Prestiti della speranza a 4500 famiglie in difficoltà

26 milioni di crediti  a 4.500 famiglie in tutta Italia: è l'ammontare del Prestito della speranza, promosso dalla Cei, Conferenza Episcopale Italiana,  che consente l'accesso al credito a condizione agevolate a persone e microimprese in difficoltà a causa della crisi. Si...

26 milioni di crediti  a 4.500 famiglie in tutta Italia: è l'ammontare del Prestito della speranza, promosso dalla Cei, Conferenza Episcopale Italiana,  che consente l'accesso al credito a condizione agevolate a persone e microimprese in difficoltà a causa della crisi. Si tratta di un fondo di garanzia, attivato il 1° settembre 2009, pari a 25 milioni di euro, destinati a garantire il microcredito sociale e alle imprese permette di erogare finanziamenti oltre 100 milioni di euro. Nei primi 4 anni di esperienza sono stati erogati 26 milioni di finanziamenti a 4.500 famiglie, attraverso il lavoro delle Caritas che a livello diocesano hanno individuato i destinatari dei prestiti. Le regioni che hanno usufruito maggiormente del prestito sono state Campania, Puglia e Lombardia.

Prestiti a famiglie in crisi e start up

Dal 2 marzo è partita la terza fase del progetto, presentata il 26 febbraio da Caritas e Banca Intesa-Banca Prossima, con  il finanziamento di 25 milioni a garanzia di un ammontare complessivo di microcrediti per 100 milioni di euro. Ampliato il ventaglio dei beneficiari del credito: alle famiglie in condizione di vulnerabilità economica e sociale si aggiungono i disoccupati, poveri, anziani al minimo pensionistico, debitori di utenze di agenzie di servizio e anche semplici giovani coppie che non riescono a trovare risorse per mettere su casa.

Il partner della Cei, che ha previsto un fondo di garanzia di 25 milioni proveniente dall'8x1000, in questa nuova avventura è Intesa Sanpaolo, che per il biennio 2015-2016 attraverso Banca Prossima (la banca del gruppo dedicata al no profit laico e religioso) garantirà "più credito a tassi molto contenuti a famiglie e persone in temporanea difficoltà", quadruplicando il fondo di garanzia della Cei, che arriva quindi a 100 milioni. 

Il Fondo prevede due diversi tipi di prestito:

  1. Il "Credito sociale" alle famiglie disagiate,  con un prestito di importo massimo di 7.500 euro erogate in 6 rate bimensili di 1.250 euro ciascuna come forma di sostegno al reddito. 
  2. "Credito fare impresa", rivolto a microimprese a bassa capitalizzazione o di nuova costituzione,  di importo massimo di 25mila euro erogati in un unico finanziamento. Si tratta di un prestito rivolto appunto alle start up di attività artigianale o imprenditoriale, a singoli o a società di persone o cooperative .

I destinatari

Ad usufruire del prestito della salvezza sono soprattutto precari, disoccupati, giovani in cerca di lavoro, dei quali il fondo intende sostenere progetti di vita ed il reinserimento lavorativo, ma anche chi intende avviare o ristrutturare attività autonome. Il fondo non eroga direttamente denaro, ma costituisce un capitale a garanzia dei finanziamenti erogati dalla Banca.  Può essere richiesto un finanziamento per un'attività di formazione, di riqualificazione professionale, sulla base delle attitudini e delle esperienze lavorative che vengono incrociate come le possibilità offerte dal mercato, al fine di offrire un percorso di reinserimento lavorativo o di sviluppo di un'attività autonoma.

Dott.ssa Laura Candeloro
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