Banca Marche: prestiti sospetti alla cricca del G8

A seguito dell'ispezione di Bankitalia tenutasi a settembre nei confronti di Banca Marche, è stato emesso un verbale che parla di "diffuse irregolarità nei processi creditizi, portate all'attenzione dell'Autorità giudiziaria". Tra i grandi nomi presenti all'interno del dossier...

A seguito dell'ispezione di Bankitalia tenutasi a settembre nei confronti di Banca Marche, è stato emesso un verbale che parla di "diffuse irregolarità nei processi creditizi, portate all'attenzione dell'Autorità giudiziaria". Tra i grandi nomi presenti all'interno del dossier si presentano anche Anemome e Balducci, costruttore il primo ed ex provveditore il secondo, coinvolti nel giro degli appalti del G8.

Il documento ufficiale è stato trasmesso alla procura di Ancona, che a sua volta è coinvolta nell'indagine per plurimi reati societari e contro il patrimonio che attualmente sta ponendo l'attenzione attorno alle attività di otto o nove persone. Stiamo parlando di un dossier che pesa come un macigno, sia per la sua lunghezza (circa 18 pagine), sia per i personaggi coinvolti con i relativi capi di accusa.

Il report è stato consegnato lo scorso 28 ottobre a due commissari straordinari dell'istituto di credito marchigiano che hanno utilizzato come strumento fondamentale per identificare le cause relative all'origine del deficit di quasi 800 milioni di euro che si è formato tra il 2012 e il 2013, sebbene la Banca Marche da anni presentasse dei bilanci che propendevano fortemente in positivo.

Dal dossier di Banca Marche si evince un netto riferimento nei confronti "dell'inadeguato monitoraggio sull'operato dell'ex direttore generale Massimo Bianconi, al quale è stata lasciata ampia autonomia senza validi contrappesi", una scelta amministrativa che si è riflessa su alcune derivate come Medioleasing, che è stata "sovradimensionata e con incoerenze fra fabbisogno e risorse" che hanno aggravato "gli squilibri gestionali e accentuato le carenze nel presidio dei rischi di credito e operative". Ed è stata proprio una serie di decisioni poco oculate e da comportamenti anomali che sembrano aver peggiorato la situazione. Quando ci si è accorti del danno, ormai, era troppo tardi.

Gli ispettori della Vigilanza di Banca Marche hanno voluto sottollineare come "in presenza di un quadro congiunturale critico e di un portafoglio prestiti da tempo connotato da elevata concentrazione nel settore immobiliare e per affidati, il cda aveva ispirato la propria azione a criteri gestionali poco prudenti, in particolare non aveva fornito adeguate indicazioni volte ad orientare le scelte in tema di organizzazione del comparto crediti e di valutazione delle partite deteriorate né aveva svolto un incisivo operato di controllo dell'Esecutivo".

Sicuramente la colpa è da imputarsi al capogruppo dell'istituto di credito che, al tempo, era rappresentato da Bianconi, ma dal documento si vedono le mancanze da parte dell'intera struttura dell'istituto di credito, soprattutto per quel che riguarda il settore dei finanziamenti.

Il verbale ha poi voluto mettere il punto riguardo alla realizzazione di documentazione che tutt'oggi rimane incompleta per alcuni clienti, tra cui il gruppo costruttivo formato da Diego e Daniele Anemone e l'ex presidente delle Opere pubbliche Angelo Balducci, che risultano attualmente indagati per quel che riguarda la faccenda degli appalti pilotati del G8 e dei Grandi Eventi.

La Vigilanza, inoltre, ha voluto segnalare che il finanziamento in questione trattava la cessione di un credito per strutture immobiliari su cui non era stata effettuata un'opportuna verifica dei suoi profili, né per quel che riguarda la loro regolarità amministrativa, né tanto meno per le loro prospettive di smobilizzo. E al tempo non sono nemmeno stati effettuati dei controlli per verificare lo stato di avanzamento dei lavori. I documenti portati come garanzia, inoltre, non sono stati verificati.
A peggiorare i fatti, ci sono anche le testimonianze inerenti alle facilitazione con cui i due sono riusciti ad ottenere i prestiti: le somme finanziate, infatti, sono state calcolate in base al "valore commerciale dei cespiti senza decurtazioni cauzionali a fronte delle condizioni di effettiva liquidabilità ovvero a quello finale dei compendi immobiliari ancora da realizzare
Giulia Ceschi
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