Secondo Crif, domanda di mutui ancora in crescita del 21% a novembre

Il Barometro Crif, secondo cui la domanda di mutui sarebbe ancora in crescita del 21% a novembre, dopo l'analogo esito fatto registrare nel mese precedente, conferma il dato rilasciato dall'Abi, che fissa oltre il 30% la crescita dei mutui nel corso dei primi dieci mesi dell'anno.

Si conferma l'andamento positivo riguardante la domanda di mutui da parte delle famiglie italiane. Se nel mese di ottobre la crescita su base annuale era stata del 22,1%, il dato più sostenuto dell'ultimo quinquennio, anche nel mese di novembre che si è appena concluso il dato ha continuato a crescere, facendo stavolta registrare un +21,1%. Va però precisato come il dato in questione risulti ancora una volta drogato dalle domande di surroga, ovvero dalla rottamazione dei vecchi mutui e dalla loro sostituzione con quelli rinegoziati. A sostenerlo è la banca dati Crif, il cui dato sembra però discostarsi proprio a proposito delle domande di sostituzione, che secondo l'Associazione Bancaria Italiana sarebbero in misura molto minore a quanto segnalato in questo caso.

Per quanto riguarda invece l'importo medio dei mutui richiesti, esso va ad attestarsi a quota 124.245 euro, facendo di conseguenza registrare un calo del 2,4% rispetto al concomitante periodo dell'anno precedente.

La distribuzione delle domande di mutui suddivise per classi di importo vede a sua volta una conferma della preferenza degli italiani per quella sotto i 75mila euro e per quella compresa tra i 75mila e i 100mila euro. Se si prende invece come punto di riferimento la durata dei mutui richiesti, la classe tra i 25 e i 30 anni risulta nuovamente quella prevalente, collezionando una quota pari al 26,9% del totale.

Crescono anche a novembre i mutui

(Anche a novembre, secondo Barometro Crif, crescono i mutui immobiliari in Italia)

I dati del Barometro Crif costituiscono una sostanziale conferma di quanto già sostenuto dall'Associazione Bancaria Italiana, il cui dato ha visto una crescita oltre il 30% dei mutui nei primi dieci mesi dell'anno, con una raccolta che avrebbe già superato quella collezionata nel corso dell'intero 2013. Un dato che ha spinto Antonio Patuelli, il numero uno di Abi, a preconizzare addirittura una possibile uscita dalla crisi, proprio sull'onda di questo dato. Naturalmente è quello che si augurano tutti gli italiani, anche se rimane la difformità di valutazione tra Crif e Abi proprio relativa alle surroghe, che secondo molti starebbero artificialmente sostenendo il mercato dei finanziamenti. Considerato che soltanto qualche mese si poneva l'accento sulla stretta creditizia in atto, soprattutto da parte delle associazioni che riuniscono le imprese e che tutelano gli interessi dei consumatori, gli accenti trionfalistici di Patuelli sembrano abbastanza inappropriati. Più probabilmente proprio il dato riguardante l'importo medio dei mutui può concorrere a spiegare quanto successo negli ultimi mesi, ovvero l'erogazione di un numero maggiore di mutui rispetto a quanto successo nei mesi precedenti quando le richieste da parte delle famiglie erano più onerose e andavano a coprire una porzione più ampia del valore immobiliare. L'aver ricalibrato le proprie richieste su importi minori, ha probabilmente propiziato un atteggiamento più favorevole da parte degli istituti bancari, che sono tornati ad assolvere in maniera più adeguata alla loro funzione di stimolo all'economia. Un evento che forse non farà uscire da solo il paese dalla crisi, ma che potrebbe dare il suo contributo in tal senso.

Dott. Dario Marchetti
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