Tutto ciò che c'è da sapere e valutare sui requisiti per accedere al prestito SE SI E'o SI VUOLE DIVENTARE un lavoratore autonomo
Indice dei contenuti
- Il lavoro autonomo: cos'e'?
- Il prestito personale per il lavoro autonomo: come fare per richiederlo?
- Il prestito personale per il lavoro autonomo: tutti i requisiti
- Il prestito per il lavoro autonomo: tipologie e capitale erogabile
- Per ricapitolare: tabella prestito per lavoro autonomo
- Il prestito personale per diventare un lavoratore autonomo: come fare per...?
- Il prestito per diventare un lavoratore autonomo: con fondo perduto?
- Il prestito per diventare un lavoratore autonomo: con il franchising?
- Il prestito personale per il lavoro autonomo: quali documenti presentare dunque?
- Il prestito per diventare un lavoratore autonomo: ricapitoliamo?
I prestiti personali per lavoratori autonomi implicano una forma di finanziamento erogabile a soggetti che non possiedono una busta paga o un reddito da lavoro dipendente. L'accesso al credito con questa tipologia e forma lavorativa molto spesso appare difficoltosa, in quanto gli istituti bancari non sono sempre propensi a finanziare l'avvio di nuovi progetti imprenditoriali, l'apertura di nuove imprese o anche solo i soggetti che richiedono un finanziamento per sostenere delle spese non legate all'avvio di una nuova attività.
Per evitare di collezionare rifiuti e di fare richiesta in numerosi Istituti bancari prima di ricevere una risposta positiva di finanziamento, e magari con tassi di interesse elevati, è necessario valutare i requisiti necessari per accedere al credito e valutare le differenti proposte di finanziamento agevolato per i lavoratori autonomi offerte sul mercato. Inoltre è importante conoscere quali sono i vantaggi e i limiti di questa tipologia di prestito personale per evitare di sottoscrivere un finanziamento del quale non si conoscono le caratteristiche nel dettaglio. Vediamo da principio cosa è utile sapere prima di richiedere un prestito personale per lavoro autonomo.
Il lavoro autonomo: COS'E'?
I lavoratori autonomi appartengo alla categoria di soggetti lavoratori senza busta paga, ovvero senza un reddito da lavoro dipendente ma che comunque possiedono un'entrata fissa per il loro lavoro. Di questa categoria di lavoratori fanno parte tutti i commercianti, gli imprenditori di aziende di qualsiasi settore, i liberi professionisti e gli artigiani che possiedono un reddito che acquisiscono da soli, con il proprio lavoro e le proprie competenze.
Il prestito personale per il lavoro autonomo: COME FARE PER RICHIEDERLO?
Per poter accedere alla tipologia di prestito personale per lavoratori autonomi è necessario possedere determinati requisiti alla data di presentazione della domanda e particolari garanzie che permettano all'Istituto bancario di rifarsi nel caso di mancato pagamento e/o di insolvenza delle rate. E' da considerare che, come abbiamo detto precedentemente, gli istituti bancari non sono particolarmente propensi a finanziare progetti a coloro che non possiedono una busta paga non certificata a causa dell'aumento delle possibilità di insolvenza, per cui ogni istituto creditizio possiede delle politiche di concessione del credito differenti.
Il prestito personale per il lavoro autonomo: TUTTI I REQUISITI
Per ottenere un prestito personale per lavoro autonomo è importante possedere determinati requisiti, e questo l'abbiamo già sottolineato differenti volte, ma quali sono esattamente? E' facile comprendere che i requisiti più importanti per un Istituto bancario che eroga un capitale è quello di avere la certezza della sua regolare restituzione, senza avanzare pretese di nessun genere o ricorrere a maggiorazioni nel caso di insolvenza o mancato pagamento. Insomma, ciò che interessa a ogni ente finanziario è che il proprio cliente abbia la reale possibilità di saldare il debito contratto con la sottoscrizione del finanziamento.
