Come è cambiato il credito al consumo delle famiglie in tempi di crisi?
Il credito al consumo delle famiglie italiane ha attraversato in fasi precedenti e successivi alla crisi economica dei continui cambiamenti, passando da fasi di forti consumi a maggiori richieste di prestiti, fino ad rallentamento notevole dei consumi e di alti tassi di disoccupazione. Ecco perché l'associazione Federconsumatori ha portato avanti una interessante indagine per osservare i principali cambiamenti in tempi di crisi del credito al consumo delle famiglie italiane.
Individuate due fasi del credito al consumo delle famiglie in tempi di crisi
L'indagine attuata dall'associazione di Federconsumatori parte da una analisi dei dati dal 2002 ad oggi delle famiglie italiane, ed evidenzia due particolari fasi del credito al consumo in tempi di crisi. Una prima fase compresa nel periodo iniziale dell'indagine fino al 2009, in cui si riscontra un forte ricorso da parte delle famiglie italiane dei prestiti per finanziare principalmente l'acquisto dei beni al consumo. Inoltre si riscontrano degli effetti sulle tariffe dei prodotti a seguito del nuovo cambio tra lira ed euro, che incidono verso un utilizzo delle somme a prestito anche per compensare una successiva perdita del potere d'acquisto per i nuovi prezzi in euro. Una seconda fase invece sarebbe più recente e comprenderebbe una analisi dal 2009 ad oggi sulle principali abitudini delle famiglie italiane. Queste ultime in tempi di profonda crisi economica hanno ridotto radicalmente i consumi e le relative operazioni di credito al consumo.
Tabella sulle due fasi del credito al consumo delle famiglie italiane
|
Periodo temporale |
Effetti sulle famiglie | |
|---|---|---|
| Periodo 2002-2009 | fase del credito al consumo positiva | consumi ancora stabili anche se comincia a verificarsi una perdita del potere d'acquisto per l'introduzione dell'euro |
| Periodo 2009-2014 | fase del credito al consumo negativa | consumi ridotti e alti tassi di debiti per superare la crisi economica |
Se infatti in una prima fase del credito al consumo, le abitudini delle famiglie erano rimaste in linea di massimo inalterate, con un ricorso anche a prestiti personali o per finanziare degli acquisti a rate, la seconda fase vede una completa contrazione in tal senso. Tale riduzione del credito al consumo, sarebbe dovuta per l'associazione Federconsumatori ad un sentimento comune nelle famiglie italiane di una mancanza di fiducia e di liquidità economica, aggiunte all'attuale contesto economico di forte disoccupazione, che incidono non solo in una forte perdita del potere d'acquisto delle famiglie nella seconda fase del credito al consumo, ma anche ad alti tassi di indebitamento. Va infine evidenziato che gli ultimi dati del settore mostrano un calo del credito al consumo da percentuali di un -6% nel 2013 ad un ultimo calo di un -4% nel 2014, pari cioè ad un debito complessivo di circa 99 miliardi di euro. Di dati cioè che secondo quanto riportato in una recente nota della associazione Federconsumatori, evidenziano " un andamento grave e preoccupante" e di " una situazione di forte crisi per le famiglie italiane".
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