Secondo Bankitalia nel 2015 caleranno ancora i prestiti alle imprese

Secondo la Banca d'Italia, i prestiti alle imprese continueranno a calare anche nel corso del 2015, pur diminuendo la caduta in atto, nonostante l'ottimismo di facciata espresso dall'Abi, mettendo a serio repentaglio il sistema produttivo italiano strozzato dalla mancanza di credito.

Continuano a provenire segnali contrastanti dal mondo creditizio. Se infatti negli ultimi mesi era stata ventilata la possibilità di una certa ripresa, soprattutto da parte dell'Abi, nella realtà la situazione non ha mostrato i miglioramenti attesi e anzi, con il passare dei mesi è diventato sempre più evidente come la stretta creditizia in atto sia alla base delle difficoltà sempre crescenti delle Pmi. Tanto da spingere la CGIA di Mestre a evocare il rischio usura per un gran numero di imprenditori che non trovano ascolto presso il sistema bancario e sono così costretti a rivolgersi al credito illegale. Mentre molte imprese ormai sfinite dalla mancanza di liquidità sono a loro volta costrette a chiudere i battenti e a dichiarare fallimento, come è successo ad un quinto delle Pmi, espulse dal mercato nel corso degli ultimi anni.

Anche la Banca d'Italia rilancia ora il suo allarme per lo stato del sistema creditizio, in un rapporto sulla stabilità finanziaria nel quale si ricorda come i prestiti alle società non finanziarie dovrebbero peraltro continuare a diminuire anche nel 2015, seppure con un'intensità progressivamente decrescente. Una consolazione evidentemente parziale per il mondo delle imprese, costrette a convivere con una crisi ancora molto forte e la mancanza di sbocchi nella ricerca di risorse finanziarie che nel resto del continente hano ripreso invece ad affluire verso il sistema produttivo. Ennesimo svantaggio di sistema per le aziende del nostro paese già costrette a scontare il gap derivante dalla burocrazia sempre ossessiva, da una tassazione al limite dell'oppressione fiscale e da tariffe molto più elevate per i servizi energetici.

La stretta creditizia continuerà anche nel 2015

(La stretta creditizia continuerà nel nostro paese anche nel 2015)

La stessa Banca d'Italia cerca a sua volta di indorare la pillola, affermando come le recenti misure prese dal Consiglio direttivo della Bce potrebbero favorire una ripresa del credito alle imprese, considerazione che però sembra scontrarsi con lo scarso interesse mostrato anche dalle banche italiane verso la recente asta Tltro (Targeted Long Term Refinancing Operation) che metteva a disposizione degli istituti bancari risorse finalizzate a sostenere la ripresa del mondo produttivo. Un disinteresse che sembra provare ancora una volta, ove ce ne fosse bisogno, come il sistema bancario non creda più alle Pmi e preferisca dedicarsi a operazioni giudicate con tutta evidenza più remunerative e meno rischiose.

In presenza di una situazione di questo tipo, che potrebbe quindi continuare anche nel 2015, smentendo l'ottimismo di facciata espresso a più riprese dall'Abi, la situazione del sistema produttivo tricolore potrebbe perciò subire un ulteriore peggioramento, con contraccolpi non da poco sui livelli occupazionali, già in flessione nel corso degli ultimi mesi. Un dato che andrebbe attentamente analizzato anche in sede istituzionale, cercando magari di compensare gli effetti negativi del credit crunch con misure volte ad un deciso alleggerimento della tassazione ancora gravante sulle imprese. Sempre che i malandati conti pubblici rendano possibili interventi di questo genere, naturalmente.  

Dott. Dario Marchetti
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