Carte di Credito e pagamenti elettronici. Rischi e vantaggi

Moneta elettronica? A chi conviene? Che uso ne facciamo in Italia? Quali vantaggi per il consumatore e per lo stato?

Nel recente articolo sulla finanziaria dello stato e sulla ricerca delle copertura accennavamo all'incontrollato e pericolosissimo fenomeno dell'evasione fiscale. Un tema che in Italia ha assunto una rilevanza notevole in quanto il fisco dichiara dei tassi di evasione molto alti. Alla politica di lotta all'evasione, sacrosanta in ogni paese civile, fa da controcanto la difficoltà di molti italiani pressati da un fisco pesantissimo e complesso da interpretare. In sostanza molte persone, soprattutto i piccoli imprenditori schiacciati dalla crisi si dichiarano spesso "costretti" a evadere o quantomeno ad inventare complessi marchingegni di elusione fiscale. La verità come spesso accade anche in economia, sta quasi a metà strada; pur rifiutando la legittimità di ogni azione di evasione in quanto ingiusta ed irrispettosa della società civile va assolutamente detto che la lotta alla sopravvivenza cui stiamo assistendo da alcuni anni mette molto spesso i cittadini con le spalle al muro. Osservando i dati di evasione degli ultimi anni verrebbe da pensare ad un popolo di furbetti, abituati a trovare tutti i modi per non pagare ciò che è dovuto.

A fronte di tanti furbetti che hanno approfittato dei difetti di un sistema fiscale non adeguato ci sono anche coloro che non sono riusciti a trovare una strada che permettesse la sopravvivenza economica della propria attività. Le tipologie di evasione sono tantissime ma in questo articolo ci concentreremo sull'evasione resa possibile dall'uso prevalente del contante come strumento di pagamento. E' sicuramente capitato a tutti di pagare qualcosa e non ricevere ne scontrino ne fattura e quindi è sicuramente capitato a tutti di essere involontari complici della più semplice azione di evasione fiscale. Il pagamento in contante, che non vogliamo in alcun modo criminalizzare, porta con se il difetto di avere una tracciabilità legata al buonsenso e all'onesta di vende e di chi riceve. Ma sappiamo tutti che nei momenti di difficoltà molto spesso il buonsenso non è proprio il principale driver delle nostre azioni. Da li nascono le piccole ma non "innocenti" evasioni. Il salumiere, il barista, il ferramenta, il panettiere tutti possibili evasori di piccole quantità che nel complesso possono dare un enorme buco al fisco italiano.

I pagamenti elettronici quali bancomat o carte di credito possono costituire un valido aiuto alla lotta all'evasione. Il pagamento elettronico è tracciabile, certo e non richiede la movimentazione del contante.

L'evasione da contante nel caso di pagamento elettronico è ovviamente nulla. Certo ridurre i pagamenti alla sola possibilità di carte e bancomat metterebbe in difficoltà molte persone appartenenti a classi deboli tuttavia con una giusta mediazione si potrebbe pensare ad una riduzione significativa di circolazione del contante. Va da se che questo sistema ridurrebbe al minimo anche la possibilità di riciclaggio del denaro sporco.

Ogni euro si muoverebbe con nome e cognome di chi lo da e di chi lo riceve. Una semplice soluzione che permetterebbe al fisco italiane un significativo recupero di tasse.

Abbiamo detto Carte di Credito e Bancomat, analizziamo adesso la strutturazione di queste due carte.

Bancomat: è una carta elettronica a tutti gli effetti. Viene rilasciata dalla banca presso cui risiede il conto corrente del titolare  e permette, oltre al prelevamento di contante dagli sportelli automatici, di effettuare pagamenti presso gli esercizi abilitati. Il pagamento con bancomat non ha costi per il cliente e la sicurezza è garantita da un PIN personale da digitare prima della transazione d'acquisto. Ovviamente la possibilità di pagare è data dalla presenza del denaro sul conto corrente.

Carte di Credito: è anch'essa una carta elettronica ma la sua disponibilità è agganciata non più ad un conto ma ad un fido concordato. L'istituto che eroga la carta di credito concede un fido mensile al cliente il quale può utilizzarlo per effettuare pagamenti o prelievi. Solitamente i pagamenti non hanno un costo ulteriore oltre il canone annuo della carta. Per i prelevamenti di denaro contante viene applicato un tasso di interesse molto basso rispetto ai prestiti consumer. A termine del mese l'istituto di credito che ha erogato la carta addebiterà tramite RID bancario il totale mese sul conto del cliente. Nel caso della carta di credito solitamente non viene richiesto alcun PIN al momento dell'acquisto, tuttavia il cliente ha l'obbligo di dimostrare con documento di identità di essere l'effettivo titolare della carta. La ricevuta stampata dal POS  verrà firmata dal cliente. I rischi connessi all'uso della carta di credito sono maggiori rispetto all'uso del bancomat in quanto la carta di credito è dotata di un codice identificativo che permette, senza utilizzare fisicamente la carta, di effettuare acquisti online o a mezzo telefonico. Purtroppo questa facilità di utilizzo dei codici della carta la rendono più vulnerabile dal punto di vista delle frodi. Va sottolineato però che oggi la spinta dematerializzazione della moneta ha portato gli istituti di credito a fornire al cliente diversi sistemi di controllo della spesa effettuata con la carta di cui è titolare. La possibilità di effettuare un monitoraggio costante delle spese effettuate dalla propria carta ha sicuramente ridotto la possibilità di frodi o meglio ha aumentato le possibilità che ha il cliente di segnalare all'istituto eventuali anomalie.

Il nostro paese sull'uso della moneta elettronica è oggettivamente molto indietro. Gli esercizi commerciali spesso non sono disposti ad accettare pagamenti elettronici per non sostenere i  costi di gestione del POS e le relative commissioni che gli istituti di credito chiedo per l'utilizzo del servizio. Questa riluttanza costringe spesso i clienti a circolare con denaro contante in tasca con tutti i rischi che ne conseguono. A farne le spese sono anche i fruitori di servizi quotidiani come il trasporto pubblico. Si pensi che nel Regno Unito è sempre possibile pagare il biglietto del bus o della metro con carta di credito. Ma è anche possibile pagare con carta i taxi, i quotidiani e persino il ticket del parcheggio.  Va osservato che in Italia gli istituti di credito con le loro commissioni a volte troppo elevate sul singolo pagamento, non aiutano lo  sviluppo di questi sistemi i quali se correttamente calibrati  potrebbero garantire al nostro stato un importante rientro in termini di tasse ed in termini di controllo della movimentazione commerciale.

Salvatore Amandorla
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