Microcredito, arrivano le nuove regole

Il decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze disciplina il finanziamento per lavoratori e micro-imprese: si parte il 16 dicembre.

Cambiano le carte a partire dal prossimo 16 dicembre. La Gazzetta Ufficiale n. 279/2014 ha pubblicato il nuovo decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze che disciplina il microcredito a lavoratori autonomi e microimprese in forma individuale, di associazione o societaria. Si tratta di nuove regole operative stabilite con il decreto n. 176 del Mef, emanato in attuazione dell'articolo 111, comma 5 del TUB (D.lgs. n. 385 del 1993) .

Sentita la Banca d'Italia, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha definito il nuovo regolamento:

  1. requisiti per i beneficiari del finanziamento e le forme tecniche;
  2.  limiti oggettivi, riferiti al volume delle attività, alle condizioni economiche applicate e all'ammontare massimo dei singoli finanziamenti;
  3. le caratteristiche cui devono rispondere gli enti non commerciali per derogare alle suddette previsioni;
  4.  l'informativa da fornire alla clientela.

A beneficiarne le società di persone, Srl o cooperative con meno di 10 dipendenti non soci; i lavoratori autonomi o le ditte individuali che impiegano fino a 5 dipendenti; i lavoratori autonomi e le imprese titolari di partita iva, attivi da non più di 5 anni; le microimprese con meno di 5 dipendenti. Si tratta di finanziamenti volti a promuovere l'inclusione e ad erogare microcredito per persone in stato di disoccupazione; sospensione o riduzione dell'orario di lavoro per cause non dipendenti dalla propria volontà; condizioni di non autosufficienza propria o di un componente del nucleo familiare o anche significativa contrazione del reddito o aumento delle spese non derogabili per il nucleo familiare.

REGOLE DIVERSE DAL 16 DICEMBRE

(Microcredito, le nuove regole in vigore dal prossimo 16 dicembre. Fonte: Pmi.it)

Ma cosa si intende per microcredito? Ai sensi del decreto, parliamo dell'attività di finanziamento finalizzata a sostenere l'avvio o lo sviluppo di un'attività di lavoro autonomo o di microimpresa, organizzata in forma individuale, di associazione, o societaria, ovvero a promuovere l'inserimento dei lavoratori nel mercato del lavoro. È uno strumento di sviluppo economico che permette l'accesso ai servizi finanziari alle persone in condizioni di povertà ed emarginazione.

Il microcredito viene definito come "credito di piccolo ammontare finalizzato all'avvio di un'attività imprenditoriale o per far fronte a spese d'emergenza, nei confronti di soggetti vulnerabili dal punto di vista sociale ed economico, che generalmente sono esclusi dal settore finanziario formale". Spesso la difficoltà di accedere al prestito bancario a causa dell'inadeguatezza o della mancanza di garanzie reali e delle microdimensioni imprenditoriali, ritenute troppo piccole dalle banche tradizionali, non consente a queste attività produttive di avviarsi e svilupparsi libere dall'usura. I programmi di microcredito propongono soluzioni alternative per queste microimprese e in un certo senso sono paragonabili ai prestiti d'onore.

Restano, dunque, tagliati fuori i finanziamenti erogati nei confronti dei seguenti soggetti: lavoratori autonomi o imprese titolari di partita IVA da più di 5 anni; lavoratori  autonomi o ditte individuali con più di 5 dipendenti; società di persone, srl o cooperative con un numero di dipendenti non soci superiore alle 10 unità; imprese che superino uno dei requisiti dimensionali previsti dall'articolo 1, comma 2, lett. a) e b) della Legge fallimentare ed un livello di indebitamento superiore a 100 mila euro. Le nuove regole entrano in vigore dal 16 dicembre 2014.

Dott.ssa Tiziana Casciaro
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