Legge di stabilità: ecobonus prolungato al 2020

Di quali detrazioni fiscali potremmo approfittare nel caso in cui venisse approvata? Tra le tante agevolazioni di cui potremmo usufruire c'è anche quella che viene chiamata Ecobonus e che riguarda la detrazione per risparmio energetico.

In questi ultimi giorni si sta parlando molto della Legge di Stabilità proposta dal Governo Letta. Secondo questo nuovo disegno di legge, alcune delle agevolazioni fiscali che sono state introdotte negli ultimi mesi di questo 2013, potranno essere confermate anche per il prossimo anno, mentre verranno rimodulate per il 2015. Ma di quali detrazioni fiscali potremmo approfittare nel caso in cui venisse approvata? Tra le tante agevolazioni di cui potremmo usufruire c'è anche quella che viene chiamata Ecobonus e che riguarda la detrazione per risparmio energetico.

Di cosa tratta l'Ecobonus? Grazie alla modifica dei commi 1 e 2 dell'articolo 14 del decreto legge n. 63/2013, convertito dalla legge n. 90/2013 che riguarda la destrazione fiscale del 65% per chiunque abbia intenzione di effettuare degli investimenti sull'installazione di impianti volti al risparmio energetico verrà posticipata fino al 31 dicembre del prossimo anno; per tutto il 2015, poi, la percentuale di sconto calerà al 50% sulle spese sostenute. Questo vuol dire che coloro che non saranno in grado di riuscire a ultimare i lavori o i pagamenti per la fine del 2013, potrà stare tranquillo perché ha tempo fino a tutto il 2014. I lavori che possono essere effettuati nella prima casa e che godono dell'ecobonus riguardano l'installazione dei pannelli solari, scaldacqua con pompa di calore, caldaie a condensazione, impianti geotermici o pompe di calore ad alta efficienza.

La proroga potrebbe protrarsi fino al 2020? La Legge di stabilità potrebbe dilungare la possibilità di usufruire degli Ecobonus fino al 2020: in questo modo, prenderebbe il via un sistema di finanziamenti a tasso zero che renderebbero ancora più convenienti tali detrazioni. Questa proroga è stata richiesta a gran voce da tutto il mondo produttivo: secondo quanto riportato dall'Associazione nazionale costruttori edili, infatti, tale detrazione fiscale sarebbe stata in grado di generare solo nel primo semestre di quest'anno un giro di affari pari a ben 14,5 miliardi di euro.

Se le richieste presentate all'interno dell'emendamento dovessero essere confermate, si vedrebbe la nascita di un Fondo per l'ecoprestito: grazie a questo sistema, verrebbero messi a disposizione 50 milioni di euro sia per il prossimo anno che per il 2015, che come riporta il Decreto Legge ha qualche limitazione "ad esclusione di quelle riferite alla Scuola all'Università, alla ricerca e all'ambiente". Grazie a questo Fondo, lo Stato sarebbe in grado di erogare dei prestiti a tasso zero per tutti coloro che hanno intenzione di effettuare degli interventi volti a rendere la propria abitazione con un regime di efficienza energetica, finanziabili fino ad un importo massimo di 30 mila euro. 

All'interno del Decreto Legge n.63 del 2013, compare un mandato esplicito al Governo in cui viene richiesta l'appovazione entro il 31 dicembre delle norme per la stabilizzazione; non dimentimentichiamo che sono stati diversi esponenti che fanno parte del Ministero dello Sviluppo Economico ad aver dichiarato come tra le massime priorità c'è quella di prolungare la durata degli Ecobonus fino al 2020. 

Un provvedimento di tale tipologia, potrebbe veramente dare un punto di svolta alla situazione economica italiana che, attualmente, si presenta in forte difficoltà sia da un punto di vista finanziario che immobiliare. Incentivare il singolo privato ad intraprendere dei lavori di ristrutturazione o riqualificazione energetica dei propri immobili, può fornire la marcia in più per la ripresa degli investimenti e, di conseguenza, anche del mercato del lavoro. 

L'arduo compito di valutare tutti gli emendamenti previsti all'interno della Legge di Stabilità presentata dal Governo Letta (la questione ecobonus compresa), sarà di responsabilità della Commissione di Bilancio. Nel caso in cui questo decreto legge non dovesse essere approvato, invece, la detrazione fiscale terminerebbe nel 2015 per i privati e nel 2016 per i lavori effettuati nelle parti comuni dei condomini.

Giulia Ceschi
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