Prestito respinto? Ecco come comportarsi

Se l'ostacolo principale per l'erogazione del finanziamento è la cattiva reputazione, la soluzione migliore è quella di fornire maggiori garanzie all'istituto bancario.

Perché la banca non accetta le vostre richieste di prestito? I motivi possono essere, in realtà, di varia natura. Il primo passo da fare per il cliente, a cui sono state chiuse le porte dell'istituto finanziario, è quello di conoscere le ragioni di tale rifiuto in modo da trovare una rapida e concreta soluzione.

Talvolta gli istituti di credito possono, infatti, considerare i richiedenti non in grado di ripianare il debito, in base principalmente alla posizione reddituale. In questi casi si potrebbe ridurre l'importo da richiedere o cercare un istituto bancario che presenti una soglia di tolleranza più alta. Se invece la persona è stata segnalata come "cattivo pagatore" per un pagamento ritardato, allora bisognerà attendere la cancellazione dalla "lista nera". La segnalazione al Crif (ente che gestisce il sistema di informazioni creditizie), inoltre, implica che qualsiasi altro ente finanziario rifiuti la concessione dei finanziamenti se già fatto in precedenza da una banca o altra società.

Come comportarsi con rifiuto banca

(Quando una banca respinge la nostra richiesta di prestito dobbiamo cercare di conoscere le ragioni del rifiuto)

Quando veniamo classificati come "protestati" e "cattivi pagatori" per i ritardi nel rimborsare le rate, si viene automaticamente "bollati" ed i nominativi vengono inseriti nella Centrale di Rischio.

La segnalazione dei ritardi nei pagamenti, quando si è un cattivo pagatore, resta in banca dati per:

  1. 12 mesi dalla data della regolarizzazione delle rate, se la segnalazione Crif si riferisce ad un massimo di due rate pagate in ritardo;
  2. 24 mesi se la segnalazione Crif si riferisce a più di due rate pagate in ritardo o a qualsiasi numero di rate se tardate per più di due mesi;
  3. 36 mesi, se la segnalazione Crif si riferisce ad un prestito con rate rimaste insolute, ovvero non pagate. Trascorso il tempo previsto in base ai criteri sopracitati, la segnalazione Crif dalla banca dati del cattivo pagatore viene cancellata in automatico. Nel caso di rate insolute tutti i dati relativi a quel finanziamento vengono cancellati dalla banca dati del cattivo pagatore.

    Se l'ostacolo principale per l'erogazione del finanziamento è la cattiva reputazione, allora la soluzione migliore è quella di fornire delle garanzie e dunque avvalersi della possibilità della Cessione del quinto dello stipendio o della pensione. Per ottenere la cancellazione di una segnalazione Crif, un cattivo pagatore deve necessariamente saldare le rate e regolarizzare la propria posizione, e successivamente attendere il periodo previsto. Il cattivo pagatore, intanto, se lavora come dipendente, può richiedere una cessione del quinto, mentre il prestito personale per il cattivo pagatore è precluso.

    Se invece il prestito viene respinto perché il richiedente ha troppi debiti aperti, allora bisognerà ricorrere al consolidamento dei debiti, pratica che consente di assegnare sotto un unico istituto di credito tutti i debiti che sono aperti. Quando, invece, il finanziamento è respinto perché il rischio di non insolvenza è molto alto, allora possiamo ricorrere a tre soluzioni: allungare la durata del prestito per avere una rata più bassa, quindi meno onerosa da restituire; chiedere che qualcuno ci faccia da garante, con una fideiussione; avvalersi di co-obbligato, ovvero trovare un secondo intestatario del contratto di finanziamento, il quale è egualmente responsabile del debito di fronte alla società che ha concesso il prestito. Nel caso della fideiussione, è bene sapere che si tratta di un vero e proprio contratto in base al quale il garante si accolla la responsabilità del debito nei confronti della banca che eroga il finanziamento. In questa maniera, se si verificasse che il debitore non può procedere al pagamento delle rate, il garante dovrà farsi carico del rimborso. Se anche la terza persona non fosse in grado di saldare il debito con l'istituto che ha erogato il finanziamento, il suo nome entrerà a far parte della "black -list". Anche l'incorporazione di un co-obbligato rappresenta una soluzione in casi di alto rischio. 

Qualora il prestito venga rifiutato o si scelga di ritirare tale domanda di finanziamento, la richiesta resterà nel sistema per 30 giorni. Il consiglio degli esperti è effettuare una nuova domanda di finanziamento dopo la cancellazione automatica in modo da evitare un immediato rifiuto, solo per il fatto che risulti già una richiesta in corso oppure, per le banche più pignole, si può rendere nota a priori la ragione del rifiuto che potrebbe, sovente, portare a un nuovo rifiuto. E' consigliabile comunque attendere il termine dei 30 giorni per fare le dovute modifiche e avviare la pratica futura senza intoppi.

Dott.ssa Tiziana Casciaro
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