Prestiti personali: in 2 mila a Belluno fanno fatica a pagare le rate

Belluno, una delle provincie più virtuose del Veneto, conta più di due mila debitori insolventi. Cos'è successo?

Belluno è sempre stata considerata come una delle provincie più virtuose della nostra penisola. E, soprattutto del Veneto. Pareva quasi che la crisi economica si fosse diffusa in tutta Italia tranne che in questa zona montana localizzata vicino al confine con l'Austria. Eppure, purtroppo per loro, le cose sembrano destinate a cambiare anche qui nel Cadore dove, a quanto pare, i cittadini iniziano a percepire le prime avvisaglie di una liquidità economica che arriva con sempre maggiore facilità e con una condizione lavorativa che continua ad arrancare.

A comunicare il cambiamento del trend positivo è stato riportato dal Corriere delle Alpi, "Stando ai dati forniti dalla Camera di Commercio di Belluno (sulla base del report fornito da Banca d'Italia e aggiornato al 30 giugno 2013), infatti, i soggetti debitori (persone fisiche, persone giuridiche e cointestazioni) in stato d'insolvenza o in situazioni equiparabili, ovvero che non pagano o faticano a rispettare le scadenze, ad esempio di mutui e prestiti, sono saliti a 2.233. Per un "utilizzato netto", cioè l'ammontare del credito effettivamente erogato al cliente (dalle banche), di 262 milioni di euro."

Secondo quanto riportato dal quotidiano locale, quindi, ammontano a più di due migliaia le persone che si ritrovano in serie difficoltà a pagare le rate dei prestiti che hanno contratto qualche tempo fa. Si tratterebbe di un numero in crescita rispetto agli scorsi anni che, pertanto è stato la causa scatenante di un allarme generale. Non dimentichiamo, infatti, che Belluno fino ad oggi era stata considerata la provincia con i debitori più virtuosi rispetto al trend che si verifica all'interno della Regione. Certo è che, se la situazione inizia a cambiare anche per le comunità cadorine, la caratteristica della virtuosità potrebbe scomparire in men che non si dica. 

Il quotidiano locale, tuttavia, ci ha tenuto a sottolineare come la situazione attuale delle banche sia leggermente preoccupante: gli istituti di credito, infatti, sono in attesa del rientro di 262 milioni di euro. Secondo le ultime indagini eseguite dalla Banca d'Italia è emerso come la situazione di crisi e il dilagarsi della sofferenza si sia dimostrato in crescita costante: basti pensare che dal 2009 il numero dei soggetti segnalati come rischiosi erano la metà, così come gli importi finanziati dalle banche.

Luigi Curto, il presidente della Camera di Commercio di Belluno, si è dovuto arrendere alla situazione e ha dovuto certificare la presenza della crisi: "Questo è il termometro di una situazione economica critica. Nonostante siano, invece, rimasti grosso modo invariati i protesti sui titoli di credito come assegni e cambiali. L'aumento delle sofferenze è stato scaturito dalla committenza privata. Nel momento in cui, chi offre una merce o un servizio, deve andare a riscuotere la fattura per la prestazione fornita, anche il privato non ha più le risorse economiche sufficienti e rinvia il pagamento. Significa che tra i cattivi pagatori, la pubblica amministrazione non è più sola. Ora c'è anche il privato a farle compagnia". 

Non dimentichiamo che, nonostante la situazione che coinvolge la disponibilità economica delle aziende e dei privati della provincia montana sia in continua diminuzione, Belluno continua a confermarsi come la città più virtuosa della Regione. Questa condizione di eccellenza finanziaria, viene seguita a tuora da Rovigo, che prevede oltre 4.000 persone in sofferenza. Segue poi Verona con ben 16.000 debitori insolventi. A padova, invece, si sono registrati crediti insoluti per oltre due miliardi e mezzo di euro, una cifra che si può considerare un vero e proprio sproposito.

La cosa che rimane più preoccupante è data dalla difficoltà a pagare le rate dei propri mutui, che possono trovare i cittadini di questa regione, considerata da sempre come una delle più produttive d'Italia. Si tratta di una situazione di sofferenza che cresce costantemente e che, si spera al più presto, riesca a registratore una battuta d'arresto.

Giulia Ceschi

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