Cos'è il Consorzio di Garanzia Collettiva Fidi?
Il primo CONFIDI nasce nel 1982, come Consorzio di garanzia collettiva fidi di aziende industriali e/o commerciali (appartenenti ad ogni settore merceologico), con lo scopo di agevolare gli associati – principalmente piccoli imprenditori – nell'iter di accesso al credito bancario.
I Confidi operano fondandosi esclusivamente sui principi di mutualità e di solidarietà.
Le aziende consorziate sono normalmente di piccolo o piccolissimo spessore strutturale in quanto sono proprio queste le realtà imprenditoriali che hanno avuto, da sempre, le maggiori difficoltà ad accedere agli ordinari canali di concessione del credito bancario.
L'associazione supporta i consociati a 360° sin dalla loro nascita, durante la loro crescita e li segue nella fase di sviluppo.
Dopo aver analizzato i progetti imprenditoriali dei richiedenti e valutato la fattibilità e sostenibilità del piano aziendale, infatti, si rilasciano agli istituti bancari cui viene formulata la richiesta di finanziamento da parte dell'associato, specifiche garanzie e/o fidi collettivi ai fini esclusivamente mutualistici.
Tale attività è resa ancor più agevole dal fatto che alcuni istituti di credito, riconoscendo l'enorme valenza di tali realtà consortili, si sono affrettate a stipulare apposite convenzioni con i Confidi operanti in tutte le regioni italiane.
Tra queste società bancarie si possono ricordare, a titolo meramente esemplificativo, Cariparma, Banca Marche, Banca Antonveneta, Unicredit, Intesa San Paolo e la stragrande maggioranza delle Banche Popolari.
Tale forma di associazione è stata inizialmente disciplinata dal testo unico bancario di cui al D. Lgs., n. 385/1993 e successivamente regolamentata dalla L. 326/2003 ove l'art. 13 chiarisce che i Confidi "svolgono esclusivamente l'attività di garanzia collettiva dei fidi e i servizi a essa connessi o strumentali, nel rispetto delle riserve di attività previste dalla legge".
Il comma 4 del medesimo articolo istituisce altresì la figura dei Confidi di secondo grado, attribuendo loro le medesime funzioni anzidette da svolgersi, però, a favore dei Confidi di primo grado.
Con il D. Lgs. n. 141/2010, emesso in attuazione della Direttiva comunitaria n. 48/2008, è stato istituito l'albo unico, tenuto dalla Banca d'Italia, degli intermediari finanziari tra cui vi sono fatti rientrare proprio le associazioni Confidi.
Tale normativa ha la funzione di rendere più accessibile e snella l'attività di supporto finanziario alle imprese con un particolare occhio di riguardo nei confronti delle realtà associative come i Confidi.
Questi consorzi sono infatti considerati un utile strumento per disincentivare l'acceso ad operatori usurari e, per tale ragione, il Legislatore è da sempre attivo per incoraggiare e potenziare tali associazioni.
L'attività dei Confidi non si limita tuttavia ad affiancare gli associati nella prestazione delle garanzie bancarie, ma tende a creare una vera e propria partnership con le aziende consorziate per sostenerle nella gestione dell'attività imprenditoriale fornendo una specifica consulenza aziendale nel settore, un'analisi del business plan e un esame delle varie offerte di finanziamento per poter scegliere quella più idonea al profilo aziendale.
Funzione fondamentale, contenuta nello Statuto Societario del Consorzio, è quello di incentivare le aziende, di sostenerle nella loro fase di espansione e di aiutarle nelle fasi di ristrutturazione aziendale e finanziaria.
L'attività di tali istituti consortili, sotto l'oculata vigilanza della Banca d'Italia, anche a causa della crisi economica dilagante a macchia d'olio, si è ampliata talmente da raggiungere cifre rilevanti:
- nel Bel Paese sono attivi quasi 650 Confidi;
- sono circa 60 i Confidi il cui valore dell'intervento finanziario supera i 75.000.000 €;
- il 73 % del totale delle garanzie bancarie offerte dal settore imprenditoriale è stato rilasciato dai Confidi per un valore complessivo di 16.000.000.000 €.
Una tale espansione è stata resa possibile anche grazie ad alcune normative regionali (come la Legge Regione Veneto n. 40/2003) che hanno introdotto specifici interventi finanziari con lo scopo di incoraggiare la creazione di nuovi Confidi e l'implementazione di quelli già operanti sul territorio.
Tra queste vi è una struttura associativa degna di particolare menzione: la Eurofidi.
Trattasi, infatti, del più grande consorzio italiano del settore e di una delle nove più grandi società di prestazione di garanzie del mondo, dallo spessore internazionale e con la possibilità di finanziare ingenti interventi finanziari.
Queste strutture consortili svolgono inoltre una fondamentale ed irrinunciabile funzione di proponimento legislativo.
Delle recenti analisi hanno infatti evidenziato, e statisticamente dimostrato, che l'ulteriore ed attuale stretta del credito da parte delle banche – addebitabile alla sfavorevole congiuntura economico-finanziaria – ha colpito in maniera sproporzionale ed esponenziale le aziende dell'Italia meridionale.
Il dato potrebbe sembrare ovvio e scontato ma i numeri sono sconcertanti: i Confidi meridionali erogano il 20% in meno delle garanzie dei medesimi consorzi del nord Italia e, dato ancor più disparitario, ad un costo due volte superiore.
Ciò si giustifica con il maggior tasso di rischio nel sovvenzionare realtà imprenditoriali che hanno più difficoltà logistiche ed infrastrutturali.
Un trand talmente scoraggiante dei gruppi associativi meridionali fa dubitare circa la sopravvivenza di quei principi di mutualità e sussidiarietà che erano i muri portanti di tali strutture.
È per questo motivo che, nel luglio 2013, i Confidi dell'Italia meridionale hanno presentato i risultati di tali indagini economiche alla Camera dei Deputati suggerendo, con l'avallo della Banca d'Italia, un profondo riassetto delle strutture del settore per migliorarne l'efficienza.
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