Dilaga in Italia la clonazione delle carte di credito
Dilaga anche nel nostro paese il fenomeno delle frodi informatiche. A testimoniarlo è l'Osservatorio Crif, secondo il quale nei primi sei mesi del 2014, in Italia si sarebbero verificate più di 9mila frodi, con relativo aumento dell'importo medio del 7%. Una attività che vede sempre più attiva la criminalità organizzata e che non segue i canoni normali delle attività criminali, in quanto al posto di armi e travestimenti, i cyber-criminali usano gli strumenti informatici per appropriarsi dei dati di un'altra persona, in conto e a nome della quale provvedono poi ad acquistare beni il cui pagamento rimane a carico del malcapitato di turno. Nel 18% dei casi, la vittima viene messa al corrente della frode dopo tre anni o anche più, circostanza che rende in pratica quasi impossibile scoprire l'autore del furto e, magari, ripristinare la reputazione creditizia della vittima, ormai compromessa e quindi vittima due volte. A questo primo danno, si aggiunge naturalmente la perdita diretta di denaro, che caratterizza il 41% dei casi esaminati e che avviene tramite l'appropriazione del conto in banca e il prelievo di somme tramite un bancomat clonato. Anche i ladri d'identità, peraltro, stanno notevolmente evolvendo nelle modalità con cui operano, preferendo magari presentarsi in un negozio dotati di una carta d'identità fasulla, fotocopiata o ricostruita attraverso dati trovati in rete, fonte inesauribile di ispirazione, grazie in particolare ai social network, comprando un oggetto di valore oppure recandosi presso un istituto finanziario per chiedere un finanziamento a lunga scadenza, magari con rate che entreranno in pagamento da sei mesi a un anno dopo l'acquisto.

(Dilaga in Italia la clonazione delle carte di credito, in base ai dati dell'Osservatorio Crif)
Lo strumento preferito in questo secondo caso è il prestito finalizzato, nell'80,1%. Se solitamente si tratta di piccole somme, sotto il 1500 euro (43% dei casi), nel 27% degli episodi gli importi arrivano a superare i 10mila euro. Il fatto poi che il 53,7% dei casi riguardi negozi di elettrodomestici, elettronica di consumo, telefonia e informatica spinge il Crif a lanciare un vero e proprio allarme in prossimità del Natale, che potrebbe vedere un vero e proprio picco di episodi criminosi.
Molto diffuso anche il phishing, ovvero l'appropriazione dei dati bancari tramite missive di posta elettronica, che permettono ai malintenzionati di rubare soldi dai conti on line, all'appropriazione dell'identità altrui che permette di godere di un nuovo nome.
Cosa fare di fronte a questa vera e propria offensiva criminale? Le associazioni dei consumatori consigliano la massima attenzione nella condivisione di dati on line, in particolare quando si usano i social network.
Per quanto concerne le vittime, esse sono concentrate naturalmente nella fascia di età che utilizza maggiormente la rete, ovvero quella tra 1 31 e i 40 anni, in cui ben il 25,6% è stata oggetto di attacchi di questo genere. Segue la fascia tra i 18 e i 30 anni, in cui la percentuale è appena minore, attestandosi al 24,8%. In crescita esponenziale però anche le frodi a danno degli anziani, con un aumento del 27,6% di frodi a danno degli ultrasessantenni.
Infine il dato territoriale, che vede primeggiare la Campania, con il 17,5% di episodi di questo genere, seguita dalla Sicilia e dalla Lombardia. Un dato che vede insomma Nord e Sud per una volta a braccetto.
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