Per tali motivi, non è necessario possedere una busta paga, attenzione, ma l'esclusiva certificazione delle proprie entrate. Un commerciante, un imprenditore, un artigiano, un libero professionista non hanno una busta paga, in quanto la retribuzione se la fanno da sé con la loro attività, nel meccanismo di continuo investimento, guadagno e ricavo reale, una volta che dal totale complessivo di ciò che si è guadagnato di detraggono tutte le spese. Ecco, quella è la reale retribuzione del lavoratore autonomo, quella è la busta paga del lavoratore autonomo e quella è anche la garanzia per l'ente finanziario della possibilità del soggetto di restituire il capitale erogato.
Per certificare il ricavo mensile, ovvero la propria retribuzione mensile, una particolare importanza assume quella annuale, è dunque necessario disporre della dichiarazione dei redditi o del modello unico, in cui sono certificati gli importi che il soggetto lavoratore percepisce, alla stregua di un lavoratore dipendente. Inoltre, abbiamo parlato di reddito annuale anziché reddito mensile, proprio perché un lavoratore autonomo potrebbe avere una retribuzione differente di mese in mese, ma annualmente possedere i requisiti necessari per l'accesso al credito come un qualsiasi lavoratore con contratto a tempo indeterminato.
Il prestito per il lavoro autonomo: TIPOLOGIE e CAPITALE EROGABILE
I prestiti personali per lavoratori autonomi prevedono l'erogazione di un capitale variabile fino a 50.000 euro per sostenere le spese di apertura di un'attività imprenditoriale ma anche per sostenere le spese legate all'acquisto di beni e servizi in base alle proprie esigenze. Il piano di ammortamento è personalizzato in base alla retribuzione mensile e può essere richiesto anche tramite il prestito personale cambializzato, in cui le cambiali costituiscono la garanzia per l'ente finanziario di rifarsi in caso di insolvenza. Le cambiali, infatti, costituiscono un titolo esecutivo sul bene posto sotto garanzia.
Una seconda possibilità di finanziamento è la tipologia di prestito non finalizzato che prevede l'erogazione di un capitale variabile in base alla propria retribuzione, senza dover produrre una documentazione circa la destinazione della somma richiesta. Il finanziamento non finalizzato prevede l'applicazione di un tasso di interesse fisso e una rata da rimborsare con cadenza mensile procedura RID o con bollettini postali. Il prestito personale finalizzato è la soluzione ideale per il lavoratore autonomo che non possiede una busta paga in quanto la documentazione da presentare prevede solo la dichiarazione dei redditi o il modello Unico.
PER RICAPITOLARE: TABELLA PRESTITO PER LAVORO AUTONOMO
Per comprendere meglio e ricapitolare, osserva anche la tabella seguente in cui si riassumono le due tipologie di prestito personale per lavoratori autonomi, i requisiti della sola presentazione della certificazione del reddito necessario alla regolare restituzione del capitale e il capitale massimo erogabile in base alla modalità di rimborso scelta, con cambiali dal titolo esecutivo - che costituiscono una maggiore garanzia per l'Istituto bancario di recupero del capitale - o i bollettini postali:
| PRESTITO PER LAVORATORE AUTONOMO | PRESTITO CAMBIALIZZATO | PRESTITO NON FINALIZZATO | CHI PUO' RICHIEDERLI |
|---|---|---|---|
| CAPITALE MASSIMO EROGABILE | FINO A 50.000 EURO | FINO A 50.000 EURO IN BASE ALLA PROPRIA RETRIBUZIONE |
|
| RATA E PIANO DI AMMORTAMENTO | CAMBIALE CON CADENZA MENSILE E PIANO PERSONALIZZATO | RATA CON CADENZA MENSILE E PIANO PERSONALIZZATO | |
| DOCUMENTAZIONE |
MODELLO UNICO O DICHIARAZIONE DEL REDDITO |
|
Il prestito personale per DIVENTARE UN LAVORATORE AUTONOMO: COME FARE PER...?
Non è comunque detto che un prestito personale per lavoro autonomo sia indirizzato esclusivamente ai lavoratori autonomi come commercianti, artigiani, imprenditori o liberi professionisti. Questa tipologia di finanziamento può essere anche valutata da soggetti che intendono diventare dei lavoratori autonomi e come tali hanno la necessità di richiedere una somma di denaro per avviare la propria attività imprenditoriale. Se questo è il vostro caso, e non avete la possibilità di richiedere un finanziamento a fondo perduto per le nuove imprese o un finanziamento a fondo perduto per avviare un'attività di franchising, quella del prestito personale per lavoratore autonomo è una soluzione da valutare.
