dipendenti. Tale quota si attesta attorno al 27% presso le imprese con un numero di addetti compreso tra 6 e 9 (54 mila), al 26% presso quelle tra 10 e 19 addetti (33 mila), al 20% presso le imprese tra 20 e 49 addetti (10 mila)" si legge nel report a cura della Confcommercio-Imprese per l'Italia in collaborazione con Format Research sui lavoratori dipendenti a tempo indeterminato nelle imprese fino a 49 addetti dell'industria e del terziario.

INDAGINE CONFCOMMERCIO -IMPRESE PER L'ITALIA

(Fonte: Rapporto Confcommercio - Format ricerche)

Ricapitolando, il 91,9% dei lavoratori dipendenti di imprese fino a 49 addetti è risultato a conoscenza della disposizione prevista dal Governo di potere avere anticipatamente in busta paga il TFR (trattamento di fine rapporto) che matureranno nel corso del 2015. Il 20% circa dei dipendenti è intenzionato a chiedere al datore di lavoro il proprio TFR maturando nel 2015. Più nel dettaglio, il 18,1% ha dichiarato di essere intenzionato a chiederlo, il 18,0% al momento non si è dimostrato in grado di affermare se eserciterà o meno tale opportunità, mentre il 63,9% dei lavoratori hanno affermato che non sono intenzionati a chiedere il ritiro anticipato del TFR che matureranno nel 2015.

L'indagine "TFR: l'impatto sulle imprese fino a 49 addetti delle recenti disposizioni del governo" è stata realizzata prendendo come punto di riferimento un campione di dipendenti a tempo indeterminato di età superiore ai 18 anni, occupati presso imprese italiane con un numero di addetti compreso tra due e 49. I numeri presenti nella ricerca sono stati riportati per mezzo di un sistema di ponderazione, all'universo delle imprese italiane dei settori industria e terziario. Numerosità campionaria: 688 casi. Margine di fiducia: +3,8%. L'indagine è stata effettuata dall'Istituto di ricerca Format Research, tramite interviste telefoniche (sistema Cati) e interviste on line (sistema Cawi), nel periodo 5–9 novembre 2014.

Fonte: Report Confcommercio

Dott.ssa Tiziana Casciaro
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