Prestiti personali: quanto conta il tipo di contratto di lavoro

Una particolare indagine è stata condotta dai due importanti comparatori italiani www.mutuionline.it e www.prestitionline.it. Vediamo insieme cosa è emerso.

Nessuno si sorprenderà probabilmente scoprendo che ricevere un finanziamento personale o un mutuo è molto più semplice per coloro che hanno un lavoro a tempo indeterminato rispetto ad un loro coetaneo con un contratto a termine. Eppure risulta interessante analizzare tutti i risvolti della vicenda scoprendo così che l' offerta per i lavoratori con il cosiddetto posto fisso è molto più ampia, ma al contempo i costi non si differenziano affatto per le due categorie. Poche differenze riguardano anche i tassi applicati. A rivelarlo è un' indagine svolta grazie a due importanti operatori online: www.mutuionline.it e www.prestitionline.it

Perchè conta il tipo di contratto

Rientra nei parametri maggiormente presi in considerazione in fase di istruttoria dai Credit Analyst di tutti gli istituti bancari e di tutte le società finanziarie: è la busta paga. In realtà ad interessare gli enti erogatori è la situazione reddituale che, nel caso di un lavoratore dipendente, in assenza di beni patrimoniali, si riduce al cud ed alla busta paga, appunto.

Quali sono gli elementi controllati nella busta paga? Sicuramente il netto percepito in busta dal lavoratore, che dice alla banca quanto realmente è nella disponibilità del richiedente, si verificano poi eventuali ulteriori impegni in busta che possono far presagire una tensione di liquidità o comunque possono fornirci ulteriori informazioni: cessioni in corso o in scadenza, pignoramenti, assegni familiari. I credit analyst verificano poi il tipo di datore di lavoro, la data di assunzione e, soprattutto, il tipo di contratto: indeterminato o a termine.

Sulla base dei parametri elencati, e soprattutto sull' ultimo, una pratica può da subito essere vista positivamente o negativamente.

Come è ovvio che sia, un lavoratore con un reddito derivante da un contratto a termine non può garantire oggettivamente costanti flussi in entrata, ciò di conseguenza espone la banca ad un forte rischio dato che si palesa la possibilità che il richiedente diventi insolvente.

Eppure i contratti di lavoro a termine sono in costante aumento e si stanno sostituendo ai più rassicuranti contratti a tempo indeterminato. Nel 2013, è bene osservarlo, la percentuale di coloro che hanno un contratto a termine è salita al 13,2% rispetto all' esiguo 5,2% registrato nel 1985. Ma il dato deve essere letto, per inquadrare bene il fenomeno, con riferimento ai giovani che entrano nel mercato del lavoro, e quindi bisogna guardare alle nuove assunzioni. Ebbene nel 2013 sul totale dei giovani occupati di età compresa tra i 15 e i 24 anni, ha un contratto a termine il 52,2%, nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni la quota dei lavoratori a tempo determinato è del 21,7%.

Differenze sul numero di offerte 

Nell' indagine condotta si è voluto studiare in che modo e in che quantità variano le offerte proposte ad un lavoratore a tempo indeterminato rispetto ad un lavoratore a termine. Stessa ricerca è stata svolta ma con riferimento al Taeg. Ovviamente il tutto a parità di condizioni.

Si è scelto, nell' indagine svolta, di prendere in considerazione un uomo di 30 anni residente a Roma. Le richieste prese in esame sono state due: un mutuo ventennale per acquisto prima casa pari al 60% del valore dell' immobile e un finanziamento di 24 mesi finalizzato all' acquisto di un' auto.

Per quanto riguarda il caso del mutuo i dati del soggetto test sono stati inseriti nel comparatore mutuionline e nel caso del prestito sul comparatore prestitionline. Le finte richieste sono state fatte in data 14 luglio 2014 e ripetute anche in altri giorni per verificare  l' affidabilità del dato.

Leggendo i dati raccolti la conclusione è che ci sono delle significative differenze sul numero di offerte ricevute dalle due tipologie di lavoratori. Il lavoratore a tempo indeterminato può contare su una scelta più varia. La differenza è particolarmente rimarcata nel caso dei mutui. E' possibile evincere chiaramente quanto detto nella Tab.1

Tab.1

(Tab.1) Fonte: Elaborazioni sulle informazioni dei siti www.mutuionline.it www.prestitionline.it

Differenze sul taeg

Dalle indagini svolte attraverso le simulazioni, il Taeg non sembrerebbe influenzato dal tipo di contratto di lavoro del richiedente. Nella determinazione del pricing la maggiore rischiosità associata al cliente con contratto a termine non corrisponde poi ad una discriminante in ordine di Taeg. Per quanto riguarda i prestiti non vi è alcuna differenza, per i mutui nel breve periodo il Taeg è un pò più alto per i lavoratori a termine ma la differenza tende ad annullarsi nel tempo, come è possibile evincere dalla Tab.2

Taeg

(Tab.2) Fonte: Elaborazioni sulle informazioni dei siti www.mutuionline.it www.prestitionline.it

Nunzia Grasso
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