Mutui: ora il tasso fisso supera il variabile
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Il rapporto elaborato mensilmente dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI), segnala un ulteriore aumento delle erogazioni di nuovi mutui per l'acquisto della casa. Il periodo preso in considerazione è quello relativo al trimestre tra dicembre 2014 e febbraio 2015, quando i finanziamenti in questione hanno fatto registrare un incremento su base annua del 42,4%, nei confronti dello stesso arco di tempo di dodici mesi prima.
Merito degli spread bassi
Gli analisti finanziari e gli addetti ai lavori non hanno esitato a dare il merito di questo incremento al Quantitative Easing di Mario Draghi, ma in effetti sembra che le cose non stiano esattamente così, visto che nel periodo considerato il bazooka della Banca Centrale Europea ancora doveva entrare in azione.

(I mutui a tasso fisso hanno superato quelli a tasso variabile)
Se il provvedimento messo in campo per favorire l'afflusso di risorse all'economia reale non poteva dunque incidere sulla situazione relativa alla erogazione di mutui, sembra molto più fondata l'ipotesi che a renderli possibili in così larga misura siano stati invece gli spread bancari ancora in discesa.
L'offerta delle banche
Proprio riguardo agli spread, va detto che in base alle previsioni dovrebbero rimanere favorevoli per tutto il corso dell'anno, grazie all'Euribor e all'Eurirs che si manterranno ancora su valori bassi, rendendo di conseguenza particolarmente conveniente il costo dei mutui.
Il tutto mentre le banche sono tornate a proporre ai clienti offerte differenziate e spesso competitive che non solo hanno dato un clamoroso impulso al mercato delle surroghe, ma anche di attirare l'attenzione di chi è alla ricerca di finanziamenti a condizioni favorevoli.
Il loan to value conta molto
Al proposito, va ricordato che chi può mettere sul piatto un loan to value abbastanza alto, è in questo momento in grado di spuntare spread più bassi, che in alcuni casi arrivano all'1,50% per i tassi variabili qualora l'importo del mutuo richiesto non va ad oltrepassare il 50% del valore dell'abitazione che si intende acquistare. Diversi gli istituti che propongono spread a questo livello, rendendo quindi molto favorevole il momento per chi ha già deciso di procedere all'acquisto della casa.
Il tasso fisso supera il variabile
La novità più clamorosa è però quella che riguarda il fronte dei tassi, dove dopo anni di dominio incontrastato, nei primi tre mesi del 2015, i mutui a tasso fisso (52,5%) hanno operato il sorpasso nei confronti di quelli a tasso variabile (43,9%), dato rafforzato dal fatto che il valore dei primi ammonti a circa il doppio dei secondi. A spiegare il fenomeno è proprio il fatto che molti clienti stanno optando per la rottamazione dei vecchi mutui, non più convenienti, tanto che la surroga rappresenta ormai il 62% dell'intero mercato dei mutui.
Voglia di tranquillità
Altro fattore che sembra influire molto sul mutamento in atto, è anche la voglia di tranquillità da parte dei mutuatari i quali, ora che l'Eurirs (l'indice al quale si aggancia il fisso) è ai minimi storici, puntano a spuntare condizioni che probabilmente saranno irripetibili in futuro e che sono destinate a rimanere tali per tutta la durata del mutuo, mettendo quindi il mutuatario al riparo dalle pericolose oscillazioni al rialzo dei tassi variabili, che sono molto probabili proprio a causa della lunga durata di questo tipo di finanziamento.
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