Funding Circle, la piattaforma online da un miliardo per il credito alle Pmi
I mutamenti del sistema creditizio che hanno fatto seguito allo scoppio della bolla dei mutui subprime, hanno costretto anche gli americani a guardarsi intorno alla ricerca di nuove fonti di finanziamento che sino a pochi anni fa non erano neanche prese in considerazione da chi era solito rivolgersi e trovare ascolto presso il tradizionale sistema bancario. Tra queste, un ruolo di assoluto rilievo è stato assunto dalle piattaforme di prestiti online, capaci di proporsi come punto di riferimento per un numero sempre più largo di persone che non trovano ascolto da banche e finanziarie sempre più restie a concedere finanziamenti, senza adeguate garanzie.
Tra queste piattaforme, un ruolo di grande rilievo è quello assunto da Funding Circle, nata su impulso di Sam Hodges, un ex imprenditore di successo, spinto a varare questa operazione dal respingimento delle sue domande di finanziamento da parte di decine e decine di banche e istituti creditizi. Era il 2007 e il mancato ascolto ricevuto allora, ha convinto Hodges che il mondo della piccola e media impresa aveva bisogno di trovare nuove strade di finanziamento rispetto ad un sistema bancario troppo legato a logiche in cui i piccoli imprenditori rischiavano di uscire con le ossa rotte.

(Hanno sempre più successo le piattaforme di prestiti online, come Funding Circle)
Ben 96 no ricevuti allora, hanno infine spinto Hodges ad imbarcarsi nell'impresa di mettere in piedi Emergence Lending Network, una rete di prestiti online peer-to-peer che ha riscosso un successo sempre crescente da parte di quegli imprenditori che nonostante fondamentali sani, non trovavano più ascolto e credito dal sistema finanziario. Un segmento che comprende soprattutto imprese con pochi milioni di fatturato e meno di cinquanta dipendenti, sfavorite rispetto a quelle di taglia più grande, privilegiate e coccolate dalle banche. La rete creata da Hodges si è poi fusa con la britannica Funding Circle, espandendo in maniera esponenziale la sua attività, tanto da puntare ora con estrema decisione a a veicolare un miliardo di dollari di prestiti.
Il marchingegno in questione, permette ai piccoli imprenditori di prendere in prestito il denaro di cui necessitano direttamente da investitori istituzionali o singoli individui che dopo averlo vagliato nel dettaglio, mostrano di credere nel progetto. Ad usare questo tipo di finanziamento sono ad esempio le aziende che vogliono sviluppare un video gioco, ma necessitano delle risorse adeguate e mettono magari in mostra una anteprima della loro idea per convincere sulla bontà dell'idea di partenza.
Nel caso di Funding Circle, i soggetti che vogliono avere la possibilità di raccogliere finanziamenti, debbono sottoporsi ad un test sulla loro idoneità, riguardante la redditività e la storia finanziaria, teso a verificare l'esistenza dei presupposti per garantire anche chi decida eventualmente di sostenere il progetto. Dal 2010, la piattaforma ha reperito finanziamenti per oltre 750 milioni di dollari, sui mercati britannico e statunitense, mentre entro il 2015 si prevede di abbattere la soglia del primo miliardo. Un ottimo modo per assicurare assistenza finanziaria a progetti meritevoli che non troverebbero magari ascolto presso il tradizionale modello bancario per la mancanza di alcuni requisiti che non inficerebbero in alcun modo la validità dell'idea.
Considerato il notevole restringimento dei rubinetti che sta interessando il settore creditizio del nostro paese, mettendo in crisi il sistema delle Pmi tricolori, non meraviglierebbe eccessivamente il varo di piattaforme analoghe in Italia, sul modello di Prestiamoci, recentemente fusasi con Trust Buddy.
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