Mutui a tasso negativo in Spagna e Portogallo: presto anche in Italia?
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Il calo dei tassi continua a caratterizzare buona parte dell'Eurozona, con conseguenze abbastanza negative per le banche centrali. Va infatti ricordato come la stragrande maggioranza dei mutui concessi in Portogallo e una buona fetta di quelli che sono stati accesi in Italia e Spagna sono legati al tasso interbancario Euribor, ovvero l'interesse che gli istituti bancari sborsano per prestarsi denaro.
Un controsenso abbastanza clamoroso
Quando l'Euribor scende sotto lo zero, le banche sono quindi costrette a pagare al fine di prestare denaro ai clienti. Un fatto abbastanza clamoroso, che sino a qualche tempo fa era considerata un'ipotesi teorica, ma che ora è diventata realtà in Portogallo e Spagna, ma che presto potrebbe allargarsi anche all'Italia. Tanto da aver spinto alcuni economisti a lanciare l'idea di abolire il contante, la cui esistenza è alla base del problema.

(I mutui a tasso negativo sono ormai una realtà nell'Eurozona)
L'ultimo in ordine di tempo è stato Willem Butler, il più rinomato economista di Citigroup, che ha del resto ripreso un'idea già circolata in ambito accademico.
Il mondo al contrario: le banche pagano i clienti
Il calo dei tassi di interesse in atto nell'Eurozona ha spinto alcune banche in un territorio estremamente scomodo, quello che costringe a prestare denaro pagando interessi. Chi accende un mutuo in questo periodo, si trova di conseguenza in una posizione privilegiata. Ove si prenda per esempio un tasso Euribor pari al -0,4% e uno Spread attestato allo 0,3%, l'interesse da imporre ai clienti sarebbe di conseguenza al -0,1%. In pratica le banche dovrebbero versare la differenza ai loro clienti, per spingerli ad accendere un mutuo. Una cosa inconcepibile sino a qualche mese fa.
Il caso di Bankinter SA
Se qualcuno a questo punto sta pensando ad uno scherzo di pessimo gusto, dovrebbe sapere che una banca iberica, la settima del paese, Bankinter SA (ex Banco Intercontinental Español), sta attualmente pagando per concedere ai suoi clienti finanziamenti per l'acquisto della casa. Si tratta di una conseguenza del fatto che molti preferiscono pagare clienti sicuri cui affidare il proprio denaro, piuttosto che accettare un rischio considerato enorme, quello di prestarlo ad alti tassi a clienti reputati evidentemente inaffidabili. Quello che del resto sta accadendo con la Grecia, il cui rischio default è considerato inaccettabile.
Tutto per sconfiggere la crisi
I tassi negativi sono una conseguenza della politica adottata dalle autorità monetarie continentali, in particolare dalla Banca Centrale Europea. Il Quantitative Easing di Mario Draghi ha incrementato ulteriormente questa tendenza, che è lo scotto da pagare alla speranza di dare nuova linfa all'economia reale sotto forma di prestiti in grado di spingere nuovamente all'investimento. Soltanto in questo modo, secondo Francoforte, si possono porre le basi per una ripresa solida dell'economia e uscire dalle strette della recessione.
Il tasso fisso è ormai più conveniente del variabile
I paesi dell'area latina (Spagna Portogallo e Italia), sono quelli dove i tassi utilizzati per calcolare gli interessi sui prestiti, in particolare i mutui, dipendono dall'andamento dell'Euribor. Proprio per questo motivo in Italia i mutui a tasso fisso, agganciati ai Bund a medio-lungo termine, stanno diventando sempre più convenienti, spingendo molti consumatori a preferirli al tasso variabile. Chi ha invece un finanziamento a tasso variabile, sta convertendo in molti casi il mutuo, approfittando della possibilità offerta dalla surroga, un fenomeno che sta letteralmente drogando il mercato italiano negli ultimi mesi.
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