Sincronismo finanziario: il breve e medio termine che non viaggiano insieme
Sincronismo Finanziario: un binomio poco usato anche in ambito economico ma di vitale importanza per la sopravvivenza di un progetto finanziario, di una impresa in fase di avvio e nella gestione ordinaria dei flussi di capitali in imprese già avviate. Allontanando il pensiero dalla sincronicità di junghiana memoria lo riportiamo ad un qualcosa di più tangibile e facilmente identificabile.
Cosa si intende per Sincronismo Finanziario?
Si intende il sincronismo tra ciò che finanzia e ciò che viene finanziato. Un esempio immediato è quello dell'acquisto di un auto con vita utile 5 anni e finanziamento di acquisto della durata di 5 anni; questo è un esempio di perfetto sincronismo finanziario. In sostanza si fa coincidere la durata del piano d'ammortamento con la durata del bene, servizio o più in generale progetto che si intende finanziare. Questa apparentemente immotivata corsa parallela fa si che debito e bene/servizio siano coesistenti. In sostanza con la cessazione d'uso del bene/servizio cessa anche il debito aperto per acquistare il bene. Il mantenimento di questo sincronismo permette in modo certo di evitare la sovrapposizione di costi con orizzonti temporali diversi evitando cosi un pericoloso effetto spirale.
Questo principio facilmente applicabile anche al semplice consumatore, riveste un'importanza fondamentale nei meccanismi di gestione di un'azienda. Proprio qualche anno fa un'importante azienda in un momento di grosse difficoltà finanziarie causate da debiti a medio e lungo termine a cui non era più in grado di far fronte, decise di acquisire (indebitandosi ulteriormente nel medio periodo) una piccola società che operava in un business complementare e che generava dei fortissimi flussi di liquidità. In questo modo le due società che si erano fuse in una si trovarono un flusso di cassa positivo ed un indebitamento a medio termine molto alto. A quel punto, dimenticando ogni logica di sincronismo finanziario, il consiglio di amministrazione decise di utilizzare quell'imponente flusso di cassa per ripagare i debiti a medio termine.
L'innaturale collocazione di quella liquidità immediata portò ad un rapido ridimensionamento dei costi di produzione, riducendo inevitabilmente la qualità del prodotto. Molto lentamente il debito a medio termine si ridusse ma molto più rapidamente si ridusse il Risultato Operativo a seguito dell'abbassamento del valore delle vendite. In meno di due esercizi l'azienda registrò una riduzione del 2% del debito a medio termine (normalmente sarebbe stata intorno a 1%) e contemporaneamente una perdita di incasso, e conseguentemente di liquidità del 32%. Inutile dire che il debito a medio termine non venne estinto perché l'azienda utilizzando la liquidità immediata per un debito a medio termine ridusse la capacità della sua gestione operativa. Si trasformò in sostanza da azienda di produzione ad una specie di autofinanziaria.
Come detto in un altro articolo parlando di leva finanziaria, l'autofinanziamento attuato dall'azienda sopracitata non comportava costi in termini di interessi passivi ma determinava sicuramente un elevatissimo costo di opportunità. Infatti sottraendo soldi alla sua gestione operativa finì per indebolire quell'unica struttura in grado di generare profitto.
Da questo esempio si evince in modo lampante la pericolosità della asincronia finanziaria. Il principio ispiratore di quanto fin qui detto, è alla base di alcune moderne tecniche di valutazione del rischio.
Ormai molte aziende prima di acquistare un servizio/prodotto o di entrare in una partnership chiedono a società esperte nella valutazione del rischio, una valutazione dell'azienda con cui si stanno instaurando dei rapporti. Queste società di consulenza effettuano fondamentalmente due studi: uno oggettivo basato sui dati del bilancio depositato ed uno soggettivo basato su informazioni del mercato, news e rumors.
Nella valutazione oggettiva basata sui dati di bilancio, uno dei parametri che viene sempre osservato è il come l'azienda sta rifondendo i propri debiti
ed in particolare si osserva se ciò che a breve viene finanziato da liquidità immediata; e ciò che e a medio e lungo termine con investimenti più estesi temporalmente.
Bisogna chiaramente fare attenzione a non pensare che la sincronia finanziaria sia garanzia della salute di un'azienda. La sincronia finanziaria in se, è in grado di fornire la garanzia che nel tempo non avverrà una sovrapposizione di debiti appartenenti ad orizzonti temporali diversi. Inoltre attraverso le logiche di sincronismo è possibile proteggere la gestione operativa dalla pressione data dal carico dei prestiti a lungo termine.
In presenza di posizioni debitorie con orizzonti temporali differenti è possibile ricorrere al cosidetto CONSOLIDAMENTO ampiamente e dettagliatamente trattato nel nostro portale, al fine di portare sullo stesso orizzonte debiti differenti. Ovviamente questa "forzatura" di consolidare debiti diversi in un unico debito porta con se dei notevoli svantaggi in termini di sincronismo. Il consolidamento altro non è che un accorpamento di debiti residui in un unico debito con unico tasso ed unica durata. Va da se che se un debito era prossimo alla sua estinzione con l'operazione di consolidamento viene inesorabilmente ridistribuito in un nuovo orizzonte temporale.
Riassumendo quindi il concetto di Sincronismo Finanziario può essere un valido aiuto quando si deve redigere un vero e proprio piano di finanziamento. Solitamente tale attività viene svolta nella redazione dei budget e nella costruzione dei bilanci previsionali. E' chiaro che se nell'ambito della gestione di un'azienda può essere determinante per la stessa sopravvivenza dell'attività, nel caso del semplice consumatore solitamente usare il sincronismo come driver come può generare un beneficio riducendo il rischio di sovrapporre varie rate di finanziamenti diversi. Va detto comunque che per il normale consumatore che non applica questo meccanismo di valutazione, sarà comunque l'istituto di credito a valutare l'eventuale rischio di insolvenza dato da un carico finanziario eccessivo. Questo avviene per qualunque finanziamento dal mutuo al prestito per comprare un elettrodomestico.
L'istituto cui si richiede il finanziamento farà una verifica attraverso un database cui hanno accesso tutti gli istituti di credito, e verificherà se il carico rateale per tutta la durata del piano di ammortamento non supererà una determinata soglia, solitamente il 30% del reddito mensile del richiedente. In questo modo chi eroga il finanziamento riesce a tutelarsi dal rischio di insolvenza per la parte di questo rischio dovuto all'eccessivo carico rateale.
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