Potrebbe essere la quantistica l'antidoto alla clonazione delle carte di credito

Potrebbe essere la quantistica a fornire l'antidoto alla clonazione delle carte di credito, una pratica ormai dilagante anche nel nostro Paese, grazie al Quantum Secure Authentication (QSA), un sistema messo a punto dai ricercatori delle università olandesi di Twente e Eindhoven.

Gli ultimi rapporti elaborati al proposito, sembrano lasciare pochi dubbi: anche in Italia è ormai allarme per le frodi elettroniche, a partire dalla clonazione delle carte di credito. Le transazioni in cui non è necessario esibire fisicamente la carta, ad esempio gli acquisti online, sono diventate sempre più pericolose, aggiungendosi alla tendenza di alcune fasce di utenti a cadere nelle trappole che sono ormai quotidiane e che arrivano solitamente sotto forma di e-mail che indicano la necessità di fornire i propri dati sensibili per ovviare a problemi inerenti al proprio conto corrente. Trappole che gli utenti più accorti sanno schivare agevolmente, ma che pur nella evidente grossolanità riescono a indurre ancora molti italiani a preparare la strada al termine della quale il loro conto si troverà inevitabilmente più leggero. Va infatti ricordato che una volta estorto il numero e i dati relativi alla propria carta di credito, la sua clonazione diventa un vero e proprio gioco da ragazzi, per impedire il quale, le società che gestiscono le credit card stanno spingendo per l'adozione di sistemi anticontraffazione sempre più evoluti.

Tra questi metodi, stanno sempre più affermandosi quelli che prevedono il ricorso alle leggi che regolano la fisica quantistica. Una strada percorsa in particolare dai ricercatori di due università olandesi, la University of Twente e la Eindhoven University of Technology, che hanno deciso di applicare sistemi al limite della fantascienza per cercare di porre riparo al problema delle frodi elettroniche. Già testato, il sistema in questione riuscirebbe ad impedire la clonazione di carte di quasiasi genere e potrebbe trovare campo di applicazione anche in un settore come quello delle serrature elettroniche. Si tratta del Quantum Secure Authentication (QSA), e l'idea di partenza va a sfruttare la proprietà dei fotoni, ovvero delle singole parti che compongono la luce, di rimbalzare sulle superfici, proiettando al contempo sulle stesse una luce la quale sarebbe poi letta da un terminale.

Nella pratica, la carta di credito sarebbe ricoperta da uno strato di pittura all'interno del quale sarebbero presenti milioni di nanoparticelle, mentre il lettore dovrebbe proiettare sulla sua superficie una luce, provocando una reazione della carta che verrebbe interpretata dando o meno il via alla transazione. I ricercatori olandesi si spingono a giudicare impossibile la clonazione di una carta prodotta con l'utilizzo di questa tecnologia. Inoltre i costi di produzione non risulterebbero neanche troppo elevati, circostanza che potrebbe affrettare la sua adozione su larga scala.

Potrebbe essere la quantistica l'antidoto alla clonazione delle carte di credito

(Potrebbe essere la quantistica l'antidoto alla clonazione delle carte di credito)

In attesa che sistemi altamente sofisticati possano metterci al sicuro da eventuali furti di identità e dalla clonazione della carta di credito, sarebbe però il caso di seguire alcune precauzioni che sono del resto consigliate dalle associazioni dei consumatori. A partire da quelli riguardanti gli acquisti tradizionali, per i quali si consiglia di non perdere mai di vista la carta quando si effettua il pagamento. Altro accorgimento da non sottovalutare è quello riguardante la costante verifica dell'estratto conto, con una cura particolare alle spese di piccolo importo, in quanto proprio in quei dettagli può annidarsi la truffa. Anche il passaggio della carta nel POS va seguito con grande attenzione, accertandosi che sia effettuato una sola volta. La carta non deve poi mai passare in più apparecchi, magari con il pretesto che la prima operazione non sia andata a buon fine. Anche le ricevute andrebbero poi conservate almeno sino all'arrivo dell'estratto conto, per poi stracciarle prima di gettarle.

In caso invece di acquisti online, è buona norma quella di utilizzare solo siti ad alto standard di sicurezza, che siano protetti da sistemi di sicurezza internazionali in grado di garantire la trasmissione crittografata dei dati, i quali possono essere identificati da una certificazione e da un lucchetto in bella vista sulla home page. Naturalmente è fondamentale non fornire mai i numeri della propria carta di credito o delle coordinate bancarie tramite posta elettronica. Per limitare ulteriormente il rischio, si potrebbe poi procedere agli acquisti in rete usando una carta prepagata, di modo che se qualcosa dovesse andare storto, ad essere messa a repentaglio sarebbe solo la cifra stanziata per questo strumento, e non l'intero conto corrente.

Ove si sia appurata la clonazione della carta di credito, bisogna inoltre affrettarsi a fare la denuncia ai Carabinieri o alla Polizia, portado copia dell'estratto conto da cui risultino evidenziate le somme non riconosciute. Inoltre occorre inviare ai Servizi Interbancari, entro il termine di sessanta giorni dalla data di emissione dell'estratto conto, una contestazione firmata dall'intestatario della carta di credito, cui deve essere allegata una copia dell'estratto conto contestato, una copia fronte-retro della carta tagliata in due e una copia della denuncia.

Dott. Dario Marchetti
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