Errori da evitare nell'utilizzo di una carta revolving: perché non si finisce mai di pagare e come interrompere l'utilizzo

Sono molti a pensare che la carta revolving sia una trappola e che non si riesca più a terminare di pagare le rate una volta che si inizia ad utilizzarla, e invece, non è proprio così. E' possibile far cessare il circolo di pagamento, rimborso e integrazione della somma: ecco come.

Chi ha attivato una carta di credito revolving lo sa. Si inizia con l'acquistare un bene o servizio pagando con il particolare strumento elettronico, scegliendo la modalità di pagamento a rate mensili e, stranamente non si finisce mai di pagare. Ma perché? Non è colpa della carta di credito revolving ma solo del titolare che non smette di utilizzare la carta per pagare i propri acquisti. Vi sembra strano? Sembra possibile che il segreto per terminare il ciclo vizioso di questa carta sia solo smettere di utilizzarla? Ebbene sì e vi si spiega il perché.

Carta revolving: il CIRCOLO VIZIOSO!

La carta di credito revolving permette di effettuare acquisti tramite il Pos degli esercenti convenzionati, prelevare denaro in contante e richiedere l'anticipazione di una somma fino a una soglia massima stabilita in sede contrattuale dall'ente emittente della carta. La modalità di restituzione della somma fruita con le transazioni e i prelievi può essere restituita con rate mensili con l'aggiunta di un tasso di interesse, similmente a ciò che accade con la sottoscrizione di un prestito personale, ma con una piccola differenza.

Con la stipula di un prestito, la somma richiesta e addebita decresce con il rimborso: al termine della restituzione di tutta la somma, il finanziamento si considera concluso. Con la carta di credito revolving, si ha una soglia di spesa massima stabilita dalla carta, il fido, mettiamo per esempio 1.500 euro. Il titolare della carta può effettuare acquisti fino a un totale complessivo di 1.500 euro. Man mano che si effettuano degli acquisti la somma disponibile della carta decresce costituendo il credito residuo.

Carta revolving: COME CHIUDERE il CIRCOLO VIZIOSO?

Solo al momento in cui il titolare della carta revolving comincia a rimborsare la somma fruita, questa va a integrare nuovamente la somma di cui avete fruito, rendendola di nuovo disponibile nella vostra carta di credito, pronta per poter essere di nuovo utilizzata. E' facile comprendere che la procedura di pagamento e rimborso di questa tipologia di carta di credito è infinita, proprio per il continuo ciclo di vuoto (transazione) e riempimento con il rimborso a rate della somma.

Il ciclo può essere interrotto solo nel momento in cui la somma fruita è completamente restituita ma durante il piano di ammortamento, di rimborso delle rate mensili in cui è stata dilazionata la somma di denaro che si è utilizzata dalla carta, non si deve effettuare nessun altro acquisto, prelievo o altra operazione, in modo da non spendere altro denaro della soglia massima disponibile nella carta. Solo in questo modo, la somma disponibile, che abbiamo posto come esempio di 1.500 euro, sarà completamente rimborsata, non si avrà più a che fare con la carta revolving.

Carta revolving: NON UTILIZZARE più LA CARTA!

Ci si deve ricordare che non si deve effettuare nessuna operazione di pagamento con quella tipologia di carta dal momento in cui si decide di non utilizzarla più, per evitare che si allunghi il tempo di pagamento. Ciò significa che, se si effettua un pagamento il 1 gennaio 2015 con un piano di ammortamento di 10 mesi, nel mese di ottobre si avrà terminato il rimborso e così anche la vita con la carta di credito revolving.

Se, invece, durante il piano di ammortamento del primo prestito del 1 gennaio si effettuano degli altri acquisti, anche quelle somme devono essere dilazionate, allungando il piano di ammortamento: acquisto 3 marzo 2015, fine del rimborso con 10 rate a gennaio 2016. Il ciclo infinito della carta di credito revolving.

L'unico modo di far cessare il circolo vizioso di una carta di credito revolving è restituire tutte le somme dovute e non utilizzarla più.

Carta revolving: è UNA TRUFFA?

