Rimarranno stabili i tassi d'interesse dei mutui nel corso del 2015

Rimarranno stabili in Italia nel 2015 i tassi di interesse dei mutui, sull'onda delle decisioni assunte dalla Banca Centrale Europea tese a favorire la ripresa del credito alle famiglie, che però non sembrano aver fatto eccessiva breccia negli istituti bancari tricolori.

Prezzi degli immobili in calo, secondo i dati diffusi da Istat, spread delle banche in diminuzione e tassi di interesse sui mutui in calo sull'onda innescata dalle recenti decisioni prese dalla Banca Centrale Europea al fine di favorire una ripresa del credito alle famiglie da parte degli istituti bancari. Sembrerebbe proprio il quadro ideale per l'acquisto di una abitazione, ma il quadro è reso contrastato dalla grande apprensione che continua a caratterizzare gli italiani, alle prese con una recessione che non vuole saperne di lasciare campo libero alla auspicata ripresa economica. Timori rafforzati anche dalle nubi che si addensano sugli indici occupazionali, messi in grande sofferenza dalla gelata dei consumi. Anche se qualche segnale positivo non manca, come testimoniano ad esempio i dati Eurisc aggiornati ad ottobre 2014, in base ai quali le richieste di mutuo sarebbero aumentate del 22,1% rispetto a dodici mesi prima. Un dato favorito probabilmente  anche dal calo dell'11,2% dei prezzi degli immobili, i quali potrebbero infine spingere molte famiglie a orientarsi per un acquisto, nonostante i comprensibili timori legati al ciclo congiunturale.

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(I tassi di interesse sui mutui dovrebbero rimanere stabili nel corso del 2015)

Va ricordato, peraltro, come i minimi storici toccati dal costo del denaro dopo le decisioni di Mario Draghi, abbiano avuto come corollario un immediato l'abbassamento degli interessi che gli utenti debbono pagare sui mutui legati al tasso Bce, anche se nel nostro paese si tratta di un mercato abbastanza trascurabile, rappresentando appena il 2% del complesso. Meno pronunciate, ma comunque interessanti anche le flessioni dei tassi ancorati all'Eurirs (per il fisso) e all'Euribor (per il variabile), indicativi di un momento molto favorevole per chi pensa di potersi esporre finanziaramente per l'acquisto di un immobile. Proprio per questo motivo, diventa perciò di fondamentale importanza capire cosa succederà nei prossimi mesi, partendo magari dalle previsioni relative ai tassi Euribor del 2015, per i quali gli addetti ai lavori prefigurano un andamento abbastanza stabile. Mentre  per quanto riguarda i tassi futuri, la scadenza trimestrale dovrebbe restare stabile per tutto il 2015 per poi iniziare a salire a partire dalla fine del 2016, quando dovrebbe superare di poco lo 0,19%. 
Anche le banche, secondo gli analisti finanziari, dovrebbero migliorare la loro offerta, almeno i principali istituti finanziari, fornendo finalmente le risorse in grado di sostenere una ripresa del mercato immobiliare che potrebbe trasformarsi in un volano di crescita per il sistema paese. Soprattutto se, come sembra, continuerà a manifestarsi la tendenza del sistema bancario ad assumere in prima persona il peso dell'intermediazione immobiliare, ipotesi che preoccupa non poco gli agenti, considerata la possibile saldatura dei due settori in una filiera interamente controllata dalle banche. Un progetto che è per ora appena nella sua fase iniziale, ma che proprio nel corso del 2015 potrebbe assumere contorni sempre più chiari.

Dott. Dario Marchetti
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