Fino a quando è possibile sospendere le rate del mutuo? Un nuovo emendamento per il triennio 2015- 2017: una boccata d'aria per famiglie e imprese

In periodi di difficoltà sospendere le rate del mutuo potrebbe essere una scelta molto gradita per famiglie e imprese. Focus sull'emendamento della legge di stabilità per la sospensione delle rate del mutuo: "L'obiettivo è liberare risorse per generare liquidità e far ripartire l'economia", sostiene il deputato Francesco Cariello.

Molte volte, per cause personali, si presenta la necessità di dover sospendere il pagamento delle rate del mutuo; ciò non costituisce un rischio, nel senso che non è previsto l'inserimento nella lista dei cattivi pagatori, ma è un procedimento che viene ammesso dalle stesse società finanziarie, al fine di venere incontro alle necessità della clientela.

Tuttavia, la sospensione del pagamento delle rate del mutuo non può interessare un lasso di tempo molto ampio, in quanto esistono precise scadenze da rispettare; è una procedura che viene concessa dalla banca o dall'istituto di credito sotto richiesta specifica del cliente; molte volte è lo steso contratto di prestito a prevedere la sospensione delle rate.

In questa sede si desidera focalizzare l'attenzione proprio sulla tempistica prevista per la sospensione delle rate, ovvero fino a quanto tempo le società finanziarie accettano che il cliente non rimborsi il prestito.

QUALI SONO STATE LE SOLUZIONI PRESE DALLE ISTITUZIONI FINANZIARIE PER CERCAR DI VENIRE INCONTRO ALLE PROBLEMATICHE ECONOMICHE DEI CLIENTI E ALLA LORO DIFFICOLTÀ DI RIMBORSO DELLE RATE DEL PRESTITO?

Il rimborso del mutuo è un impegno molto importante che il cliente prende con la banca o la società finanziaria: il primo si impegna a corrispondere alla seconda il pagamento mensile delle rate, calcolate sull'importo ottenuto.

Tuttavia, il pagamento periodico del mutuo può risultare più o meno gravoso, influendo così sulla capacità personale di rimborso.

Il Testo Unico Bancario prevede che il ritardo nel pagamento, avvenuto per ben sette volte anche non consecutive, tra il trentesimo ed il centottantesimo giorno dalla scadenza della rata, dà diritto alla banca di procedere con la risoluzione del contratto di prestito.

Per svariati motivi può accadere che il cliente può trovarsi in difficoltà economica: la sospensione del mutuo può risultare una scelta conveniente per riuscire a superare i momenti di disagio.

Va da sé che molti sono gli istituti di credito che stanno cercando numerose soluzioni per cercar di venire incontro a problematiche di questo tipo, soluzioni idonee alternative finalizzate a risollevare i soggetti coinvolti in un reale disagio. Uno dei primi passi più importanti è stato compiuto a seguito dell'accordo tra il ministro dell'economia, l'Associazione Bancaria Italiana e le altre associazioni dell'osservatorio banche-imprese; tale accordo, a partire dal 30 giugno 2010 ha previsto i seguenti interventi per le imprese:

  • la sospensione per dodici mesi del pagamento della quota capitale delle rate di mutuo;
  • la sospensione per sei mesi del pagamento della quota capitale prevista nei canoni di operazioni di leasing per gli immobili;
  • l'allungamento a 270 giorni delle scadenze del credito a breve termine, finalizzati al sostegno delle esigenze di cassa;
  • un contributo economico finalizzato al rafforzamento patrimoniale delle imprese di piccole e medie dimensioni.

Inoltre, è importante che le rate, non pagate o pagate solo parzialmente, debbano essere scadute da non più di 180 giorni dalla data della presentazione della richiesta di sospensione.

CHI PUÒ RICHIEDERE LA SOSPENSIONE DELLE RATE DI UN PRESTITO?

Per le imprese è stato adottato un provvedimento in materia di sospensione delle rate del prestito e con esso anche il prolungamento del piano di ammortamento: è concesso effettuare la domanda alle aziende che alla data del 30 settembre 2008 avevano esclusivamente posizioni classificate in bonis.

Sulla base di tale provvedimento, il Comitato Esecutivo dell'ABI ha elaborato un piano di rimborso, appositamente pensato per le famiglie; tale soluzione è stata operativa già dal 2010 e prevedeva la possibilità per i nuclei disagiati di sospendere il rimborso del mutuo per dodici mesi, ma solo per precise occasioni ovvero le seguenti:

  • perdita del posto di lavoro dipendente a tempo indeterminato o termine del contratto di lavoro dipendente a tempo determinato, parasubordinato o assimilato;
  • cessazione dell'attività di lavoro autonomo;
  • morte di uno dei componenti il nucleo famigliare percettore del reddito di sostegno della famiglia;
  • interventi di sostegno al reddito per la sospensione del lavoro (Cig e Cigs).

LEGGE DI STABILITÀ E SOSPENSIONE DEL MUTUO: UNA BOCCA D'ARIA PER IL TRIENNIO 2015-2017

La crisi sta allentando e divorando il potere d'acquisto dei consumatori: le entrate diminuiscono e il pagamento delle rate del mutuo sembra essere un ostacolo insormontabile da superare.

L'insolvenza è come un cane che si morde la coda; in un'economia che non dà frutti, se il singolo non viene pagato, la causa è sempre all'origine: se le imprese sono insolventi è perché i loro clienti sono a loro volta insolventi. In questo panorama, se non si darà una sferzata significativa, il fallimento dell'economia in generale è alle porte.

Il video seguente consente di avere una panoramica chiara e sintetica di ciò che è stato previsto dalla legge di stabilità, in materia di sospensione delle rate del mutuo. Si tratta di un emendamento alla legge di stabilità 2015 proposto da Francesco Cariello, deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e già approvato dalla stessa Commissione.

Tale provvedimento sembra aver dato una vera boccata d'ossigeno alle famiglie e alle imprese italiane che si trovano in difficoltà economica.

Il testo dell'emendamento prevede la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate dei mutui e dei prestiti; tale concessione spetta alle famiglie e alle imprese che ne fanno richiesta. Ad essere sospesa è solo la quota capitale, mentre gli interessi a favore dell'istituto erogatore continuerebbero ad essere pagati.

Il periodo previsto per la sospensione delle rate è il triennio 2015-2017, trascorso il quale, il beneficiario è tenuto a ricominciare a pagare le rate complete del mutuo fino all'estinzione definitiva del mutuo.

Sebbene il costo complessivo del mutuo andrebbe a lievitare, il debitore riuscirà ad alleggerire il peso del debito per tre anni, durante i quali potrà mettere da parte i risparmi per poter rimborsare la restante parte del prestito e poter effettuare investimenti.

Dott.ssa Sara Tomasello
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