Certo, vi è anche da dire che la carta di credito revolving è forse lo strumento di pagamento elettronico più facile da ottenere: lo rilascia la tua banca, la Posta, diverse società finanziaria e soprattutto le catene alimentari, che sempre più spesso offrono ai loro clienti la possibilità di far pagare gli acquisti presso i loro punti di vendita proprio con questa carta. Talvolta, è necessario dirlo, con molto leggerezza, senza far valutare al cliente il tasso di interesse applicato alle rate mensili che dovrà corrispondere per la restituzione della somma.

La percentuale del tasso di interesse applicato a una carta revolving è doveroso sia espresso e fatto valutare al cliente in sede di sottoscrizione del contratto, mettendo in evidenza una percentuale massimo di TAEG per la sottoscrizione di un finanziamento tradizionale (con alcune società come Agos Ducato e Findomestic, anche con tasso zero) che non supera solitamente l'11% e il pagamento con una carta di credito revolving che può arrivare ad avere un tasso di interesse pari al 30%.

La differenza è a colpo d'occhio e lo sarebbe anche a quello dell'utente che sottoscrive il contratto di questo strumento di pagamento, lasciandosi ingannare dalla plastica di una carta, assimilata dagli italiani a un bancomat, che fruisce esclusivamente della somma di cui di è proprietari. Ma non è certo il caso della carta revolving. Pare che questo sia il motivo della maggiore diffusione delle carte revolving, arrivate a circa 3,5 milioni, (dati 2012) anche se non tutte effettivamente attive o con finanziamenti in corso.

Carta revolving: le SOMME devono essere RESTITUITE

Sono numerosi gli utenti nella situazione sopra elencata: alcuni sostengono che la carta revolving sia una truffa ma non può essere considerata tale se si tiene in considerazione la procedura di pagamento, rimborso e nuova integrazione della somma. E', infatti, lo stesso titolare della carta di credito a scegliere di effettuare degli acquisti con questa tipologia di credito, consapevole della modalità di rimborso e applicazione del tasso di interesse. Si continuerà a pagare all'infinito se non si smette di utilizzare la carta e rimborsare le somme di denaro di cui si è fruito. Sì, perché nonostante il tasso di interesse sia elevato, le somme utilizzate devono essere restituite.

Se, invece, si considerano i tassi di interesse applicati alle rate del piano di ammortamento, allora la carta di credito revolving non rispetta la normativa in materia di antiusura. Se si desidera verificare correttamente il tasso soglia di interesse per il periodo in cui si sottoscrive la carta di credito revolving, che comunque costituisce un metodo comodo di effettuare acquisti, come con un prestito personale e nell'immediato, o anche prelevare del denaro contante, anche come somma di anticipo, è possibile controllare il sito ufficiale della Banca d'Italia in cui sono presenti i rilevamenti del tasso medio effettivo globale su base annua , il TAEG,  oltre il quale scatta l'usura.

Carta revolving: attenzione alla MORA!

Vi è da considerare che per concludere al meglio la propria esperienza con la carta di credito revolving è importante non saltare le rate: il tasso di interesse di mora applicato è anche maggiore del TAEG tradizionale della carta. Si pensi che una rata mensile di 150 euro potrebbe raggiungere le 220 euro. Il consiglio è, dunque, quello di valutare sempre con attenzione e consapevolezza reale del tasso di interesse applicato ai vostri acquisti. Molto spesso, infatti, a ingannare sono le piccole cifre: su una somma di 1.500 euro, gli interessi potrebbero essere 1.000 euro per esempio, quasi non considerabili.

Se su una somma di 15.000 euro, gli interessi sono 10.000 euro, la somma salta molto più all'occhio, ma è la stessa percentuale applicata alla prima somma in oggetto. Per questo motivo, se davvero avete la necessità di acquistare a rate e desiderate non incappare nel ciclo vizioso della carta di credito revolving, infinito e davvero oneroso dei pagamenti, scegliete di sottoscrivere un prestito personale o un finanziamento, che per le piccole somme può essere concesso a anche a tasso zero, con il pagamento delle sole spese di apertura pratica che ammontano circa a 40 euro.

Maria Francesca Massa
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