Meglio un prestito o il risparmio?

Districarsi tra le voci di spesa di un prestito non è sempre semplice e alla portata di tutti. È necessario infatti tener conto del costo di ogni singolo componente e della rata mensile.

È una delle domande più ricorrenti tra i cittadini, soprattutto in questo periodo di forte crisi economica. È meglio risparmiare e tenere da parte un gruzzoletto per i momenti del bisogno oppure chiedere un prestito per far fronte a delle spese? Secondo gli esperti, in realtà, la risposta cambia in base all'acquisto che si intende fare.

Molti istituti bancari e società finanziarie chiedono al richiedente quale sia la finalità del finanziamento e in base a questa stabiliscono anche diverse condizioni. I tassi applicati cambiano, infatti, a seconda del bene che si desidera comprare: se esso risulta durevole, come un'automobile, il tasso tende a scendere, mentre se si tratta di un bene  o necessità ricorrente, come il pagamento di alcune imposte, il tasso sale. In questo ultimo caso, allora, converrebbe ad esempio mettere da parte dei soldi, di tanto in tanto, in vista della futura spesa da affrontare.

Differenza tra prestito e risparmio

(Risparmiare o chiedere l'erogazione di un prestito? La risposta giusta dipende da come dobbiamo utilizzare il denaro)

Districarsi tra le voci di spesa di un prestito non è sempre semplice e alla portata di tutti. È necessario infatti tener conto del costo di ogni singolo componente e della rata mensile. Inoltre bisogna conoscere e considerare, prima di sottoscrivere un finanziamento, il Tan -  Tasso annuo nominale  (tasso di interesse espresso in percentuale e su base annua in base al capitale finanziato) e il Taeg - Tasso annuo effettivo globale (misura espressa in termini percentuali comprensiva di eventuali oneri accessori, quali spese di istruttoria e spese assicurative, che sono a carico del cliente).

Ormai sono sempre più gli italiani che ricorrono comunque al prestito finalizzato, ovvero il finanziamento che permette di pagare a rate gli oggetti più disparati. Il boom è sicuramente legato anche alla difficile situazione economica e all'idea di poter ammortizzare la spesa, senza toccare il nostro capitale, mediante futuri introiti. Gli esperti consigliano, comunque, di diffidare di promesse di finanziamenti facili a protestati, casalinghe e senza lavoro, soprattutto se si tratta di importi consistenti. Dietro potrebbero nascondersi tassi di interesse elevati e costi accessori onerosi. È opportuno leggere sempre con attenzione i contratti di finanziamento in modo da non cadere in simili trappole a causa di espressioni poco trasparenti.

A differenza dei prestiti finalizzati, dove è il venditore dei prodotti a ricevere direttamente la somma dall'istituto finanziario con il quale è convenzionato, il prestito personale consente al richiedente di essere libero di scegliere il negozio o rivenditore più conveniente e impiegare così tutta l'attenzione nella negoziazione del prezzo. Dalle automobili alle vacanze fino alla ristrutturazione della casa, i prestiti personali rappresentano oggi un'ancora a cui aggrapparsi quando dobbiamo sostenere un acquisto importante e i nostri desideri si scontrano con l'ostacolo dei soldi. Se dobbiamo acquistare una macchina nuova, pagare un intervento chirurgico o fare dei lavori in casa e chiediamo, ad esempio, un finanziamento di 10 mila euro con tasso fisso, allora dopo 18 mesi dovremmo restituire 10.704 euro con 704 euro di interessi. Se invece chiediamo tale finanziamento per far fronte al pagamento di mutui e tasse e dunque per ottenere maggiore liquidità, i soldi da restituire saranno lievitati rispetto alla prima opzione: 11.009 euro in 18 mesi. Se invece vogliamo saldare il debito in 10 anni, la quota in totale sarà di ben 17.215 euro. Da qui il consiglio degli esperti di tenere a mente le date delle scadenze e conservare qualcosa per il loro pagamento, evitando di richiedere l'erogazione di un finanziamento per tali circostanze.

Per i piccoli acquisti, come smartphone, personal computer e accessori, dobbiamo invece fare attenzione al contratto e alle spese di istruttoria per il prestito. Questi dati ci aiuteranno a capire se varrà la pena o meno richiedere una forma di finanziamento per sostenere tale spesa.

Dott.ssa Tiziana Casciaro
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