Mps e il problema dei crediti deteriorati
La crisi del gruppo bancario più antico d' Italia è sotto gli occhi di tutti. Monte dei Paschi di Siena vive un momento difficile, specie dopo i recenti stress test a cui sono stati sottoposti tutti gli istituti bancari europei. Tra i molti e disparati motivi che hanno portato ai risultati negativi del prestigioso gruppo bisogna di sicuro annoverare l' incremento dei crediti deteriorati. Tale elemento ha di sicuro contribuito alla ridotta capacità della banca di creare utile.
Definizione di crediti deteriorati
Partiamo dalla definizione di crediti deteriorati, o NPL (non performing loans, letteralmente prestiti non performanti). Si tratta di attività che non riescono più a ripagare il capitale e gli interessi dovuti ai creditori. Sono crediti per i quali la riscossione è incerta sia in termini di rispetto della scadenza che per ammontare dell'esposizione. I non performing loans si dividono in varie categorie fra le quali le più importanti sono gli incagli e le sofferenze.
Banca d'Italia definisce le sofferenze come crediti la cui riscossione non è certa da parte degli intermediari che hanno erogato i finanziamenti perché i soggetti debitori risultano in stato di insolvenza o in situazioni equiparabili. Gli incagli sono invece delle esposizioni nei confronti di soggetti in situazione di obiettiva difficoltà temporanea.
Altri generi di crediti deteriorati sono le esposizioni ristrutturate (si tratta di esposizioni che una banca modifica cambiando le condizioni contrattuali e subendo una perdita) e le esposizioni scadute e/o sconfinanti (esposizioni che non risultano inquadrabili nelle categorie precedenti e risultano non onorate da oltre 180 giorni).

(Monte dei Paschi di Siena nasce in Italia nel 1472)
Lo strano caso MPS
Negli ultimi sei anni il gruppo Monte dei Paschi di Siena si è distinto per la crescita esponenziale di crediti deteriorati. Tale triste primato non può essere giustificato, tuttavia, dalla sola crisi economica che ha investito l' Italia.
Di seguito una tabella con i dati relativi ai crediti deteriorati di Mps dal 2007 al 2013.
| BILANCIO AL | CREDITI DETERIORATI (IN MILIONI DI EURO) |
|---|---|
| 31.12.2007 | 3.928 |
| 31.12.2008 | 7.393 (a seguito dell' incorporazione di Antonveneta) |
| 31.12.2009 | 10.221 |
| 31.12.2010 | 11.381 |
| 31.12.2011 | 13.480 |
| 31.12.2012 | 17.397 |
| 31.12.2013 | 20.992 |
Il notevole incremento dell' anno 2008 è in gran parte giustificato dai crediti deteriorati ereditati dalla banca Antonveneta, acquistata dal gruppo Mps, ma risulta difficile capire i forti incrementi successivi. In parte avrà inciso sicuramente la difficile situazione dell' economia nazionale ma, quel che appare chiaro, è un problema di politica creditizia messa in atto dall' istituto. Forse c' è qualcosa che non ha funzionato nella gestione Vigni e Mussari. Ovviamente si tratta di una chiave di lettura dei dati sui crediti deteriorati. Per un' analisi approfondita del problema sarebbero necessari tanti altri dati. Quel che è certo è che confrontando l' incremento dei crediti deteriorati di Mps con quelli di altre banche italiane, risulta evidente l' eccezionalità del dato.
Volendo trovare una motivazione plausibile ad una politica creditizia tanto "azzardata" c'è chi ipotizza una volontà di incrementare gli investimenti dopo l' oneroso acquisto della Banca Antonveneta, dato l' impegno finanziario venutosi a creare.
L' aumento dei crediti deteriorati, così, non sarebbe altro che la ovvia conseguenza di una politica scellerata, portata avanti con l' intento di abbellire i bilanci senza considerare attentamente le conseguenze di tale scelta.
Probabilmente, in assenza dell' enorme numero di crediti deteriorati, la difficile opera di risanamento a cui è chiamato l' Istituto risulterebbe essere molto più agevole, se non addirittura, quasi a portata di mano.
Si tratta, ovviamente, esclusivamente di ipotesi. La realtà è, che a causa della difficile situazione in cui versano i bilanci del gruppo, Mps ha ancora pochissimi giorni per presentare un piano convincente per trovare i famosi 2, 1 miliardi di euro richiesti dall' Europa. Successivamente poi, avrà soltanto nove mesi per attuarlo.
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