Il prestito per DIVENTARE UN LAVORATORE AUTONOMO: con FONDO PERDUTO?
Se si ha l'intenzione di diventare un lavoratore autonomo, è possibile scegliere tra le differenti forme di finanziamento agevolato che prevedono anche una parte di incentivi e contributi a fondo perduto per sostenere l'avvio della nuova attività imprenditoriali. In questo caso il finanziamento per il lavoro autonomo prevede l'erogazione di un contributo in conto capitale, rimborsabile per il solo 50% dell'importo erogabile e il restante 50% rimborsabile con rate solitamente trimestrali a tasso di interesse agevolato.
Il prestito per DIVENTARE UN LAVORATORE AUTONOMO: con il FRANCHISING?
Se si ha l'intenzione di diventare un lavoratore autonomo con un'attività di franchising è necessario essere titolare di una ditta individuale o di società, in cui almeno il 50% dei soci detiene la metà del capitale sociale o delle quote. Inoltre, per ottenere un prestito o un finanziamento a fondo perduto per diventare un lavoratore autonomo è necessario scegliere un'attività di franchising convenzionata con Invitalia. Il capitale erogabile prevede un periodo di rimborso di 7 anni con rate trimestrali e tasso di interesse inferiore del 30%, stabilito in fase di sottoscrizione del contratto.
Nell'avvio dell'attività in franchising, se si richiede un prestito con contributo a fondo perduto, l'Iva deve essere completamente restituita e la somma del contributo rimborsato durante i 7 anni di piano di ammortamento deve essere pari almeno al 50% del contributo a fondo perduto di cui si è beneficiato. Il solo limite a questa tipologia di finanziamento e attività è che si può acquistare solo dalla società alla quale ci si affilia, praticare dei prezzi imposti e seguire le loro politiche o regole: è necessario valutarle precedentemente alla scelta dell'attività.
Il prestito personale per il lavoro autonomo: QUALI DOCUMENTI PRESENTARE DUNQUE?
Messo in chiaro che ciò che interessa a ogni ente finanziario è che il proprio cliente abbia la reale possibilità di saldare il debito contratto, il lavoratore autonomo richiedente un determinato capitale deve presentarsi allo sportello dell'Istituto bancario al quale ha intenzione di richiedere il finanziamento e presentare, in base alle sue necessità di finanziamento per lavoratore autonomo o per diventare un lavoratore autonomo, la seguente documentazione:
- documento d'identità in corso di validità;
- dichiarazione dei redditi;
- modello unico;
- stato di inoccupazione (nel caso di avvio di attività).
| PRESTITO PER LAVORO AUTONOMO | DOCUMENTAZIONE |
|---|---|
| FINANZIAMENTO PER LAVORATORE AUTONOMO |
|
| FINANZIAMENTO PER DIVENTARE UN LAVORATORE AUTONOMO |
|
Il prestito per DIVENTARE UN LAVORATORE AUTONOMO: RICAPITOLIAMO?
Per comprendere meglio e ricapitolare le differenti tipologie di finanziamento e prestito per diventare un lavoratore autonomo, osserva anche la tabella sottostante che ricapitola i caratteri fondamentali di tali agevolazioni per l'avvio di nuove imprese:
| PRESTITI PER DIVENTARE UN LAVORATORE AUTONOMO | SPESE AMMISSIBILI | RIMBORSO CAPITALE |
|---|---|---|
| PRESTITO AGEVOLATO PER NUOVA ATTIVITA' DI LAVORATORE AUTONOMO |
|
RIMBORSO DELL'INTERO CAPITALE CON TASSO AGEVOLATO |
| PRESTITO A FONDO PERDUTO DEL 50% |
|
|
| PRESTITO PER FRANCHISING A FONDO PERDUTO DEL 50% |
|
|
| PRESTITO A FONDO PERDUTO DEL 100% | COPERTURA FINO AL 95% DEI COSTI |
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