Arriva il nano-prestito per chi è in difficoltà, scopri cos'è
Negli ultimi tempi, in Italia, sono tante le famiglie e le micro-imprese a vivere un periodo difficile sul piano economico. Spesso, infatti, a causa della mancanza di adeguate garanzie, non è possibile richiedere finanziamenti agli istituti di credito bancari o alle società finanziarie. Nasce da queste premesse un nuovo progetto: il nano-prestito. Si tratta di un prodotto finanziario innovativo che sarà sperimentato nel corso del 2015 a Napoli per poi diffondersi in tutta Italia a favore di coloro che non riescono a tirare avanti per la grave crisi che si è ormai abbattuta sul nostro Paese.
Questa nuova forma di credito è stata già presentata al Banco di Napoli durante un'iniziativa che ha visto tra gli sponsor Finetica, Banca Etica e Mediocredito Europeo. L'intera operazione nasce sotto la supervisione del ministero dell'Economia, targato Pier Carlo Padoan.

(Il progetto pilota è partito a Napoli a favore di soggetti esclusi dal sistema creditizio tradizionale)
Ma cosa sono precisamente i nano- prestiti? Questi finanziamenti, definiti appunto 'nani' in quanto più piccoli del prestito comune, non possono essere superiori a 2.500 euro. Il progetto è stato concepito per evitare che tanti nuclei familiari e piccole aziende finiscano nella rete degli usurai come spesso accade. Tali prestiti, che saranno erogati da Mediocredito e Banca Etica, presentano una caratteristica particolare: un Taeg, ovvero il costo effettivo dell'operazione espresso in percentuale che il cliente deve a chi eroga il credito, di almeno un punto percentuale inferiore a quello legale. Essi avranno una durata di 30 mesi e quindi significa che dovranno essere restituiti in due anni e mezzo. La rata massima di pagamento non sarà superiore a 100 euro al mese proprio per venire incontro alle esigenze di chi è in difficoltà.
Il progetto pilota è già partito con le prime 50 famiglie residenti nel territorio della diocesi di Nola, con un budget di 10 mila euro ma tra circa sei mesi saranno raggiunti almeno 150 destinatari incrementando il tetto massimo. «Il confronto di oggi — ha annunciato il direttore generale di Finetica, Nello Tuorlo — vuole essere un momento di riflessione e di confronto tra diversi stakeholder del settore nel tentativo di cercare insieme le soluzioni migliori per rispondere ai diffusi e insoddisfatti bisogni di accesso a piccoli prestiti da parte di un numero sempre maggiore di imprese, famiglie e persone, fortemente a rischio di esclusione finanziaria e sociale, o, peggio ancora, di diventare vittime dell'usura e del racket soprattutto nelle regioni meridionali del nostro Paese».
I nano-prestiti erogano credito, applicando tassi di interesse variabili tra il 10 e il 20 per cento al mese, pari al 120-240 per cento all'anno: parliamo di percentuali che né le banche, né le finanziarie trattano perché poco convenienti. Le città di Napoli e Caserta sono oggi le due province italiane a maggior rischio usura secondo l'allarme lanciato da contribuenti.it. In Campania si calcola, infatti, che siano 32 mila gli operatori economici coinvolti nel giro degli strozzini.
Negli ultimi anni sono già in corso alcune iniziative di microcredito: tra le più importanti spicca la costituzione del fondo Microcredito Fondo sociale europeo, che prevede la concessione di microprestiti da un minimo di 5.000 ad un massimo di 25.000 euro, da restituire, a tasso zero, in cinque anni. L'intento è incoraggiare il lavoro autonomo e la microimpresa, coinvolgendo soprattutto coloro che versano in condizione di svantaggio economico, sociale ed occupazionale e dunque esclusi dal sistema creditizio tradizionale.
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